«Facciamo semplice l’Italia» e il governo aperto: cosa abbiamo proposto nel 2022 e cosa ne è stato
Quattro documenti inviati sulla piattaforma ParteciPa tra il 16 e il 18 maggio 2022, un contributo sul 5° Piano d’azione nazionale per il governo aperto, il report che ci cita a pagina 60 e lo stato di attuazione delle proposte. Aggiornato al 2 novembre 2026.
1. Come abbiamo partecipato
Consultazione pubblica «Facciamo semplice l’Italia. Le tue idee per una PA amica», promossa dal Dipartimento della funzione pubblica sulla piattaforma ParteciPa, aperta dal 18 febbraio al 18 maggio 2022.
Le associazioni rappresentative dei cittadini, delle imprese e del terzo settore non compilavano i questionari online: inviavano un position paper a una casella di posta dedicata. Abbiamo usato quel canale, con quattro e-mail.
Il testo di due proposte era nel corpo delle e-mail, non solo negli allegati: le mail non erano biglietti di accompagnamento, erano parte del contributo. Per questo le pubblichiamo integralmente come documenti.
2. Le quattro proposte
Documenti originali, scaricabili in PDF.
Questionari periodici sulla burocrazia delle PA
Chiedevamo di rendere periodico, ogni 2 o 3 mesi e permanente, la richiesta ai cittadini di segnalare problemi e proporre miglioramenti sui servizi della pubblica amministrazione — coinvolgendo anche imprese, professionisti, dipendenti pubblici, amministrazioni e associazioni. Con due condizioni: pubblicazione dei risultati entro due settimane e indicazione del numero di segnalazioni per singolo problema, così da rendere confrontabili i periodi e verificabili i miglioramenti.
Lo stesso impianto — periodicità, pubblicazione dei risultati, rilevazione sistematica — era già stato affermato dalla direttiva del Ministro della funzione pubblica del 24 marzo 2004, mai diventata prassi. Il confronto punto per punto è nella sezione 6.
Scarica il PDF (1 p.)Assemblee dei Cittadini — proposta di legge di iniziativa popolare
Un testo articolato che istituisce le Assemblee dei Cittadini: gruppi di cittadini estratti a sorte, con criteri di rappresentatività (parità di genere, quattro fasce d’età dai 16 anni, residenza per ripartizione geografica, almeno un cittadino per Regione e per le due Province autonome). Le Assemblee possono essere convocate dal Governo, da una Camera o chieste da cinquemila cittadini con firme raccolte anche su piattaforma digitale pubblica. Il loro compito è produrre proposte di legge, raccomandazioni e pareri; sono temporanee, con ricambio frequente dei membri; le sedute sono pubbliche e trasmesse in streaming; i contributi di cittadini e organizzazioni sono pubblicati con cadenza regolare. L’Assemblea può essere convocata anche in occasione di un referendum, per redigere l’opuscolo informativo con le ragioni del sì e del no.
Scarica il PDF (7 pp.)«Trasparenza questa sconosciuta»
Documenta il divario tra le norme del d.lgs. 33/2013 e la loro applicazione: controlli assenti, sanzioni mai comminate, il paradosso per cui «i controllori nelle PA sono i controllati», i documenti annuali di controllo redatti in modo formalistico. Propone tre correttivi: ANAC articolata su base regionale con più personale, controlli esterni retribuiti sui risultati, sanzioni certe per chi attesta il falso — fino all’interdizione dagli incarichi pubblici.
Il documento è di Mauro Direno, esponente di Più Democrazia in Trentino, che lo ha inviato all’associazione su richiesta e ha acconsentito alla pubblicazione e all’invio. In allegato la tabella delle sanzioni previste dal decreto, articolo per articolo.
Scarica il testo (2 pp.) Scarica l’allegato sanzioni (6 pp.)Whistleblower e conflitto di interessi
Analisi del limite strutturale della disciplina sul whistleblowing: il segnalante ragiona dentro un conflitto di interessi, e il «garante della trasparenza» interno all’ente non è in condizione di proteggerlo. Proposta: un osservatorio terzo, con componenti estratti a sorte da liste di persone idonee, a rotazione e rinnovati in parte, a cui i segnalanti possano riferirsi con minore rischio di essere identificati; particolare attenzione ai settori dei pubblici appalti e delle infrastrutture, che la legge non include tra quelli a maggior rischio corruttivo.
Scarica il PDF (5 pp.)3. Cosa ne è stato
Verifica condotta sui documenti ufficiali, non su dichiarazioni. Dove non è possibile stabilire un esito, è scritto. Per la prima proposta il confronto è con una regola che il Dipartimento si era dato diciotto anni prima.
| Proposta | Esito al 2 novembre 2026 |
|---|---|
| 1. Questionari ogni 2-3 mesi Periodicità e pubblicazione rapida dei risultati |
Non adottata Una seconda edizione c’è stata, ma una sola volta e dopo tre anni e mezzo
(«La tua voce conta», 27 gennaio – 27 settembre 2025). I report sono arrivati dopo circa 10-11 settimane dalla chiusura,
e non contengono una tabella con il numero di segnalazioni per singolo problema.
Da notare: il principio era già affermato da una direttiva dello stesso Dipartimento del 24 marzo 2004 — ascolto come «funzione permanente», «periodiche rilevazioni», «diffusione dei risultati». Vedi la sezione 6. |
| 2. Assemblee dei Cittadini Sorteggio, iniziativa legislativa, sedute pubbliche |
Non realizzata Esistono panel di cittadini promossi dal Governo, ma sono consultivi: non hanno potere di iniziativa legislativa né obbligo di ricambio. Una parte dell’idea — la piattaforma digitale pubblica per le firme — è stata realizzata dal 2024 (vedi sotto). |
| 3. Trasparenza e sanzioni d.lgs. 33/2013, controlli, ANAC |
Non entrata nel report Nel report del 2022 i termini «accesso civico», «whistleblower», «RPCT», «OIV» non compaiono mai. Il tema della trasparenza come sistema di controllo non rientrava nella griglia delle «procedure da semplificare». Non risulta alcun riscontro alle proposte. |
| 4. Whistleblower Osservatorio terzo, conflitto di interessi |
Non verificabile Il documento era redatto per il 5° Piano d’azione nazionale per il governo aperto: il seguito va cercato lì, non nel report del Dipartimento. Con le fonti disponibili non è possibile stabilirlo. |
| Firme digitali su piattaforma pubblica Chiesta nella proposta 2 |
Realizzata, per altra via Dal luglio 2024 è attiva la piattaforma del Ministero della Giustizia per la raccolta delle firme su referendum e leggi di iniziativa popolare (DPCM 18 luglio 2024, Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2024), integrata con l’anagrafe nazionale; da settembre 2025 è usata anche per verificare le firme delle leggi di iniziativa popolare. Non è la piattaforma che indicavamo e non è arrivata nei tempi promessi, ma il principio è lo stesso. |
4. Il report che ci cita
Il report «Esiti della consultazione» del 5 agosto 2022 elenca, in allegato (pagina 60), i 20 position paper pervenuti. Nella categoria «Associazioni di cittadini e del terzo settore» figurano due soli soggetti: CODICI (consumatori) e Più Democrazia Italia.
Nel corpo del report (pagine 1-59) il nome dell’associazione non compare: i contenuti dei position paper sono citati per organizzazione solo quando se ne riprende un passaggio specifico, e le proposte richiamate sono quelle di ANCE, Confcommercio, Confprofessionisti, Confartigianato, LAPET, Confindustria, università. I contributi sono resi «in forma anonima e aggregata», come dichiarato dalla piattaforma: è quindi possibile che parti del nostro testo siano confluite nelle sezioni tematiche senza attribuzione. Non è possibile stabilirlo, e non lo affermiamo.
Dati del report: 955 questionari validi (225 cittadini, 331 imprese e professionisti, 372 dipendenti pubblici, 27 amministrazioni); 20 position paper; 59 contributi nelle consultazioni sperimentali del 2021.
Scarica il report degli esiti (60 pp.)Dipartimento della funzione pubblica, «Esiti della consultazione», 5 agosto 2022. L’elenco dei soggetti che hanno inviato un position paper è nell’allegato E, a pagina 60.
5. Il contributo sul governo aperto (5NAP)
Un secondo percorso, distinto dalla consultazione: il Piano d’azione nazionale per il governo aperto.
L’Italia aderisce a Open Government Partnership e adotta piani d’azione nazionali pluriennali, costruiti con una fase di consultazione della società civile. Il documento che abbiamo inviato nel 2022 è redatto per il 5° Piano d’azione nazionale (5NAP), in particolare per l’Azione 2 — «Prevenzione della corruzione e cultura dell’integrità», Impegni 2.01 (reti per l’integrità e la trasparenza) e 2.02 (reti a supporto dei whistleblower).
La tesi del documento. La legge italiana sui whistleblower cerca nel segnalante la migliore espressione di contrasto alla corruzione, ma trascura un fatto: anche il segnalante ragiona dentro un conflitto di interessi — positivo sul piano etico, negativo sulle conseguenze professionali ed economiche che può subire. Nello stesso tempo, il «garante della trasparenza» interno all’ente è un dipendente della stessa amministrazione e non è in condizione di proteggerlo davvero: «i controllori nelle PA sono i controllati».
La proposta. Un osservatorio terzo, composto da persone estratte a sorte da liste di idonei per competenza specifica, a rotazione e rinnovate in parte, a cui i segnalanti possano riferirsi con un rischio minore di essere identificati; un’attenzione particolare ai pubblici appalti e alle infrastrutture, settori che la legge non elenca tra quelli a maggior rischio corruttivo; e una riflessione sulle spese processuali per i cittadini che agiscono per interessi collettivi, che oggi sostengono oneri imprevedibili mentre la controparte pubblica resiste in giudizio con l’avvocatura dello Stato.
Lo stesso documento è stato inviato anche alla consultazione del Dipartimento della funzione pubblica (18 maggio 2022, «Proposta 4»). Il suo seguito va verificato sui materiali del 5NAP, non sul report della consultazione: con le fonti disponibili non è possibile stabilirlo.
Scarica il PDF (5 pp.)6. Una regola che esisteva già, e non è diventata prassi
Quando abbiamo inviato la proposta sui questionari periodici non citavamo precedenti. Confrontandola poi con gli atti del Dipartimento, abbiamo trovato che il principio era stato affermato diciotto anni prima: la direttiva del Ministro della funzione pubblica del 24 marzo 2004 sulla «rilevazione della qualità percepita dai cittadini» stabiliva che l’ascolto dovesse diventare «una funzione permanente, pianificata, organizzata e governata dei servizi pubblici», e impegnava le amministrazioni alla «progettazione e svolgimento di periodiche rilevazioni» e alla «diffusione con mezzi idonei dei risultati».
| Direttiva 24 marzo 2004 | La nostra proposta, 16 maggio 2022 |
|---|---|
| Ascolto come funzione permanente | Consultazione permanente |
| Periodiche rilevazioni della qualità dei servizi | Ogni 2-3 mesi |
| Diffusione dei risultati con mezzi idonei | Pubblicazione entro 2 settimane |
| Rilevazione sistematica basata sull’ascolto | Numero di segnalazioni per singolo problema |
| Destinatari: i cittadini | Anche imprese, professionisti, dipendenti pubblici, amministrazioni, associazioni |
Stesso impianto, con un’estensione. Nel documento del 2022 la direttiva non è citata: parliamo di convergenza, non di applicazione. Il punto che resta è di fatto: diciotto anni dopo la direttiva, la periodicità non era diventata prassi, e la consultazione nazionale sulla semplificazione si è tenuta nel 2022 e poi una sola volta, nel 2025.
7. Fonti
Documenti della consultazione —
processo su ParteciPa ·
scheda sul portale nazionale ·
report «Esiti della consultazione», Dipartimento della funzione pubblica, 5 agosto 2022 (allegato E, p. 60)
Seconda edizione —
processo 2025 ·
report finale
PNRR e semplificazione —
milestone e target
Direttiva 24 marzo 2004 —
Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2004
Governo aperto —
open.gov.it — governo aperto ·
materiali sulla trasparenza e lettera ANAC:
La democrazia diretta nei comuni
Piattaforma ParteciPa —
open.gov.it ·
codice sorgente (basata su Decidim)
Firme digitali — DPCM 18 luglio 2024, Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25 luglio 2024; piattaforma del Ministero della Giustizia
