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    Leonello
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    IDEE e PROPOSTE per la riforma dei COMITES.

    = = =
    PREMESSA – PRESENTAZIONE.

    Sono stato membro del comites di La Chaux de Fonds (che ora non esiste piu’) per circa 10 anni. Dopo essere stato eletto (2004) per circa dieci anni le elezioni venivano sempre rinviate.
    Durante gli anni ho avuto modo di riflettere e discutere delle possibili modifiche da apportare ai COMITES.
    Leggo le proposte di ddl di Micheloni e le condivido in gran parte, ma mi pare opportuno aggiungere alcuni dettagli e precisazioni.
    Spero di poter organizzare riflessioni collettive su tema.

    UTILITA’ DEI COMITES.
    Di certo i Comites hanno e conservano una utilità, per esempio nell’adempimento dei propri compiti:
    “Ciascun Comitato, anche attraverso studi e ricerche, contribuisce ad individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità di riferimento e può presentare contributi alla rappresentanza diplomatico-consolare utili alla definizione del quadro programmatico degli interventi nel Paese in cui opera.” (come dice il comma 1 delle “Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all’estero » del 2003)

    A questo, nel testo di Claudio, come introduzione al suo ddl sul Comites si aggiunge, giustamente, che i Comites devono essere:
    “- fonte diretta di dialogo e di contatto diretto con la comunita` italiana residente all’estero”.
    Anche da parte dei rappresentanti eletti nella circoscrizione estero.
    Ma a queste funzioni ed utilità ritengo occorra aggiungere e specificare altre funzioni, dettagliandole.
    Altrimenti questa utilità resta solo “potenziale”. In fatti constatiamo che molti cittadini italiani all’estero, pur dopo ben piu’ di un decennio di esistenza dei COMITES, ancora non solo non se ne sono “serviti” ma nemmeno sanno:
    – che esistono.
    – a cosa possano servire.
    Questo nonostante che, spesso, i membri dei COMITES, si impegnino generosamente a titolo gratuito, durante il tempo libero e magari anche spendendo soldi di tasca propria, in diverse attività.

    DIFETTI DEI COMITES e PROPOSTE DI SOLUZIONE.

    1) PROGRAMMI DI ATTIVITA’
    I Comites vengono finanziati, non incitando “a fare” ma piuttosto per “non fare niente”: il finanziamento infatti concerne non le “attivita’ “ ma certe manifestazioni (a volte anche marginali) dell’esistenza quali: “la sede” … “spese di segreteria” … e cose simili, anche se non necessariamente utili. Nel Comites di cui ho fatto parte, quando si promuoveva un’ attività (lo si faceva abbastanza spesso) ce la dovevamo pagare di tasca nostra.
    Alla mia proposta: “rinunciamo all’affitto di questa sede, che tanto usiamo solo una volta al mese … installiamoci in una delle associazioni esistenti. I soldi che risparmiamo li useremo per affittare la sala XXX per la manifestazione YYY …”. Il cassiere mi spiegò che i soldi per la sede venivano rimborsati, come anche le spese “di segreteria”, ma non le attività “.

    PROPOSTA DI SOLUZIONE.
    Ogni anno ogni Comites redige un “programma di attivita’ “ accompagnato del “Preventivo di spesa”. A fine anno redige un rendiconto, con documentazione, anche fotografica, degli eventi organizzati.
    Le spese per la sede … la “segreteria” … saranno rimborsate solo se si dimostra che:
    – la sede e’ usata utilmente e frequentemente (la nostra non serviva quasi a niente) e non esistono altre alternative per le riunioni, come sedi di circoli … bar … ecc ecc.
    – la segreteria ha fatto … dire cosa ha fatto … .

    2) INDIVIDUARE LE ESIGENZE.
    Le norme che disciplinano i Comites, come citato sopra, indicano che questi devono: “contribuire ad individuare le esigenze … » e poi «  presentare contributi alla rappresentanza diplomatico-consolare »,

    Ma non viene precisato COME si possano « individuare le esigenze » da poter essere poi trasmesse alla « rappresentanza » … .
    Le « esigenze » di una comunità andrebbero, prima di tutto, chieste alla comunità stessa.
    La mancanza di questo dettaglio fa sì che la maggioranza degli italiani all’estero non sappiano nemmeno dell’esistenza dei Comites.

    PROPOSTA DI SOLUZIONE.
    Le “Esigenze della collettività” andrebbero raccolte principalmente chiedendole alla collettività.
    Quindi il Comites dovrebbe funzionare, quanto meno, come “sistema di controllo della qualità dei servizi”. E questo compito andrebbe svolto:

    – mettendo degli ANNUNCI, VOLANTINI E MANIFESTI, in tutti i consolati / agenzie consolari / ambasciate, ed anche: Patronati. I manifesti e volantini dovrebbero dire:
    – esiste il Comites: sede … indirizzo … telefono … recapito e mail … .
    – se avete un problema / lamentela / segnalazione / esigenza … chiedete ed informate il Comites.
    Questo ruolo, andrebbe annunciato ed OGNI evento / occasione organizzata dal Comites.
    Il ruolo di “ comitato della qualità dei servizi”, potrebbe essere definito anche come : “sindacato dei cittadini” e metterebbe il Comites non solo in condizioni di prestare un servizio ai cittadini, ma anche tramite quello di:
    – farsi conoscere.
    – poter fare effettivamente da tramite tra la collettività e le autorità consolari e di rappresentanza.
    Nel rapporto di fine anno dovrebbe comparire la segnalazione dei problemi raccolti.

    3) RAPPORTI TRA ASSOCIAZIONI E COMITES
    I Comites spesso, almeno dove fanno qualcosa, promuovono ed animano eventi ed attività culturali a carattere a volte anche ricreativo.
    Dove esistono delle associazioni di italiani all’estero, i Comites farebbero bene a richiedere e stimolare la partecipazione ed il sostengno con queste associazioni.
    Purtroppo la mia esperienza mi dice che invece, in questi casi, i Comites vivono la presenza di altre associazioni come una “concorrenza”.
    Si generano situazioni dove i rapporti sono persino “tesi”.
    Non ho esperienza diretta di situazioni dove associazioni di italiani non ne esistano, ma non mi pare che l’esistenza dei Comites abbia contribuito a che di queste associazioni se ne creassero o ricreassero.
    Ritengo invece che i Comites dovrebbero promuovere:
    – l’associazionismo degli italiani all’estero.
    – cooperare con l’associazionismo.
    Più che “fare”, da soli , i Comites dovrebbero attivarsi per “far fare”.

    PROPOSTA DI SOLUZIONE.
    Nei “preventivi di attivita’ “ annuali ci dovrebbe essere una voce specifica:
    – cosa si intende fare per rafforzare l’associazionismo?
    – quali attivita si ritiene possano essere organizzate in cooperazione con associazioni ?
    Poi, a fine anno: il resoconto.
    Un problema, che può apparire “di dettaglio” ma non lo è affatto, è il seguente e si impone alle associazioni, inoltre è anche un esempio di cooperazione non solo possibile, ma doverosa.

    Ogni associazione ha bisogno dell’indirizzario degli italiani residenti nella propria città, o zona.
    I consolati dispongono di questo indirizzario, ma non forniscono questi dati alle associazioni, anche se queste lo richiedono.
    I Comites dovrebbero svolgere questo compito: raccogliere gli indirizzari degli italiani, e metterli a disposizione delle associazioni per scopi chiari, definti e di carattere sociale.
    Molti comuni svizzeri (per esempio quello dove vivo) forniscono alle associazioni gli indirizzari (su richiesta, specificando lo scopo, assicurando che non vengono usati a fini commerciali … pagando una piccola cifra come rimborso spese per la ricerca … ecc), ma al comune chi ha la doppia cittadinanza viene classificato come “svizzero” e non più come italiano.
    L’indirizzario che mi fornisce il mio comune è limitato rispetto ai potenziali interessati, che poi protestano: “Avete invitato tutti, anche il mio vicino di casa, e non me! …”. Domanda: “Hai la doppia cittadinanza?”, risposta: “Si”.
    Ho chiesto al mio Comune e mi hanno suggerito di farmi dare gli indirizzi dal Consolato, non riuscivano a credere che non riuscivo ad ottenerli: da loro si, dal “nostro” consolato no … .

    4) I COMITES COME ASSOCIAZIONI POLITICHE A-PARTITICHE.
    Nel caso del Comites di cui ho fatto parte, le liste elettorali erano “a – partitiche”: i candidati non erano raggruppati “per partito”.
    So che cosi’ non era in altri Comites, dove il partitismo (di cui ho avuto eco in incontri tra i comites) si manifestava sotto forma di “risse partitiche” ed influenzava le iniziative del Comites stesso.

    PROPOSTA DI SOLUZIONE.
    Andrebbe precisato il carattere politico-a-partitico dei Comites.
    Quindi, in occasione delle elezioni dei Comites, il sistema elettorale dovrebbe adeguarsi a questa esigenza e (come in occasione del Comites di cui ho fatto parte) i candidati dovrebbero essere raccolti in una lista unica e non in “liste di partito”

    Leonello Zaquini, 12.11.2019

    • Questo argomento è stato modificato 1 mese fa da  Leonello.
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  • #2631 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Precisazione: il testo qui sopra, e’ destinato ad una riflessione delle Colonie LIbere ITaliane, ma mi pacerebbe estendere la discussione a chounque sia interessato o abbia idee e propoposte.

  • #2635 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Metto a disposizione delgi interessati anche il link al documento redatto dai “Meetup esteri” degli attivisti M5S:

    https://docs.google.com/presentation/d/1rKJxdObqiZ79Qcw9-jC8Ntt3zgbaNj-eqqc2MCmCZQQ/mobilepresent?fbclid=IwAR1dBxfmsfhDKBBoJDxnpj5dtMUmaEScbXPY_SjZqAkD5eBikoBA1LBQizQ#slide=id.p24

  • #2636 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    L’amico Michele, dopo l’incontro a Berna ha scritto queste considerazioni (che mi consente di condividere qui).
    = = =

    A seguito della discussione di oggi pomeriggio a Berna, ecco alcune mie riflessioni e proposte in riguardo all’articolo 2 del disegno di  legge dei COMITES presentato da Claudio nel 2009 in particolare i comma 2 e 3:

    Premesso che

    • la legge si rivolge a tutte le comunità italiane del mondo in paesi o stati diversi per estensione, diffusione o residenza,
    • l’applicazione della legge varia da un paese all’altro,

    Si rende necessario un’applicazione minima e uguale per tutti i comites:

    • sul funzionamento del consolato
    • sulle attività delle associazioni italiane
    • sul rapporto della comunità con il Consolato e le autorità locali.
    • Concretamente manca, a mio modesto parere, un metodo di lavoro o un regolamento valido per tutti i comites,  per cui va aggiunto nei comma 2 e 3, o inserito o chiaramente detto che, ad inizio di ogni anno, visto il numero degli eletti, il Comites dovrebbe fissare obbligatoriamente (per legge o regolamento):
    • 3 incontri con associazioni (attività, funzioni, richieste),  patronati …..
    • 3 incontri con i responsabili degli uffici consolari (anagrafe, passaporti, naturalizzazioni…) e un incontro con il console,
    • redige il consuntivo sul funzionamento del Consolato, sullo stato di salute e richieste delle associazioni incontrate, fa proposte o richieste  di miglioramento,
    • comunica e diffonde il consuntivo e il bilancio a tutte le associazioni ogni anno.

    Gli articoli 2 e 3 del disegno di legge mi stanno benissimo ma li considero obiettivi  ideali a cui i comites dovrebbero  puntare o perseguire perché in realtà, come già sappiamo, sono molto difficili da ottenere. Anzi è proprio l’opposto che si ottiene.

    Inoltre si dovrebbe istituire un organo di valutazione e di ricorso nazionale in ogni paese costituito da Ambasciatore, da un membro del CGIE,  da un eletto del Comites o un eletto da di associazioni.

    Su CGIE e voto all’estero, condivido.

  • #2643 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    UN testo .

    <span dir=”ltr”><span class=”_3l3x”>Circolare ministeriale a firma Ambasciatore Cardilli, allora Segretario CGIE del MAECI potrà charire i tuoi dubbi sulla natura (pubblica/privata) dei Comites</span></span>
    http://www.comites-monaco.de/Natura%20dei%20Comites.pdf
    = = =
    La natura dei Comites. Il loro rapporto con lo Statoitaliano e lo Stato ospitanteCon questa circolare a tutti i componenti del Cgie ed a tutti i Comites, ilsegretario del Cgie Ministro Cardilli illustra lo stato giuridico dei Comitati(ente pubblico/ente privato) ed il loro rapporto con le istituzioni statali,sulla base della nuova normativaCome noto il Consiglio dei Ministri nella riunione di lunedì 29 settembre haapprovato il Decreto per il differimento dei termini relativi alle elezioni per ilrinnovo dei Comitati degli Italiani all’estero, stabilendo che esse dovranno averluogo entro il prossimo 31 marzo.Il relativo decreto n. 272 del 2 ottobre è stato pubblicato sulla GazzettaUfficiale del 3 ottobre.La Camera dei Deputati da parte sua ha approvato definitivamente il 3 ottobre,nella stessa formulazione già approvata il 2 luglio 2003 dal Senato, il DDL sullariforma dei Comites che è pertanto diventato legge dello Stato. Per poterneleggere il testo, che non viene inviato per non appesantire la trasmissione, siprega di visitare il sito http://www.esteri.it entrando nella pagina di politica estera,sezione italiani all’estero, CGIE.Quanto alla natura giuridica dei Com.It.Es., argomento sollevato nel corsodella riunione del Comitato di Presidenza del CGIE svoltasi a Roma l’11 e 12settembre u.s., il Direttore Generale per gli Italiani all’estero, sentito anchel’Ufficio legislativo del Ministero, ha comunicato a questa Segreteria che:1. per l’ordinamento giuridico italiano i Com.It.Es. sono enti di dirittopubblico. Tale aspetto non può essere messo in discussione dato che iComitati sono istituiti e disciplinati dalla legge; sono destinatari dicontributi a carico della finanza pubblica per le spese di gestione; sonosoggetti alla vigilanza delle Missioni diplomatico­consolari competenti perterritorio;2. poiché i Comitati vanno incardinati nella giurisdizione contabile del nostroordinamento, ogni caso di malagestione con conseguente danno per lefinanze pubbliche, ove appaia manifesta la volontà dell’autore dellamalagestione di non uniformarsi alla legge e di non reintegrare il danno,deve essere denunciato alla Procura Generale della Corte dei Conti;3. circa la natura del Com.It.Es. in rapporto allo Stato ospitante, non sidiscute che il Comitato si appalesi come un ente di diritto privato e nongoda di immunità dalla giurisdizione o dall’esecuzione.Conseguentemente, lo statuto dei Com.It.Es. deve tener conto sia dellanormativa italiana, esplicitandola dove necessario, sia della normativalocale;

    26.4.2015Natura dei Comiteshttp://www.comites-monaco.de/leggi/ComitesNatura.html2/24. resta inteso che i comportamenti del Presidente e dei singoli Consiglieridel Comitato in violazione della normativa dello Stato ospitante sonolegittimamente perseguibili dalle Autorità locali, in quanto in questefattispecie il Com.It.Es. agisce come ente di diritto privato: eventualispese legali non sono imputabili al bilancio del Comitato;5. infine si esclude che i Com.It.Es. possano avere uno status rilevante dalpunto di vista del diritto internazionale dato che l’attribuzione di talepersonalità giuridica è dettata da norme specifiche che non possonoessere applicate ai Comitati nemmeno con una interpretazione estensiva.Quanto precede è stato portato all’attenzione della rete diplomatico­consolareda parte della DGIEPM, con istruzioni di darne formale comunicazione aiCom.It.Es. e ai membri del C.G.I.E. presenti nelle rispettive Circoscrizioniconsolari.Min. Plen. Torquato Cardilli, Segretario del CGIEottobre 2003

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