NO alla cancellazione della democrazia diretta, il referendum del 29 maggio in provincia di Bolzano

Il 29 maggio prossimo (2022) si terra’ in Trentino Alto Adige ( Süd Tirol), un referendum importante per tutta l’Italia.

In ultra sintesi: nel 2018 si era riusciti con una nuova legge ad introdurre importanti strumenti di democrazia diretta, tra i quali il “referendum confermativo” , che dà ai cittadini la possibilità di votare per decidere se una delibera o legge approvata dal Consiglio provinciale debba entrare in vigore o meno. Lo strumento elimina il monopolio del potere legislativo (che sta tanto a cuore ai politici-di-mestiere ed alle loro lobby: poverette se la devono vedere con i cittadini e non basta loro comperarsi i favori dei capi-di-partito). La maggioranza di governo provinciale di SVP, Lega e Forza Italia, hanno varato nel giugno 2021 una legge che prevede niente meno che l’abolizione di questo strumento ma anche alcune altre gravi modifiche (p.e. eliminerebbe la imparzialità della redazione per l’opuscolo referendario passandola alla Presidenza del Consiglio) che rafforzerebbero la “centralità” dei politici in altri strumenti di democrazia.

Pensiamo ed invitiamo tutti a mobilitarci per sostenere il NO al referendum.

In base ai regolamenti e leggi provinciali secondo una delibera del Consiglio provinciale e’ stata anche introdotta la redazione del “libretto delle votazioni”. Suggeriamo di impegnarci tutti a conoscere e fare conoscere lo strumento al maggior numero di italiani, come abbiamo fatto nel 2020 con il libretto sul referendum di quell’anno e come stiamo facendo adesso con il libretto per il referendum sui temi della giustizia.

Qui di seguito il link al libretto per il referendum del 29 Maggio della provincia di Bolzano. Da notare che e’ scritto in tre lingue dato che le lingue della provincia sono tre, l’italiano inizia a pag 8. Da notare anche che la parte che invita a sostenere con il Sì lo intitolano come ” progetto della democrazia diretta”. Il cosi’ detto “progetto della democrazia diretta” della SVP per trent’anni consiste in nient’altro che nell’impedire il funzionamento della democrazia diretta, a livello provinciale come a quello comunale. E però la loro battaglia la fanno all’insegna della democrazia diretta, sapendo che i cittadini la approvano e la sostengono.

https://referendumprovinciale.provincia.bz.it/downloads/informationsbroschuere-opuscolo-informativo_2022-05.pdfreferendumprovinciale.provincia.bz.it/downloads/informationsbroschuere-opuscolo-informativo_2022-05.pdf

Vi passiamo anche il link alla pagina web sul referendum nel sito di : Iniziativa Per Più Democrazia, di Bolzano.

https://www.dirdemdi.org/index.php/it/attivita/referendum-salva-il-referendum

https://www.dirdemdi.org/index.php/it/attivita/referendum-salva-il-referendum

vedi anche il raffronto tra regolamento del referendum in Svizzera e in Alto Adige

Informazione libera ed indipendente

Il tema della informazione è fondamentale per la democrazia.

Lo abbiamo anche detto al momento di redigere il punto, tra i 27, per “fare il cambiamento”.

Di recente si e’ discusso di ri prendere il tema che era stato oggetto di riflessione e studio in un Meet Up.
Alla fine della discussione in quel MeetUp ( discussione dirata piu’ di un anno) era stato individuato il testo che segue come “testo condiviso”.


Questo testo puo’ servire come base di partenza per la riflessione, e ( auspicabilmente) una rivendicazione pratica e concreta sul tema: abbiamo bisogno di una informazione libera ed indipendente, non una disinformazione controllata dalle lobby dei proprietari dei media o controllata dai “politici al comando” nel caso di canali pubblici. I finanziamenti pubblici, quando esistono, devono comportare un controllo democratico da parte dei fruitori del servizio.

Qui di seguito il testo:

Venezia compie 1600 anni

Venezia compie 1600 anni, La fondazione è indicata al 25 marzo 421 d.c.

Venezia è una città fondamentale per la storia del pianeta intero e la democrazia. Purtroppo quella storia è poco conosciuta anche dagli italiani. Per conoscere la storia di Venezia ho dovuto leggere il libro di uno storico americano: F.C. Lane.

Venezia integrava molte delle pratiche democratiche della tradizione della Roma repubblicana (SPQR, significa: il Senato ed il Popolo romano. Vale a dire ogni legge, per entrare in vigore, doveva essere votata dal Senato e poi ratificata dai cittadini. Come un “Referendum obbligatorio” per tutte le leggi).
Oltre a quelle a Venezia erano state integrate altre regole sia di democrazia diretta come anche procedure molto interessanti per l’elezione del Doge: l’elezione era studiata per contrastare le lobby ed implicava diversi meccanismi di estrazione a sorte … povere lobby … .
Nella repubblica veneta i partiti erano liberi di esistere, ma le prassi elettorali vietavano l’elezione di persone individuate come “attivisti di partito”: si temeva che l’eletto facesse poi l’interesse del partito e non quello della Repubblica.

Certo poi nei secoli le fasi democratiche subirono alti e bassi. Ma pochi sanno che i costituenti americani (Jefferson , Thomas Moore, Benjamin Franklin … ) vennero in visita a Venezia nel 1786 per studiare il sistema legislativo in vigore nella “Serenissima” da più di un millennio.

https://www.ilcuoreveneto.it/palladio-e-la-repubblica-veneta-alla-casa-bianca/

A Verona, ( città che venne poi ad esser governata da Venezia) in piazza delle Erbe, ancora oggi è possibile vedere la “Campana dell’Agorà“: la campana che suonava per chiamare i cittadini all’assemblea legislativa delle città: l’equivalente della Landsgemeinde ancora oggi esistente in qualche cantone svizzero.

Queste assemblee-legislative cittadine gli svizzeri le introdussero a partire dai primi decenni del 1200. E’ probabile che le avessero copiate dai comuni del nord Italia ed in particolare a Venezia, dove erano in vigore già da quasi mille anni ( e spesso finivano con l’essere cancellate nelle città e comuni italiani, nel 1300).

Insomma, Venezia è una delle nostre glorie ed un esempio di civiltà per il mondo intero.

Leonello Zaquini

La democrazia diretta, i suoi strumenti

La democrazia diretta e’ costituita da quegli strumenti che consento ai cittadini di esercitare il potere legislativo.

Secondo Andreas Auer,  professore di Diritto costituzionale alluniversità di Zurigo  e direttore del Centro di studi e di documentazione sulla democrazia diretta:
«La democrazia diretta si caratterizza per il fatto che il popolo è un organo dello Stato  che esercita, oltre alle competenze elettorali classiche, delle attribuzioni specifiche in materia costituzionale, convenzionale, legislativa o amministrativa. Essa è dipendente o addomesticata quando l’esercizio di queste attribuzioni dipende dall’intervento o dalla volontà di un altro organo dello Stato, Parlamento o Capo dello Stato. È indipendente o propria quando il momento ed il tema sul quale il popolo interviene non dipende che dalla volontà di quest’ultimo, o da un criterio oggettivo sul quale gli altri organi dello Stato non hanno influenza. Così definita, la democrazia diretta non si oppone, ma completa la democrazia rappresentativa”.

Gli strumenti di democrazia diretta sono principalmente i seguenti:

  • PETIZIONE è lo strumento più semplice di democrazia diretta. Una petizione impone all’organo al quale viene indirizzato di dare una semplice risposta;
  • REFERENDUM ABROGATIVO , tramite il quale i cittadini possono abrogare un provvedimento legislativo votato dai rappresentanti. L’abrogazione avviene chiamando al voto i cittadini stessi, per esempio mediante la raccolta di firme;
  •  REFERENDUM OBBLIGATORIO, tramite il quale i cittadini sono chiamati al voto anche senza preventiva raccolta di firme per ratificare alcune tipologie specifiche di leggi, per esempio per leggi che concernono direttamente i legislatori, come per esempio le leggi elettorali, oppure per leggi che comportano voci di spesa particolarmente elevata o modifiche costituzionali.
  • LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE A VOTO CONSILIARE, con cui i propositori della legge di iniziativa popolare, raccogliendo il numero di firme necessario nei tempi e nelle modalità previste, chiamano alla discussione ed al voto i rappresentanti eletti. Questo strumento di democrazia diretta è detto a volte anche “Proposta popolare” o “Mozione di iniziativa popolare”;
  •  LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE A VOTO POPOLARE, mediante questo strumento i propositori chiamano al voto la popolazione stessa. Oltre alle “Leggi” le iniziative popolari possono consistere anche in proposte di “Modifiche  costituzionali”.
  • = = =

  • Altri strumenti sono oggetto di discussione, per quanto riguarda la loro “appartenenza” tra gli strumenti di democrazia diretta.
  •  PLEBISCITO, e’ una votazione popolare di ratifica la cui iniziativa parte dal governante e non dal popolo stesso oppure non e’ obbligatoria.
  • REVOCA, che consente ai cittadini, seguendo le specifiche procedure, di revocare un rappresentante eletto prima dello scadere del suo mandato oppure anche, eventualmente, tutto l’organo rappresentativo. Secondo alcuni autori fa piuttosto parte del sistema elettorale della democrazia rappresentativa, e non tanto degli strumenti di democrazia diretta.Il corretto esercizio della democrazia diretta prevede anche strumenti che la devono correttamente affiancare. Questi sono principalmente:
    1- L’ “Opuscolo informativo” detto anche “Libretto delle votazioni” che contiene:
    gli argomenti per il SI e per il NO, oltre che una descrizione sintetica ma neutra e precisa del tema in votazione, con il quadro delle soluzioni adottate in altri paesi e nella storia. Il “libretto” viene redatto con la collaborazione degli enti favorevoli e contrari ed viene reso disponibile gratuitamente ed in modo ufficiale agli aventi diritto al voto.
    2 – La raccolta di firme (nel caso di votazioni non obbligatorie) deve assicurare che la proposta raccolga un consenso significativo da parte dei cittadini, ma non deve implicare complicazioni burocratiche tali da poter frenare l’iniziativa da parte dei cittadini  (il sistema italiano, oggi in vigore. è stato condannato dal Comitato dei diritti umani dell’ONU che ha chiesto all’italia di rivedere la sua legislazione in proposito).
    3- il sistema di votazione stesso deve poter consentire l’espressione dei cittadini in modo facile e senza eccessivi vincoli nel tempo e nello spazio.Come si vede, la democrazia diretta non è in opposizione alla democrazia rappresentativa ed anzi, sapendo di non disporre del potere legislativo in forma monopolistica, il sistema rappresentantivo ne risulta rafforzato e risanato dall’influenza delle lobby di potere le cui attività risultano più difficili e meno pressanti sui partiti.
    Gli organi legislativi della democrazia rappresentantiva ( Parlamenti ,  Consigli, organi esecutivi … ecc) restano in funzione con le loro tipiche competenze ma questi organi, sapendo che anche i cittadini “possono prendere l’iniziativa” fanno più attenzione in tutte le loro attività, anche quelle per le quali i cittadini poi non intervengono.
    Il fatto stesso di sapere che “potrebbero intervenire” induce gli organi legislativi a:
    – tenere conto anche delle opinioni delle “minoranze” (dato che su temi specifici potrebbero diventare maggioranza ne paese).
    – interpellare  preventivamente, prima di ogni delibera legislativa,  enti ed organismi di categoria anche non presenti negli organi legislativi tenendo comto delle loro opinioni.


UNA PRESENTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA E DEI SUOI STRUMENTI:



TESTO DELLA PRESENTAZIONE, in .pdf, QUI:



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link ad un video su un dibattito tenutosi a Roma sul tema della democrazia diretta:

https://www.radioradicale.it/scheda/486046/al-popolo-lultima-parola-dialogo-tra-italia-e-svizzera-su-democrazia-diretta