Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Leonello 3 mesi fa.

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  • #1313 Score: 0

    Leonello
    Partecipante
    14 punti

    L’associazione sovranita’  popolare mi ha invitato a parteipare a discussione di studio di problemi che ci sono vicini.

    mi ripropongo di metterli qui, man mano, qualora si aio coinvolto nella redazione dei testi di sintesi delle discussioni.

    = = =

    Sintesi interventi sovranita’ popolare.

    Partiti politici.
    = = =

    I partiti politici e la libertà di costituirne ed organizzarsi in essi sono generalmente e correttamente visti come un requisito della liberà ed un beneficio
    per la società dato che i partiti possono contribuire alla definizione di intenti, proposte ed idee politiche e sociali.

    La Costituzione Italiana ne prevede l’esistenza pur precisando che questi “contriboscono” e quindi possano non essere gli unici strumenti per lo scopo.

    Per altro i partiti politici e con essa la democrazia rappresentativa presentano dei difetti ricorrenti e tipici. La “patologia” ricorrente ha il nome di
    “degenerazione oligarchica dei partiti”, o anche nel linguaggio corrente: “partitismo”.

    In breve ed in estrema sintesi : ogni partito è tale in quanto si prefigge di realizzare i propri obiettivi eleggendo “rappresentanti” negli organi legislativi ed esecutivi.
    (Questo a differenza dei “Gruppi di interesse” che evitano di partecipare ad elezioni, fissano solo pochi obettivi di unità tra gli assocaiti
    e cercano di mobilitare su di essi i cittadini in modo da “fare pressione” su tutti i partiti).
    Per ottenere risultati elettorali soddisfacenti il partito ha bisogno di aiuti nel settore mediatico ed eventualmente anche economici.
    Ogni partito ha quindi sempre alle spalle una o più “lobby” di sostegno.

    La lobby, anche quando condivide gli obiettivi originari del partito, ne ha sempre anche di propri, specifici, ed in ogni caso dopo che la lobby ha prestato il suo sostegno
    non tollera le divergenze di opinione sia nel partito che, e soprattutto, tra i “rappresentanti eletti”.

    Ogni partito politico quindi, a prescindere dai propri obiettivi originari, è come “forzato” a:

    – eliminare il naturale dissenso interno e la benefica discussione dovuta alle divergenze.
    – eliminare gli strumenti di democrazia interni al partito.

    Da qui i partiti politici sono indotti, non per “cattiveria” o malevolenza di qualcuno ma per esigenze oggettive, a diventare: “macchine di potere” (Berlinguer),

    L’obiettivo originario del partito, la sua “giusta causa” iniziale, si evita che bengano condivise con altre forze e partiti ( cosa che ne aumeterebbe la possibiltà
    di realizzazione) ma diventano una sorta di “insegne pubblicitarie”, “pretesti per farsi eleggere” mantre il vero obiettivo del partito si trasforma nel “vincere le elezioni”.
    I partiti si trasformano in “comitati elettorali”, sistematicamente ed in modo “deterministico”, vale a dire: a prescindere dalla volontà ed intenti originari.

    Questa patologia ricorrente dei partiti politici ha ricadute gravi sull’intero sistema di democrazia rappresentativa, dato che i “rappresentanti” sono indotti a cessare di essere “rappresentanti
    dei cittadini” ma tendono e sono a volte persino forzati a diventare “funzionari del partito” ed in quanto tali: “rappresentanti degli interessi della lobby del partito”.

    A questo si aggiunge il fatto che i rappresentanti stessi sono sostanzialmente “impiegati statali ” (Max Weber: “Politica come mestiere” 1919), hanno quindi, legittimamente, loro stessi degli “interessi di categoria” comuni a tutti loro
    ed a loro soltanto.

    In questo contesto, da che esiste ed in tutti i paesi dove esiste o è esistita (ameno che non esistessero i “correttivi”, che vedremo in seguito) la Democrazia solo Rappresentativa
    finisce per legiferare non mirando al ” Bene comune ” ma al ” bene del partito ” e della sua lobby.

    Un sociologo nel 1800 ha ben studiato il fenomeno ( Moisei Ostrogorski, “La democrazia ed i partiti politici”, 1902) studiando la “degenerazione oligarchica dei partiti” negi USA ed in Inghilterra durante la seonda metà del 1800.

    Ma il fenomeno è ben noto da secoli.
    La repubblica Veneta, constatando gli effetti catastrofici del “partitismo” sui liberi comuni e repubbliche italiane, introdusse la regola:
    – Chi è individuabile come aderente ad un partito politico, diventa per solo qesto fatto ineleggibile a qualsiasi carica pubblica ( Frederic C. Lane “Storia di Venezia” Ed Einaudi).
    Il dibattito politico e l’associazione tra cittadini è libera, ma gli eletti si voleva fossero liberi da vincoli associativi in modo che non fossero indotti a mirare al “bene del partito” piuttosto che a quello della repubblica.

    CORRETTIVI POSSIBILI

    Senza ricorrere al sistema drastico usato con efficacia dai veneziani per quasi un millennio, si è constatato che dei correttivi alla patologia del “partitismo” sono i seguenti:

    – la democrazia diretta moderna (che affianca e non sostituisce la democrazia rappresentantiva), eliminando il monopolio del potere legislativo, attenua la pressione
    delle lobby sui partiti e rende i partiti stessi più attenti e sensibili alle opinioni dei cittadini e dei loro “gruppi di interesse”.

    – L’estrazione a sorte, di una delle due camere o, almeno, di un certo numero di parlamentari (il primo caso e’ in discussione in Australia,
    il secodo caso è i tema del libro: “Democrazia a sorte” AA.VV , Malcor). Si potrebbe amche immaginare un voto come di un “referendum di ratifica”
    mediante sorteggio di cittadini che sia stocasticamnete rapresentativo della intera cittadinanza, sortggiati per l’approvazione di una legge o gruppi di leggi.

    – Una legislazione appropriata, per assicurare che i partiti precisino i loro intenti e restino democratici al loro interno.
    Tale legislazione sui partiti era prevista nella costituzione.

    – Un sistema di informazione come servizio pubblico, ed al servizio della collettività e dei suoi impegni sociali.

    – Ostrogorski, oltre a approvare la democrazia diretta “come in Svizzera* (precisava nel 1902) ed approvando l’introduzione della dmeocrazia diretta in California e nelgi altri stati USA proponeva anche la soluzione:
    “Partito a tempo determinato”, secondo Ostrogorski i partiti politici dovrebbero dichiarare gli intenti, gli scopi o le “ragioni sociali”. I partiti politici dovrebbero essere tenuti al rispetto del perseguimento degli
    intenti dichiarati. Una volta raggiunti gli intenti o qualora tali intenti non fossero per qualsiasi ragione più d’attualità, il partito dovrebbe sciogliersi.

     

  • #1314 Score: 0

    Leonello
    Partecipante
    14 punti

    Tema SISTEMA POLITICO SVIZZERO.

    Il sistema politico svizzero si caratterizza fondamentalmente per i seguenti aspetti:

    1- Federalismo.
    2- Esecutivi rappresentativi e collegiali.
    3- Democrazia diretta moderna.

    1- Federalismo.
    Esso si basa principalmente sul criterio della “sussidiarietà”: viene deciso localmente tutto quello che è possibile decidere localmente,
    viene deciso centralmente solo quello che, per le sue implicazioni, non può essere deciso che centralmente.
    Questo implica che ogni cantone ha una propria Cosituzione e quindi anche una propria legislazione. Un “tribunale federale”,
    gestisce le controversie tra i cantoni e la federazione, assicura anche il rispetto di alcuni criteri generali e di base.
    Sono gestiti localmente anche la gestione del territorio, il sistema impositivo.
    Il sistema scolastico è gestito a livello dei comuni, mentre e’ cantonale a livello scuole superiori e università.
    Esiste un sistema di “Perequazione intercantonale” che prevede finanziamenti dei cantoni organicamente e strutturalmente “poveri”.
    Cosi’ come, all’interno dei cantoni, una “Perequazione inter comunale”.

    Autostrare, ferrovie ed emissione della moneta sono gestiti a livello federale.

    2- Esecutivi rappresentativi e collegiali.
    I sistemi elettorali ed i poteri degli organi cantonali e comunali sono decisi a livello cantonale e comunale, ma è generalizzato
    il metodo degli “esecutivi collegiali” che esiste (sebbene con regole elettorali diverse) anche a livello federale.
    In sintesi si assicura che non solo gli organi legislativi (comunali cantonali e federali) ma anche gli organi esecutivi (i governi) siano rappresentativi in quento
    costituiti da rappresentanti di tutti i maggiori partiti.
    Ongi Governo quindi non rapresenta mai ne’ “un parito” e nemmeno una “coalizione” ma si presenta si di fronte ai cittadini come di fronte all’organo legislativo come un “Organo collegiale”: e’ fatto divieto ai suoi membri di
    parlare a nome proprio e tanto meno a nome “del partito”.
    Una “Proposta del governo” non è mai riconducibile alla iniziativa di nessun “ministro” e nemmeno di nessun partito.
    In questo modo è scompare la nozione di “maggioranza ed opposizione”: le delibere o le leggi sono votate, a maggioranza, in base ai soli contenuti.
    Il vocabolo “Governabilità” non esiste e non viene capito nemmeno dopo spiegazoni.

    Gli organi legislativi, in genere nei cantoni come a livello federale, sono eletti mediante in modo proporzionale. I cittadini possono attribuire preferenze anche a candidati di parti diversi ed anche s-preferenze.
    In due cantoni ed in molti comuni vige la demcorazia diretta di tipo medioevale che esclude l’esistenza dell’organo legislativo, il quale viene sostituito dalla “assemblea cittadina”.

    3- Democrazia diretta moderna.
    Generalmente a livello comunale e cantonale, come a livello federale sono disponibili strumenti di democrazia diretta moderna (che affianca e non sostitisce l’orgno legislativo rappresentativo).

    Questi in genere sono:
    – le modifiche costituzionali e/o le leggi di iniziativa popolare a voto popolare.
    – i referendum abrogativi.
    . i referendum obbligatori (senza raccolta preventiva di firme, voto popolare indetto obbligtoriamente sulla base del contenuto. Per esempio in caso di modifiche costituzionali tr ale quali le leggi elettorali
    ed i decreti governativi classificati come “urgenti”).

    A livello federale le “inizitive popolari” possono agire su tutti i temi ma solo a livello della costituzione.
    Il voto e’ valido senza quorum a solo se ottiene la “doppia maggioranza”: maggioranza dei votanti e maggioranza dei cantoni (un cantone dove sia abbia una maggioranza vale “1 voto” nel conteggio della maggioranza
    dei cantoni).

    Prima di ogni votazione viene pubbligato e diffuso gratuitamente il “libretto dlle votzioni” dove ogni tema in votazione e’ presetato in tre capitoli:
    a) “il problema in breve”. In cosa consiste il problema e come e’ affrotto in latri cantoni e/o paesi e ella storia. Il capitolo e’ neutro ed oggettivo.
    b) “argomenti a favore”. Redatto cin il contributo del comitato di iniziativa.
    c) “argomenti contro”.

    Il “libretto” ed il materiale di voto arriva a casa per posta. E’ possibile il voto per posta, oppure portando il materiale di voto negli uffici
    comunali durante un arco di 10 giorni, oppure anche (in alcuni cantoni) via internet.

  • #1316 Score: 1

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    1 punto

    Trovo molto esaurienti le argomentazioni dei post. Sono considerazioni molto dettagliate che non trovano spazio in stesure tipo costituzione e statuti. Si rende necessario trovare una frase sintetica che ne fa capire i contenuti. Prova a pensare a racchiuderli dentro il concetto del conflitto di interessi della persona eletta con riferimento a quelli personali, di partito e di esproprio parziale o totale della sovranità popolare di cui all’art. 1, di cui dovrebbe essere strumento

     

     

  • #1319 Score: 1

    Leonello
    Partecipante
    14 punti

    Caro Erminio,

    Questo test mi sono stati richiesti in questa forma dal gruppo di discussione “Sovranita’ popolare”.

    Ma trovo interessante la tua porposta di sintetizzarli.
    Appana possibilie ci provo.

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