Un Referendum per cambiare la legge elettorale e restituire centralità e rappresentatività al Parlamento

con preghiera di diffondere fra tutti e tutte coloro che potrebbero darci una mano

l testo esprime il sostegno di Più Democrazia Italia alla proposta di un Referendum abrogativo sulla legge elettorale in Italia. Sottolinea che il referendum, se approvato, rappresenterebbe un primo passo verso il ripristino di una legge almeno costituzionale, anche se non completamente, ed anche se con alcuni limiti nella rappresentanza. Tuttavia, evidenzia che il cambiamento desiderato nella legge elettorale richiede una serie di soluzioni, come l’introduzione delle preferenze e una legge di tipo proporzionale, che non possono essere ottenute solo attraverso il referendum. Più Democrazia Italia ritiene che il Referendum sia fondamentale per ripristinare un certo equilibrio di potere e contribuire a rendere il Parlamento più rappresentativo, nonostante le limitazioni del sistema maggioritario.

Qualunque sia l’esito della riforma costituzionale promossa dal governo Meloni (riforma che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio a cui sarebbe garantita la maggioranza assoluta del parlamento) è necessario che il prossimo parlamento sia eletto con una legge elettorale che non replichi gli aspetti incostituzionali presenti nella attuale legge elettorale.

Purtroppo, a causa dell’inerzia parlamentare, avere una nuova legge elettorale, conforme ai principi costituzionali, è possibile solo con Referendum Abrogativo.

Non resta, quindi, che utilizzare lo strumento del Referendum Abrogativo per cancellare dal “Rosatellum” gli elementi incostituzionali che impediscono l’esercizio di un voto libero, personale, diretto, o almeno eliminare le parti che permettano alla legge elettorale di essere utilizzabile subito e non venga considerata non usabile dalla Corte Costituzionale.

In questo modo:

  • nel caso la riforma costituzionale per l’elezione diretta del Presidente della Camera dovesse essere approvata definitivamente, si potranno mettere dei “paletti” per una nuova legge elettorale che non replichi tutti gli attuali vizi d’incostituzionalità;
  • nell’auspicato caso che la riforma costituzionale sia respinta, ci garantiremmo la possibilità di non tornare a votare col “Rosatellum”.

I quesiti referendari sono ormai in dirittura d’arrivo e vogliamo che le firme siano raccolte entro l’estate affinché il referendum si possa svolgere entro la primavera 2025.
Entro il 20 marzo p.v. saranno depositati i quesiti referendari e la raccolta delle firme inizierà presumibilmente a partire da lunedì 8 aprile 2024 per 90 giorni.

A tal fine, dobbiamo in breve tempo costituire tanti comitati locali per organizzare le necessarie attività.

Pertanto, ti invitiamo alla riunione operativa del lunedì alle 18:00 dell’attuale comitato per la rappresentanza e contro il rosatellum, collegandoti al seguente link:
https://us06web.zoom.us/j/81868320780?pwd=kak3Pb8fdTgdon2BZpF8qyUiBsGLu5.1

ID riunione: 818 6832 0780
Codice d’accesso: CDC

Cortesemente, per ragioni tecniche, annunciate la vostra partecipazione inviando email a:
perlarappresentanza@gmail.com

referendum_besostri@piudemocraziaitalia.org

Alleghiamo un breve documento politico che spiega le ragioni del referendum per modificare la vigente legge elettorale, ed i documenti relativi al referendum, quasi definitivi.

Con l’augurio di poterne discutere presto insieme, inviamo i più cordiali saluti

Per la Rappresentanza <perlarappresentanza@gmail.com>

https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/

Comitato per la rappresentanza e per la modifica del rosatellum in continuità e ricordo di Felice Carlo Besostri.

Documenti utili :
Perché Un Referendum Sulla Legge Elettorale
Quesiti referendum
Referendum Legge Elettorale CAMERA
Referendum Legge Elettorale SENATO

Un pensiero riguardo “Per un referendum abrogativo del “Rosatellum”

  1. Alcuni appunti sul cosa serve il Referendum Abrogativo.

    In diversi ambienti è stata lanciata la proposta di promozione per un referendum abrogativo di alcuni passaggi dell’attuale formula elettorale che presenta chiaramente rilevanti profili di incostituzionalità.

    Si tratta di soggetti già protagonisti nel referendum 2016 e ancora giustamente contrari alle deformazioni costituzionali in corso di discussione in Parlamento (premierato e autonomia differenziata) ; soggetti da tempo impegnati sul tema della incostituzionalità della attuale formula elettorale (ricordando anche le battaglie vinte in Corte Costituzionale dal compianto Felice Besostri)

    Sulla proposta di abrogazione ci si è concentrati su “il cosiddetto “voto congiunto obbligatorio”, vale a dire il meccanismo in base al quale l’elettore che vota una lista plurinominale vota anche il collegato candidato uninominale e viceversa. Il quesito referendario dovrebbe eliminare il meccanismo della “ripartizione del voto” in base al quale il voto dato esclusivamente al candidato uninominale viene ripartito tra tutte le liste collegate in proporzione alle scelte operate dagli altri elettori nel caso di coalizioni ovvero attribuito alla lista collegata. Ugualmente il voto dato a una lista in coalizione o non in coalizione dovrebbe valere solo per la lista e non essere trasferibile al candidato uninominale collegato. Il quesito richiederebbe anche l’abolizione delle soglie di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi e la possibilità di candidatura è limitata a un solo collegio plurinominale e a un solo collegio uninominale. Sarebbe anche abolito l’esonero dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste ai gruppi politici già presenti in Parlamento; pertanto, tutte le liste saranno tenute alla raccolta delle firme necessarie”

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