Home Forums 10 – FARE il cambiamento COME REALIZZARE il cambiamento

Visualizzazione 0 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #6310 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Amministratore del forum
      105 punti

      In questa cartella, con il contributo di molti attivisti di gruppi diversi, ma uniti dal desidero di cambiare,  abbiamo definito dei “Punti di cambiamento”.
      Rimane aperto il probema: “Come fare a realizzare il cambiamento”.

      Siccome in una democrazia, anche se solo “rappresentativa”, e’ possibile fare eleggere persone negli enti decisionali legislativi ed esecutivi, sembra naturale, per realizzare il cambiamento, “crare un partito che faccia eleggere persone che realizzino il cambiamento.”.

      La storia insegna che questo metodo non solo non e’ l’unico, ma e’ anche quello meno efficace. Oltre alla storia di diversi paesi ( Svizzera, California e diversi stati USA, Germania …), anche la teoria  ( Ostrogorski; Simone Weil, Ernesto Rossi, …) ci spiega come mai queste trasformazioni non sono state realizzate da qualche “Partito della demorazia” ma da associazoni di cittadini che fanno pressione sui partiti.
      La ragione di questo ( come spiegato da diversi studi sociologici) e’ legato a diversi fattori concordanti:
      1)   i “rappresentanti” una volta eletti cambiano mestiere e da “cittadini democratici” diventano “politici di professione”. E’ naturale che, cambiando  mestiere, cambino “visione del mondo”. Il cambiamento puo’ non essere immediato, ma e’ “deterninistico” , vale a dire: indipendente dalla volonta’ dei singoli e dei loro programmi ed intenzioni iniziali.
      2) il partito stesso nella sua struttura, con il fatto di partecipare a libere elezioni e’ costretto a cercare di “vincere” le elezioni e quindi deve cercare :
      –  finanziamenti.
      – accesso ai media.
      – sostegni di diveso tipo.
      Altrimenti le elezioni non le vincera’.
      Per poter avere qualche successo alle elezioni l’organizzazione a scopi elettorali ( per definizione: il partito) deve cercare ed ottenere il sostegno di enti importanti ed influenti ( dette anche “lobby”) che gli mettano a disposizione gli stumenti necessario a vincere elezioni.
      Gli interessi di questi enti non sono mai orientati al rafforzamento degli strumenti della democrazia.
      Inoltre un partito ed i suoi rappresentanti devono poi esprimersi su diversi temi e problemi. Su questi temi tra i cittadini si possono creare delle divisioni.

      A volte i cittadini esasperati hanno provato a realizzare il cambiamento per affermare o rafforzare la democrazia facendo rivoluzioni.
      Anche questo metodo si e’ rivelato sistematicamente fallimentare: le rivoluzoni implicano la violenza, la violenza crea situazioni poco favorevoli al dialogo e quindi alla democrazia.

      Queste ragioni, molto ben illustrate in diversi testi e consolidate nella sotria di diversi paesi inducono a prendere atto del fatto che il cambiamento in senso migliorativo degli strumenti di democrazia e’ ottenibile mediante:

      – la creazione di associazioni politiche a-partitiche che coinvolgano il maggior numero possibile di cittadini ed influenzino la coscienza collettiva.

      – I movimenti popolari, attraverso la mobilitazione popolare su singoli obiettivi e specifici temi, devono fare pressione sui partiti ( si diceva: “fare fiato sul collo … “), in modo che questi realizzino e concretizzino le rivendicazioni popolari. Questo avviene mettendo i partiti in concorrenza tra di loro: il partito “A” raccogliera’ le proposte popolari per paura che lo faccia il partito “B”. I patiti A, B e C sosterranno le proposte per non perdere il favore popolare.

      – L’azione delle associazioni a-partitiche e’ importante che sia concentrata sui temi specifici della associazione, evitando inutili divisioni e che sia pacifica e non violenta.

      Per questo la creazione di nuovi partiti con intenti democratici e’ comunque positiva, dato che aumenta le occasioni di avere “partiti in concorrenza” tra di loro, su certi temi, ma occorre non commettere l’errore di sperare che la creazione di un partito ( pur se animato dalle migliori intenzioni) possa essere l’unica risolutiva: senza “fiato sul collo” da parte di un movimento popolare nessun partito realizzera’ gli obiettivi anche se questi facevano parte dei loro intenti costitutivi.

      Esaminiamo poi, qui di seguito, piu’ in dettaglio, le caratteristiche delle associazioni a-partitiche e dei partiti, che meglio si prestano a “fare il cambiamento”.

      Il tema e’ anche affrontato in questo articolo:

      I DUE MODI DI FARE POLITICA : PARTITICO E A-PARTITICO

      https://www.piudemocraziaitalia.org/?s=due+modi

Visualizzazione 0 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.