COMUNICATO STAMPA

Un passo molto faticoso, non ancora sufficiente, ma di per se buono verso una democrazia diretta efficace!

Dopo quattro anni di impegnativo negoziare con i cittadini e le loro organizzazioni e, soprattutto nell’ultimo periodo, tra i partiti e al loro interno, alla ricerca di un compromesso sostenibile, ieri è stata varata una nuova legge sulla democrazia diretta. Possiamo affermare che, nonostante non poche manchevolezze e incompletezze rimanenti, indubbiamente ora i cittadini hanno a disposizione una legge migliore per esercitare il loro diritto di partecipazione politica di quanto non sia stato possibile con la legge del 2005.

In seguito al referendum 2014 contro una legge voluta dalla sola SVP, i diritti di codeterminazione della politica ora sono stati regolamentati in modo praticabile. Questo in particolare grazie all’abbassamento del quorum al 25 % e al prolungamento del periodo di raccolta delle purtroppo tuttora richieste 13.000 firme (invece delle 8.000 originariamente previste nel disegno di legge); incide inoltre sulla buona praticabilità la previsione di un opuscolo referendario che verrà inviato a tutti i nuclei famigliari prima di una votazione referendaria, illustrando in modo oggettivo e neutrale l’oggetto del referendum e riportando in ugual modo le posizioni a favore e quelle contrarie.

Con l’introduzione della forma genuina del referendum, ovvero il cosiddetto referendum confermativo sulle leggi provinciali (se non varati con la maggioranza dei due terzi), la democrazia diretta in Alto Adige ora poggia finalmente su entrambe le sue due colonne portanti: sul diritto all’iniziativa legislativa popolare, con la quale cittadini promotori possono portare al voto popolare un disegno di legge da loro redatto e sostenuto appunto da 13.000 firme, nonché sul diritto referendario vero e proprio, consistente nella possibilità di sottoporre al voto popolare una legge varata dal Consiglio provinciale prima che questa entri in vigore, per verificare se essa sia effettivamente sostenuta da una maggioranza degli elettori e se debba entrare in vigore.

Qui siamo di fronte ad una novità assoluta in Italia, come lo è stato il referendum propositivo previsto dalla legge del 2005, con il quale i cittadini hanno ricevuto la possibilità di esercitare loro stessi il potere legislativo. L’Alto Adige con l’introduzione di questo strumento basilare della democrazia diretta conserva il suo ruolo di pioniere in materia di democrazia diretta in Italia.

Veramente imbarazzante è stato invece il modo in cui è avvenuta la trattazione del disegno di legge in aula del Consiglio provinciale. È stata rimandata alla fine della legislatura in modo che venisse a mancare il tempo necessario, in parte però anche la volontà, di considerare adeguatamente gli emendamenti presentati dalla minoranza consiliare, respinti dalla maggioranza nonostante fossero in gran parte solo di natura tecnica.
Non abbiamo così assistito a una trattazione sovrapartitica della materia, ma all’abituale prassi del pollice in giù o in su.
Ad incidere in modo particolarmente negativo è lo stralcio dal disegno di legge del referendum consultivo sulle delibere e con questo sui progetti voluti dalla Giunta provinciale.
Da questa mancanza nella nuova legge risalta chiaramente la necessità di perseverare con il lavoro di miglioramento della democrazia diretta.

È stata varata una legge che è a pieno titolo quella dei cittadini e delle cittadine. Essa non sarebbe stata elaborata se non ci fosse stata l’assidua attività ventennale dell’Iniziativa per più democrazia, con ben cinque iniziative popolari e due votazioni popolari sul tema, se questa perseveranza non fosse stata sostenuta e fiancheggiata da molte organizzazioni, se nell’estate 2017 questo disegno di legge non fosse stato presentato in Consiglio provinciale da ben 12.000 cittadini. Ma certamente nemmeno se non ci fosse stata una coraggiosa consigliera della SVP nonché una dei Verdi che crede nel superamento dei limiti di partito, un’opposizione che si è presentata irremovibile nonché una SVP che, invitata dal Presidente della Provincia Kompatscher di cercare il consenso, è riuscita all’ultimo momento a superare i propri vizi e limiti.

Abbiamo così un esempio lampante di come la democrazia diretta riesca a mettere in moto tutto l’impianto della democrazia. E vedremo come essa la terrà in movimento con una migliore ed effettiva praticabilità! Buon viaggio!

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