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    • #2720 Score: 0
      Leonello
      Moderatore
      25 punti

      Si apre un capitolo importante.
      Vi propongo questo testo.

      = = =

      PIÙ DEMOCRAZIA IN EUROPA

      = = =

      “A causa della interdipendenza economica di tutte le parti del mondo, spazio vitale per ogni popolo che voglia conservare il livello di vita corrispondente alla civiltà moderna, è tutto il globo”.

      “Lo stato nazionale … è il governatore nazionale del sistema mondiale del capitalismo, un vassallo della modernità capitalista che è più profondamente intrecciata nelle strutture dominanti del capitale di quanto si pensi: è una colonia del capitale. ”

      Le due frasi sono citazioni da due documenti molto diversi, distanti tra loro nel tempo e nello spazio.
      Il primo si trova sulla prima pagina di: “Manifesto di Ventotene”, un documento scritto nel 1941 nella prigione per antifascisti sull’isola italiana di Ventotene da tre prigionieri: Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni.

      Il secondo si trova nel capitolo 5 del testo: “Confederalismo democratico” del 2011, anch’esso redatto in una prigione, in Turchia, dal leader politico curdo Abdullah Ochalan.

      I due documenti ci danno la stessa indicazione: le nostre decisioni hanno sempre più ripercussioni su tutto il mondo, i problemi sono sempre più globali, quindi per questo tipo di decisioni è necessario superare il livello decisionale dello “stato- nazione”.

      = = = Il nazionalismo ha prodotto quasi 2000 anni di guerra in Europa. Dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti. ===

      Le origini dei limiti sono dovute a vari fattori ben comprensibili:
      – i popoli si esprimono più facilmente a livello locale e non sono abituati a intervenire a un livello superiore a quello nazionale.

      Questo fatto ha portato alla conseguenza che:
      – gli strumenti della democrazia a livello europeo sono rimasti deboli ed il semplice livello della “democrazia rappresentativa” ha già dei limiti seri.
      E, da ciò, è discesa un’altra conseguenza è che:
      – le lobby più potenti, già abituate al coordinamento a livello internazionale (come la lobby finanziaria), hanno un’influenza notevole sulle decisioni a livello sia internazionale che europeo.

      Al contrario, l’obiettivo dei primi promotori dell’unità europea (come i prigionieri di Ventotene), e anche più recentemente l’altro prigioniero, Ochalan, e i suoi amici del Rojava, si erano dichiarati e si sono dichiarati “socialisti”, ma nel senso seguente:

      “Il principio veramente fondamentale del socialismo, … è quello secondo il quale le forze economiche non debbono dominare gli uomini, ma – come accade con le forze naturali – devono essere da loro sottomesse, guidate, controllate nel modo più razionale, così che le grandi masse non ne siano vittime. ”

      (Dal “Manifesto di Vetotene”, già menzionato).

      Questo criterio può essere accettato da un numero molto elevato di persone e anche da coloro che non si identificano assolutamente con il “socialismo”.

      D’altra parte, succede che l’Unione Europea, che potrebbe rappresentare un primo passo e un esempio per un’unione mondiale democratica, di fatto e per i motivi indicati, è diventata responsabile ed è responsabile delle decisioni in cui: “Le forze economiche dominano gli uomini” e non viceversa.

      I popoli d’Europa lo hanno notato e hanno iniziato a esprimere la loro insoddisfazione anche nei paesi dell’Europa in cui, solo pochi anni fa, l’Unione Europea aveva ottenuto un’enorme fiducia e un grande consenso.

      Dobbiamo reagire e la reazione appropriata è: chiedere più democrazia in Europa.

      La “Conferenza sul futuro dell’Europa”, approvata dal Parlamento europeo il 15 gennaio 2020, va in questa direzione:

      In sintesi si tratta di quanto seguente:

      – un processo che dovrebbe riformare la struttura dell’Unione europea e i suoi trattati.
      – il processo dovrebbe iniziare il 9 maggio e durare 2 anni.

      Non è la prima volta che l’Unione europea rinnova i suoi “trattati”, ma questa sarebbe la prima volta che il processo sarebbe “inclusivo”, vale a dire adottando strumenti di “democrazia partecipativa” come le “Agorà dei cittadini”.

      Il panorama dei temi da trattare è molto ampio. Sono stati proposti due gruppi di lavoro paralleli.
      Il primo affronterebbe i temi: cambiamento climatico e sfide ambientali, un’economia che funziona al servizio delle persone, equità sociale e uguaglianza, trasformazione digitale dell’Europa, promozione dei nostri valori europei, rafforzamento della voce dell’UE nel mondo, oltre al rafforzamento delle basi democratiche dell’Unione.
      La seconda parte dovrebbe concentrarsi su temi specificamente collegati ai processi democratici e alle questioni istituzionali, quali: le procedure per la nomina del Presidente della Commissione e le liste trasnazionali per le elezioni al Parlamento europeo.

      Non possiamo qui entrare nei dettagli dei temi che dovranno essere discussi e degli strumenti per le decisioni.
      Concludiamo le nostre considerazioni semplicemente elencando le nostre speranze che sono anche i nostri intenti.

      Innanzitutto, auspichamo e ci impegneremo affinché i popoli europei si impegnino in questa “riflessione collettiva”. E questo produrrà già il primo e importante vantaggio: lo spirito di “cittadinanza” sarà rafforzato e concretizzato.

      Auspichiamo e ci impegneremo affinchè
      – l’Europa si doti di una struttura confederale e che il “principio di sussidiarietà” (che consiste nel decidere a livello locale tutto ciò che può essere deciso a quel livello) sarà confermato e rafforzato.

      – affinchè il Parlamento europeo diventi finalmente e completamente “l’organo legislativo” della comunità, con tutti i poteri propri di un organo legislativo.

      – affinchè gli strumenti di democrazia diretta (la ECI, decisa nei trattati di Lisbona) ed i nuovi strumenti di domocrazia partecipativa (le “agorà dei cittadini” previste per la “Conferenza sul futuro dell’Europa”) saranno confermati e rafforzati.

      – affinchè l’economia sia al servizio dei benessere dei cittadini e non il contrario.

      Auspichiamo e chi di noi opera i Svizzera si impegnerà inmodo che anche che il popolo svizzero e la Svizzera che, con il suo multilinguismo e multiculturalismo, possono essere considerati un “prototipo” dell’Europa e che hanno un’esperienza plurisecolare di confederalismo e democrazia, possano contribuire e portare la loro esperienza.

      = = =
      Versione in italiano di una proposta di Leonello Zaquini del testo di un articolo del “Atelier pour la democratie directe” (associazione Svizzera) sulla “Conferenza sul futuro dell’Europa”

      Per altre informazioni:

      http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0010_IT.html

      • Questo topic è stato modificato 2 mesi, 1 settimana fa da Leonello.
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    • #2722 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Partecipante
      4 punti

      Caro Leo, noto nel tuo pensiero una certa dose di negatività nei confronti della presenza storica della religione cristiana e del cristianesimo. Spero solo che tu non abbia avuto traumatiche esperienze al riguardo. Credo di avere la stessa passione, ideali e proposte molto coincidenti con le tue e provenienti da un vissuto dentro l’esperienza cristiana. Senza aprire discussioni al riguardo, credo che in questo contesto di utilizzo con spiccato riferimento ideologico che ai più potrebbe apparire di parte, a mio avviso ha buone possibilità di essere divisivo e si otterrebbe l’opposto dell’obbiettivo che ci si propone. Eviterei di piantare bandierine in quanto credo che dovremmo considerare come spunto di riflessione costruttiva la frase evangelica “chi è senza peccato lanci la prima pietra” . Sono a proporti l’elaborazione di una modifica che esprima gli stessi contenuti fermandosi all’aspetto valoriale . Con immutata e sincera amicizia, Erminio

    • #2723 Score: 1
      Leonello
      Moderatore
      25 punti

      Caro Erminio, avevo gia’ scritto la risposta al tuo importante e cndivisibilissimo commento prima della riunione di stasera ed infatti ne abbiamo parlato durante la riunione, ma stranamente non ritrovo la mia risposta !

      (temo di avere commesso un errore di manipolazione, … per la fretta).
      La ripeto.
      = = =
      Condivido moltissimo il tuo commento che centra in pieno quello che era anche la mia perplessita’:  puo’ risultare “divisivo”.

      Due soluzioni possibili:

      1) cancellare tutta la frase.

      2) modificare la frase nella forma:
      “Diverse culture attribuiscono un valore negativo all’egoismo ma solo quando è individuale e sfortunatamente non nella sua manifestazione più grave che è quella dell ‘”egoismo di gruppo” che è all’origine delle peggiori atrocità della storia dato che é ​​insaziabile. Come risultato dell ‘”egoismo di gruppo” abbiamo avuto quasi 2000 anni di guerra in Europa. Dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, prodotte dal “egoismo di gruppo” del nazionalismo, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti.”

      Dopo la discussione di stasera, considererei anche questa soluzione:

      3) cancellare tutta la prima parte del periodo e lasciare: ” Il nazionalismo ha prodotto quasi 2000 anni di guerra in Europa. Dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti.”

      = = =
      Dimmi tu quale soluzione preferisci, o suggeriscimene altre.

      • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 1 settimana fa da Leonello.
      • #2732 Score: 0
        segretario
        Amministratore del forum
        1 punto

        Io propenderei solo per questa:

        ” Il nazionalismo ha prodotto quasi 2000 anni di guerra in Europa. Dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti.”

    • #2725 Score: 0
      Leonello
      Moderatore
      25 punti

      Avevo anche risposto alla tua domanda sulle mie “radici culturali” e relazioni con le religioni. Ne abbiamo accennato durante la riunione. Se ti va ci torno su.

      Ma in breve ti rispondo:
      – proprio nessun “trauma” !
      – non ho radici “religiose” … di nessun tipo.
      – mi trovo a collaborare anche con i cattolici del cantone dove mi trovo.
      – sono incuriosito dalle differenze culturali prodotte dalle diverse religioni e che mi appaiono piu’ evidenti qui dove mi trovo: cantone con tradizioni protestanti e molti cattolici presenti.

      Se ti va , ne parliamo.

    • #2726 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Partecipante
      4 punti

      Scriverei il concetto ” il nazionalismo fino ad oggi asservito a lobby e caste di potere createsi attorno a regnanti dittatori e potentati  economici e militari ha generato millenni percorsi da guerre delle quali il popolo e sempre stato impotente vittima. Da alcuni decenni i popoli europei hanno …….

       

      Inserisci al meglio nella prima stesura

    • #2727 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Partecipante
      4 punti

      Non vedo caricato il mio commento che ho appena scritto. Trovi qualcosa o si è perso e devo riscriverlo

    • #2728 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Partecipante
      4 punti

      Tutto ok

    • #2729 Score: 1
      Leonello
      Moderatore
      25 punti

      Caro Erminio,
      grazie per il contributo.

      Devo pero’ confessarti che la tua frase mette in evidenza un dissenso tra di noi.

      Da quanto scrivi mi pare risulti che gli errori “nazionalistici”, vengano “imposti” dall’alto al popolo, che ne sarebbe “vittima impotente”.
      A mio avviso invece, disgraziatamente, il popolo non e’ “immune” all’errore del nazionalismo (generato dall’ “egoismo di gruppo”, fenomeno istintivo).

      Esempi storici ce ne sono purtroppo parecchi: dalla “guerra del Peloponneso” decisa molto democraticamente nella Grecia antica, … passando alle guerre tra citta’ medioevali anche quando gestite con la democrazia diretta dell’ Arengo, … fino al successo popolare di certi capi-nazionalisti europei …
      .

      Volentieri ne parlerei con te e con gli altri (il tema “Europa” non e’ stato mai affrontato nel nostro gruppo).

      Per risolvere il probema immediato del testo qui sopra, suggerisco una frase molto “neutra” che possa ottenere il consenso tuo e mio(e spero di altri).

      Per esempio questa:

      ” Dopo millenni di guerre, e dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti.”

      Questa frase al posto della frase che cominciava con: “diverse religioni …. ” fino a “limiti”.

      Il tema “nazionalismo” ed il vocabolo stesso risulta eliminato, dato che mi pare che ne abbiamo una visione diversa. Suggerisco che ne discutereno a parte.

      Che ne dici?

      • #2736 Score: 0
        segretario
        Amministratore del forum
        1 punto

        Sono d’accordo con l’approccio/impostazione che da Leo

    • #2733 Score: 0
      Leonello
      Moderatore
      25 punti

      Caro Erminio,

      Pasquale tra le diverse opzioni, propenderebbe per questa:

      ” Il nazionalismo ha prodotto quasi 2000 anni di guerra in Europa. Dopo le ultime due guerre particolarmente catastrofiche nel secolo scorso, i popoli d’Europa hanno finalmente iniziato un processo di riflessione e unificazione. L’unità europea sta muovendo i suoi primi passi, ma ha ancora diversi limiti.”

      Anche a me pare una soluzione opportuna.

      Comincio ad introdurla, lasciando le === (cosi’ magari usiamo il testo gia’ stasera, se se ne presenta l’occasione).

      Poi elimino lo “speriamo”. con : “auspichiamo e ci impegnamo”.

      Il nazionalismo e’ citato (con connotato negativo), ma non commentato.
      Ti pare che possa andare?

      • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 1 settimana fa da Leonello.
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