Visualizzazione 0 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #2629 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Amministratore del forum
      92 punti

      <IDEE e PROPOSTE per la riforma dei COMITES.

      = = =
      PREMESSA – PRESENTAZIONE.

      Sono stato membro del comites di La Chaux de Fonds (che ora non esiste piu’) per circa 10 anni. Dopo essere stato eletto (2004) per circa dieci anni le elezioni venivano sempre rinviate.
      Durante gli anni ho avuto modo di riflettere e discutere delle possibili modifiche da apportare ai COMITES.
      Leggo le proposte di ddl di Micheloni e le condivido in gran parte, ma mi pare opportuno aggiungere alcuni dettagli e precisazioni.
      Spero di poter organizzare riflessioni collettive su tema.

      UTILITA’ DEI COMITES.
      Di certo i Comites hanno e conservano una utilità per esempio nell’adempimento dei propri compiti:
      “Ciascun Comitato, anche attraverso studi e ricerche, contribuisce ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità di riferimento e può presentare contributi alla rappresentanza diplomatico-consolare utili alla definizione del quadro programmatico degli interventi nel Paese in cui opera.” (come dice il comma 1 delle “Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all’estero » del 2003).
      A questo, nel testo di Claudio, come introduzione al suo ddl sul Comites si dice giustamente che i Comites devono essere:
      “- fonte diretta di dialogo e di contatto diretto con la comunita` italiana residente all’estero”.
      Anche da parte dei rappresentanti eletti nella circoscrizione estero.
      Ma a queste funzioni ed utilità ritengo occorra aggiungere e specificare altre funzioni, dettagliandole.

      Altrimenti questa utilità resta solo “potenziale”. Infatti constatiamo che molti cittadini italiani all’estero, pur dopo ben piu’ di un decenniodi esistenza dei COMITES, ancora non solo non se ne sono “serviti” ma nemmeno sanno:
      – che esistono.
      – a cosa possano servire.

      Questo nonostante che, spesso, i membri dei COMITES, si impegnino generosamente a titolo gratuito, durante il tempo libero e magari anche spendendo soldi di tasca propria, in diverse attività.

      DIFETTI DEI COMITES e PROPOSTE DI SOLUZIONE.

      1) PROGRAMMI DI ATTIVITA’
      I Comites vengono finanziati, non incitando “a fare” ma per “non fare niente”: il finanziamento infatti concerne non le “attivita’ “ ma certe manifestazioni (a volte anche marginali) dell’esistenza quali: “la sede” … “spese di segreteria” … e cose simili, anche se non necessariamente utili.
      Nel Comites di cui ho fatto parte, quando si promuoveva un’ attività (lo si faceva abbastanza spesso) ce la dovevamo pagare di tasca nostra.
      Alla mia proposta: “rinunciamo all’affitto di questa sede, che tanto usiamo una volta al mese … installiamoci in una delle associazioni esistenti. I soldi che risparmiamo li useremo per affittare la sala XXX per la manifestazione …”. il cassiere mi spiego’ che I soldi per la sede venivano rimborsati. Come anche le spese “di segreteria”, ma non le attività “.

      Proposta di soluzione.
      Ogni anno ogni Comites redige un “programma di attivita’ “ accompagnato del “Preventivo di spesa”. A fine anno redige un rendiconto, con documentazione, anche fotografica, degli eventi organizzati.

      Le spese per la sede … la “segreteria” … saranno rimborsate solo se si dimostra che:
      – la sede e’ usata utilmente e frequentemente (la nostra non serviva quasi a niente) e non esistono altre alternative per le riunioni, come sedi di circoli … bar … ecc ecc.
      – la segreteria ha fatto … dire cosa ha fatto … .

      2) INDIVIDUARE LE ESIGENZE.
      Le norme che disciplinano i Comites, come citato sopra, indicano che questi devono: «contribuire ad individuare le esigenze … » e poi «  presentare contributi alla rappresentanza diplomatico-consolare »,

      Ma non viene precisato COME si possano « individuare le esigenze » da poter essere poi trasmesse alla « rappresentanza » … .
      Le « esigenze » di una comunita’ andrebbero, prima di tutto, chieste alla comunita’ stessa. La mancanza di questo dettaglio fa si’ che la maggioranza degli italiani all’estero non sappiano nemmeno dell’esistenza dei Comites.

      Proposta di soluzione.
      Le “Esigenze della collettività” andrebbero raccolte principalmente chiedendole alla collettività.

      Quindi il comites dovrebbe funzionare, quanto meno come “sistema di controllo della qualità dei servizi”. E questo compito andrebbe svolto:

      – mettendo degli  ANNUNCI, VOLANTINI E MANIFESTI, in tutti i consolati / agenzie consolari / ambasciate ed anche: Patronati che dicano:

      – esiste il Comites: sede … indirizzo … telefono … recapito e mail … .
      – se avete un problema / lamentela / segnalazione / esigenza … chiedete al Comites.

      Questo ruolo, andebbe annunciato ed OGNI evento / occasione organizzata dal Comites.
      Il ruolo di “ comitato della qualita’ dei servizi”, potrebbe essere definito anche come : “sindacato dei cittadini” e metterebbe il Comites non solo in condizioni di prestare un servizio ai cittadini, ma anche tramite quello di:
      – farsi conoscere.
      – poter fare effettivamente da tramite tra la collettività e le autorità consolari e di rappresentanza.

      3) RAPPORTI TRA ASSOCIAZIONI E COMITES
      I Comites spesso, almeno dove fanno qualcosa, promuovono ed animano eventi ed attivita’ culturali a carattere anche ricreativo.
      Dove esistono delle associazioni di italiani all’estero, i comites farebbero bene a richiedere e stimolare la partecipazione ed il sostengno con queste associazioni.

      Purtroppo la mia esperienza mi dice che invece in questi casi, I Comites vivono la presenza di altre associazioni come una “concorrenza”.
      Si generano situazioni dove i rapporti sono persino “tesi”.

      Non ho esperienza diretta di situazioni dove associazioni di italiani non ne esistano, ma non mi pare che l’esistenza dei Comites abbia contribuito a che di queste associazioni se ne ricreassero.

      Ritengo invece che i Comites dovrebbero promuovere:

      – l’associazionismo degli italiani all’estero.
      – cooperare con l’associazionismo.

      Proposta di soluzione.
      Nei “preventivi di attivita’ “ annuali ci dovrebbe essere una voce specifica:

      – cosa si intende fare per rafforzare l’associazionismo?
      – quali attivita si ritiene possano essere organizzate in cooperazione con associazioni ?

      A fine anno, il resoconto.

      Un problema, che puo’ apparire “di dettaglio” ma non lo e’ affatto e’ il seguente e si impone alle associazioni ed è anche un esempio di cooperazione non solo possibile, ma doverosa.

      Ogni associazione ha bisogno dell’indirizzario degli italiani residenti nella propria citta’, o zona.
      I consolati dispongono di questo indirizzario, ma non forniscono questi dati alle associazioni, anche se queste lo richiedono.

      I Comites dovrebbero svolgere questo compito: raccogliere gli idirizzari degli italiani, e metterli a disposizione delle associazioni per scopi chiari, definti e di carattere sociale.

      Molto conuni svizzeri (per esempio quello dove vivo) forniscono alle associazioni gli indirizzari (su richiesta, specificando lo scopo, assicurando che non vengono usati a fini commerciali … pagando una piccola cifra come rimborso spese per la ricerca … ecc), ma al comune chi ha la doppia cittadinanza viene classificato come “svizzero” e non piu’ come italiano.
      L’indirizzario che mi fornisce il comune e’ limitato rispetto ai potenziali interessati, che poi protestano: “Avete invitato tutti, anche il mio vicino di casa, e non me! …”.

      4) I COMITES COME ASSOCIAZIONI POLITICHE A-PARTITICHE.
      Nel caso del Comites di cui ho fatto parte, le liste elettorali erano “a – partitiche”: i candidati non erano raggruppati “per partito”.
      So che cosi’ non era in altri Comites, dove il partitismo (di cui ho avuto eco in incontri tra i comites) si manifestava sotto forma di “risse partitiche” ed influenzava le iniziative del Comites stesso.

      Proposta di soluzione.
      Andrebbe precisato il carattere politico-a-partitico dei Comites.
      Leonello Zaquini, 9.11.2019

Visualizzazione 0 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.