Questo argomento contiene 16 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Erminio Ressegotti 3 mesi, 2 settimane fa.

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  • #1482 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    La crisi di governo ci apre delle opportunita di riflessione e di intervento.

    Se ne e’ parlato brevemente anche durante la riunione via rete del 22.08.19 (sebbene inficiata da problemi tecnici).

    1) Durante la riunione pare ci si sia trovati d’accordo nel ritenere che un tema divenuto “caldo” ( che attira interesse ed attenzione) sia quello dei:
    – GOVERNI RAPPRESENTANATIVI E COLLEGIALI.

    Nalla cartella “governi e governabilita’ ” e’ presente un testo in stile “personale”.

    – DA FARE: durante la riunione i presenti si sono trovati d’accordo nel ritenere che va redatto un testo in stile e contenuto condiviso.
    (Chiedo a Roberto di confermare, dato che non lo sentivo per problemi tecnici. Mi ha poi riferito Luca).

    Inoltre:
    – Mi pare ci si fosse trovati d’accordo nel FARE, una attivita’ di “spamm” sul tema e usando il testo ( da redigere in fretta, dati i tempi).
    Questa attivita’ ritengo dovrebbe essere mirata soprattutto  a:
    – – parlamentari (possibilmente di tutti i partiti).
    – – indirizzario persone: a) “autorevoli” b) potenzialmente interessate
    (NOTA: non se ne e’ discusso durante la riunione.
    Si ripresenta il tema: creare un indirizzario indirizzario. Avevamo deciso di farlo a Roma …).

    2) Durante la riunione si e’ parlato anche del: Tema democrazia diretta.

    Purtroppo il tema democrazia diretta risulta assente anche dalle proposte (10 punti proposti da Di Maio ) per un programma del prossimo governo, mentre “campeggia” la “riduzione dei parlamentari” che consideriamo una misura riduttiva della rappresentativita’ dei rappresentanti (sebbene solo potenziale, visto che non sono eletti mediante preferenze e sono, di fatto, sottoposti al VINCOLO DI MANDATO PARTITICO , alla faccia della Costituzione … ).
    La “riduzione dei parlamentari”  evidentemente riscuote un generalizzato consenso tra i  partiti, dato che rende i parlamentari piu’ facilmente CONTROLLABILI da parte del “boss del partito mandante”, allontanandoli dai cittadini che saranno sempre meno in grado di conoscere e seguire gli “eletti”.
    (Usando sempre la Svizzera come metro di paragone:
    – 1 parlamentare ogni 30 mila abitanti: chi eleggi lo conosci e lo segui.
    -1 parlamentare ogni 60 mila, in Italia oggi (prima della riduzione).
    Si impone la domanda: come mai questa misura  PARTITICO-DEMAGOGICA (che ha iniziato il suo iter parlamentare), risulta soppiantare la proposta “Referendum propositivo” (che anche aveva iniziato l’iter parlamentare)?

    Le ipotesi in proposito sono :
    a) –  Noi di piudemocraziaitalia, ritengo che non abbiamo fatto abbastanza. Ritengo avremmo dovuto organizzare seminari … mobilitare forze … martellare un indirizzario … coinvolgere cittadini e l’opinione pubblica. Per esempio (pur aveno spedito decine di lettere) non siamo riusciti  a fare pubblicare una “noticina” o “menzioncina” nemmeno su un giornale come “Il Fatto Quotidiano”.
    Questo fatto (quello del Fatto Quotidiano) fornisce la misura di quanto la “democrazia diretta” sia ancora INCOMPRESA anche da persone propense (credo siceramente) alla democrazia.
    Nostro compito e’: diffondere di piu’ la cultura della democrazia.

    b)- Avremmo poi dovuto COINVOLGERE altri gruppi a fare come noi (almeno qualcosa come piudemcoraziaitalia abbiamo fatto). Infatti purtroppo pur noi non avendo fatto l’errore di altri (che sono arrivati ad esprimersi, di fatto, CONTRO), non siamo riusciti ad impedire che anche altri gruppi del “movimento per la democazia diretta” si impegnassero soprattutto (e sterilmente) in CRITICHE, invece che nel SOSTEGNO.

    c)- Quindi ritengo sia successo che:
    — il ministro della ” democrazia diretta” si e’ trovato SOLO, dato che di certo aveva contro sia il resto del parlamento ma anche (presumo)  molte incertezze / incomprensioni anche tra i suoi colleghi. Da notare che il “bollettino – mensile” e’ uscito (a mia conooscenza) solo in due puntate.

    d) Poi di certo ci saranno stati altri errorini da parte di altri ancora … Ne ho in mente qualcuno, da fare anche al ministro: sarebbe stato forse piu’ opportuno partire da qualcosa di piu’-facile e piu’ spontaneamente-condiviso.
    – Per esempio: il “referendum Obbligatorio” (per le leggi elettorali … ed altre leggi che coivolgono soprattutto i legislatori), constato che quando se ne parla, anche i piu’ scettici nei confronti della democrazia diretta, lo capiscono e lo approvano.
    – la proposta di “mandare al voto popolare le leggi di iniziativa a voto consiliare che non vengono discusse per tempo” (Proposta della senatrice Adamo del PD, 2008 … ).

    La proposta del “Referendum propositivo” e’ uno strumento molto complesso e di difficile attuazione, tanto che in Svizzera a livello federale non esiste ancora. Esiste solo la “Modifica costituzionale di iniziativa popolare a voto popolare”: la legge attuativa la redige poi il Parlamento … .
    Il “Referendum propositivo”, come concepito, ci avrebbe messo persino un passo avanti rispetto alla Svizzera.
    Forse il ministro (che conosco come persona entusiasta e competente) , si e’ lasciato prendere dall’entusiamo ed  ha proposto qualcosa che costituiva un passo cosi’ in avanti che risultava “il passo piu’ lungo della gamba”.

    Ma preferisco evidenziare e raccomando di concentrarci sui LIMITI NOSTRI, dato che a quelli possiamo porre rimedio piu’ facilmente. In futuro.

    Invito tutti, ad adottare questo metodo: trovare prima le critiche da fare a se’ stessi. Non per “deprimerci” ( non serve e non e’ il caso) ma per FARE MEGLIO in futuro.
    Infatti le critiche a se’ stessi possiamo metterle piu’ facilmente e rapidamente IN PRATICA.

    Grazie per l’attenzione.

    • Questo argomento è stato modificato 3 mesi, 3 settimane fa da  Leonello.
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  • #1486 Score: 1

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Cari amici,

    Ho riletto il testo qui sopra e (oltre a togliere un po’ dei refusi …) ho cercato di precisare quello che mi risulta fosse stato discusso e concordato durante la riunione, da altre considerazioni, magari anche personali, ed aggiunte scrivendo.

    Vorrei che sia chiaro: non e’ un “verbale della riunione”, ma quello che i tedeschi chiamano “rapporto sulla riunione” , che ammette la presenza di considerazioni personali e successive … (a fare i verbali” resoconti” rapporti …  i tedeschi lo studiano a scuola …)

  • #1489 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Cari amici, come avevamo deciso propongo un testo, da condividere: prego commentare, suggerire, … in modo da arrivare a condividere. (Avrei preferito non farlo io, avendo gia’ fatto i precedenti, ma … ).
    = = =

    MIGLIORARE LA DEMOCRAZIA E CONSOLIDARE I GOVERNI RAPPRESENTATIVI E COLLEGIALI.

    I cittadini italiani stanno seguendo le trattative per la formazione di un nuovo governo. Costatiamo un interesse diffuso: ci si interroga sulle forme della democrazia e le possibilità di migliorarla.

    Come piudemocraziaitalia, intendiamo dare il nostro contributo a questa riflessione.

    Senza tentare di espirmere un giudizio, punto per punto, sulle proposte della bozza del “Programma di governo” nel quale alcuni punti ci pare possano essere giudicati positivamente, altri negativamente,  ci soffermiamo solo su quello che, ci pare, sia l’inconveniente più grave.

    Nella lista dei 10 punti proposti come base dell’accordo un punto risulta gravemente e sorprendentemente assente. Il punto mancante potrebbe essere espresso in modo anche molto sintetico nella forma molto generica seguente:
    – Rafforzare la democrazia rappresentativa e gli strumenti di democrazia diretta.

    Il partito che era nato raccogliendo firme richiedendo:
    – “Ridateci le preferenze” (V1 day)
    e che da anni si esprime a favore della:
    – democrazia diretta,
    il partito che aveva, tra i ministri del precedente governo, anche:
    – il “ministro della democrazia diretta”,

    ci dispiace constatare che quel partito pare abbia dimenticato il suo “V1 Day” e  non abbia messo nessuno di questi punti nella lista tra le sue proposte,

    E questo proprio nel momento di rivolgersi ad un partito che il tema delle “leggi di  iniziativa popolare” lo aveva sollevato (anche se nel quadro di una discutibile proposta di modifica della Costituzione, infatti rifiutata riteniamo opportunamente ).

    Ci interroghiamo sulle ragioni della assenza di questo punto.
    Riteniamo che il “movimento per la democrazia”, che di fatto esiste ed é sempre più presente in Italia, si unisca e si consolidi per pretendere che questo “punto” non sia dimenticato nè ora nè mai.

    Fatta questa critica, che ci pare la più grave, troviamo opportuno fare notare che il fatto che le trattative tra i partiti siano su contenuti trasparenti sia comunque positivo.
    Occorre che tutti ricordiamo che un Governo deve svolgere il ruolo del potere ESECUTIVO, mentre il Parlamento à l’organo LEGISLATIVO. Questa considerazione, di certo banale, ci indica qualcosa che viene però facilmente dimenticata: il “Programma di Governo”  deve vincolare i membri del Governo a presentare PROPOSTE al Parlamento, il quale deve essere libero di approvarle o di rifiutarle. Sempre ricordando che i rappresentanti sono “senza vincolo di mandato”.

    Con questa precisazione, ci pare di poter dire che un “programma di Governo”, redatto in modo chiaro e trasparente tra i partiti, è un elemento nuovo e positivo. Questo accordo, chiaro e trasparente, impedisce che l’accordo si riduca ad un misero “inciucio” tra partiti.
    Auspichiamo che questa prassi si consolidi e resti in vigore anche in futuro, qualsiasi saranno i partiti che si troveranno a condurre simili trattative.

    La gestione del “programma di governo”, dopo che il Governo si è formato, può e deve migliorare. Può arricchirsi con la esperienza dei “Governi rappresentativi e collegiali”  maturata per esempio in Svizzera.  La “Collegialità”, necessaria quando i governi sono gestiti da partiti diversi (come riteniamo sia opportuno che sia), consente di fare emergere gli aspetti positivi presenti nei partiti in cooperazione e ridurre i loro difetti correggendoli vicendevolmente. La collegialità però funziona compiutamente solo se ben strutturata. Il limite di quest carente strutturazione, è apparso molto chiaro durante il governo precedente (M5S-Lega).

    Ci soffermiamo quindi, brevemente, sugli aspetti essenziali e sulle regole della strutturazione di un “governo rappresetativo e collegiale”.

    Immaginiamo (ed anzi auspichiamo) un governo RAPPRESENTATIVO,  fatto di rappresentanti indicati, almeno, dai partiti maggiori.
    Per esempio : M5s – PD – Lega .
    – i tre partiti maggiori indicano, per designare i ministri, nomi di persone che siano anche ” di mediazione ” .
    – quindi, per esempio : non Renzi, non Salvini ed anche non Di Maio. Comunque mai un ” capo partito ” .
    – prèsidente del Consiglio sia : persona super partes , non iscritto ad uno dei partiti ( per esempio: Conte).
    – durante il mandato i ministri sono tenuti alla COLLEGIALITA : le divergenze le dirimono in consiglio, non in pubblico. In pubblico non possono esprimere opinioni personali nè ” del partito ” .
    – chi trasgedisce la collegialità deve dimettersi.

    Non stiamo inventando niente: stiamo solo descrivendo il sistema svizzero degli “ESECUTIVI RAPPRESENTATIVI A-PARTITICI E COLLEGIALI”, diffusi a tutti i livelli: federale, cantonale, comunale (sebbene con diversita’ locali e diversi metodi elettorali).

    Aggiungiamo la seguente constatazione.
    I governi a-partitici rappresentativi e collegiali hanno la proprietà di migliorare anche la cultura civile mediamente diffusa: il fatto che i partiti non possano usare il Governo per “mettersi in mostra”, riduce anche il partitismo nella forma della “tifoseria” purtroppo diffusa anche tra i cittadini. Le opinioni politiche si concetrano di più sui contenuti.

    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 3 settimane fa da  Leonello.
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  • #1494 Score: 1

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    Ritengo che sia opportuno modificare o quanto meno aggiungere nel nostro scrivere “democrazia diretta ” democrazia partecipata e diretta dei cittadini” il termine esclusivo di democrazia diretta, pur ovviamente chiaro per noi, crea terrorterrore nel pensiero comune della gente, penpensando alla piattaforma Rousseau. Siamo ancora all’età della pietra per quanto riguarda la diffusione della conoscenza dei principi e funzionamento della D.P. e D.

    • #1504 Score: 0

      Nicola
      Moderatore
      1 punto

      Questo è il documento finale ?

      O la bozza che tende ad arrivare ad un documento definitivo ?

      Perché aggiungerei che tra i punti necessari da fare è una leggere elettorale nuova e costituzionalmente accettabile, non come le ultime 3.

       

      Occorre dare un ordine di importanza ai punto che proponiamo.

       

       

       

  • #1495 Score: 0

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti
    • Ritengo che sia opportuno modificare o quanto meno aggiungere nel nostro scrivere “democrazia diretta ” democrazia partecipata e diretta dei cittadini” il termine esclusivo di democrazia diretta, pur ovviamente chiaro per noi, crea terterrore nel pensiero comune della gente, pensando alla piattaforma Rousseau. Siamo ancora all’età della pietra per quanto riguarda la diffusione della conoscenza dei principi e funzionamento della D.P. e D.
  • #1496 Score: 1

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Grazie Erminio.
    Condivido la considerazione.

    Pero’ mi risulta che l’espressione piu’ corretta sia “democrazia partecipativa” (non “partecipata”).

    Occorre farsi capire, ma anche rispettare il corretto linguaggio “tecnico”.
    Ti pare?

     

  • #1497 Score: 1

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    Mi pare molto coerente con il mio pensiero. Non sono un linguista 😊😊😊. Purtroppo il nostro dibattito è fortemente indirizzato ad un ragionamento teorico che mette in crisi anche Travaglio, quanto meno nel riportarne sintatticamente i concetti. Penso che con una giudgi strategia che parte dalla ovvietà che il DNA di ogni singolo individuo fa fare la scelta alla persona in cui vive, quello che più gli conviene nella classica analisi costi/benefici per aderire alle nostre richieste. Tutti i politici di tutti i partiti che stanno litigando lo dimostrano ampiamente e sono estremamente prevedibili. Avrei una idea per trovare una proposta in questa direzione a Travaglio e Padellaro. Dovremmo aprire tra noinoi dibattito in tal senso. 😊😊😊

  • #1498 Score: 0

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    Scusate gli errori ortografici. Il cellulare mi frega sempre. Correggi e cancellate. Grazie.

  • #1500 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Caro Erminio,
    non ti preoccupare per gli arrori ( io ne faccio piu’ di te).

    Pero’ confesso che temo di non capire bene il tuo messaggio, e mi pare tocchi pero’ un tema che mi sta a cuore: mobilitare Travaglio & co sul tema DD.

    Pur avendo a lungo provato di farli parlare di democrazia diretta (decine di lettere …), non ci sono riuscito
    Vorrei ragionare con voi sul modo di riuscirci.

    Credo sia uno dei temi importanti (e carenti) del nostro “movimento”.
    Magari ne parliamo domani (martedi 27.08) via rete, all’indirizzo:
    https://meet.jit.si/piudemocraziaitalia

    Dato che Luca partecipara’ alla Festa del Fatto Quotidiano di questo fine settimana.

    Tu potrai esserci?
    Mi farebbe piacere.

  • #1501 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Purtroppo il forum non consente modifiche dopo un certo tempo.

    Memorizzo qui quanto meno i temi che (dalla discussioni)  sono stati proposti come precisazioni e critiche:

    – aggoingere la democrazia partecipativa nella frase:
    ” Il punto mancante potrebbe essere espresso in modo anche molto sintetico nella forma molto generica seguente:
    – Rafforzare la democrazia rappresentativa e gli strumenti di partecipativa e gli strumenti di democrazia diretta”.

    = = =

    – attenuare le critiche al m5s per il “va day” (Giorgia)., sostituire la frase:
    “ci dispiace constatare che quel partito pare abbia dimenticato il suo “V1 Day” e non abbia messo nessuno di questi punti nella lista tra le sue proposte,”

    Con la frase:

    ” Caldamente invitiamo quel partito a non dimenticare ed anzi a mettere al rpimo posto, nella lista delle loro proposte, i temi  che quel partito aveva promosso, con gradissimo successo, come leggi di inzaitiva popolare:
    Quei temi ci paiono fondamentali per la democrazia”.

    chiedere a Luca se la frase precedente e la frase gia’ presente:
    “Con questa precisazione, ci pare di poter dire che un “programma di Governo”, redatto in modo chiaro e trasparente tra i partiti, è un elemento nuovo e positivo. Questo accordo, chiaro e trasparente, impedisce che l’accordo si riduca ad un misero “inciucio” tra partiti.” gli risultano sufficienti.

    = = =
    ” Il limite di quest carente strutturazione,” … manca la a

     

  • #1502 Score: 1

    Luca Raiteri
    Partecipante
    1 punto

    Leo Zaquini il documento mi sembra molto buono e in linea con quello che ci siamo detti anche nella scorsa riunione e in chat.   Magari aggiungerei : referendum di ratifica per leggi elettorali e/o  assemblea sorteggiate di Cittadini.    Riprendere in considerazione la LIP Quorum zero e Più’ Democrazia.   regolamentare con una legge i requisiti minimi di democrazia interna. Offrirsi per consulenza come Comitato in quanto detto.

  • #1503 Score: 1

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    Scrivere per quanto possibile “Democrazia partecipativa e diretta”

  • #1505 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Versione (forse) finale:
    = = =

    MIGLIORARE LA DEMOCRAZIA E CONSOLIDARE I GOVERNI RAPPRESENTATIVI E COLLEGIALI.

    La crisi di governo alimenta un interesse diffuso sulle forme della democrazia e le possibilità di migliorarla.

    Ci si interroga su: come avere governi che mirino al bene collettivo, che non siano oggetto di “ricatti” e manipolazioni “partitiche”
    e che siano stabili in modo da soddisfare gli impegni e le necessità di un paese.

    Come piudemocraziaitalia, intendiamo dare il nostro contributo a questa riflessione.

    Assistiamo ad un dialogo tra i partiti per la formazione di un governo.
    Ci pare corretto che il dialogo avvenga tra partiti diversi che hanno ottenuto significativi consensi elettorali.
    Questo li rende “Rappresentativi”.

    Un sistema elettorale “maggioritario” invece non sarebbe rappresentativo. Inoltre la sua “stabilita’” sarebbe solo formale: il partito-vincente
    alle elezioni successive, disferebbe facilmente quanto fatto dal partito-al-governo precedente.
    Da una instabilità dei governi si passerebbe ad una instabilità legislativa, ancora più deprecabile.
    Ed inoltre il sistema “maggioritario” implica ad una grave carenza democratica: il Parlamento (l’organo legislativo) viene di fatto escluso dal processo
    decisionale, mentre il Governo (organo che dovrebbe essere solo esecutivo), assumerebbe due poteri in uno.

    Come rendere stabili i governi di coalizione, rappresentativi delle diverse tendenze di opinione presenti nella società?
    Occorre la: collegialità, vale a dire una serie di regole di comportamento che impediscano che un organo dello stato (il Governo) diventi oggetto
    “ad uso” dei partiti che ne fanno parte.

    Il primo passo é quello degli “accordi di Governo”.
    ci pare di poter dire che un “programma di Governo”, redatto in modo chiaro e trasparente tra i partiti,
    è un elemento nuovo e positivo. Questo “programma”, chiaro e trasparente, impedisce che l’accordo si riduca ad un misero “inciucio” tra partiti.

    Auspichiamo che questa prassi si consolidi e resti in vigore anche in futuro, qualsiasi saranno i partiti che si troveranno a condurre simili trattative.

    Considerando le diverse funzioni del Parlamento (legislativo) e del Governo (esecutivo) ed il rispetto dell’autonomia dell’organo legislativo
    in una democrazia parlamentare, occorre per altro precisare che il “Programma di Governo” deve limitarsi a vincolare i membri del Governo a presentare PROPOSTE
    al Parlamento, il quale deve essere poi libero di approvarle o di rifiutarle, sempre ricordando che i rappresentanti sono “senza vincolo di mandato”.

    Oltre a questa precisazione, ci pare di dover dire che la gestione del “programma di governo”, dopo che il Governo si è formato, possa e debba migliorare.
    Può arricchirsi con la esperienza dei “Governi rappresentativi e collegiali” maturata per esempio in Svizzera.
    La “Collegialità”, necessaria quando i governi sono gestiti da partiti diversi (come riteniamo sia opportuno che sia),
    consente di fare emergere gli aspetti positivi presenti nei partiti in cooperazione e ridurre i loro difetti correggendoli vicendevolmente.
    La collegialità però funziona compiutamente solo se ben strutturata.
    Il limite di questa carente strutturazione, è apparso molto chiaro durante il governo precedente (M5S-Lega) ed in occasione della sua fine.

    Ci soffermiamo quindi, brevemente, sugli aspetti essenziali e sulle regole della strutturazione di un “governo rappresetativo e collegiale”.

    Immaginiamo, ed anzi auspichiamo, un governo RAPPRESENTATIVO: fatto di rappresentanti indicati da , almeno, i partiti maggiori.

    Per esempio e facendo riferimento alla situazione attuale:
    M5s – PD – Lega .

    – i tre partiti maggiori indicano, per designare i ministri, nomi di persone che siano anche ” di mediazione ” .

    – quindi, per esempio : non Renzi, non Salvini ed anche non Di Maio. Comunque mai un ” capo partito ” .

    – prèsidente del Consiglio sia : persona super partes , non iscritto ad uno dei partiti (per esempio: Conte).

    – durante il mandato i ministri sono tenuti alla COLLEGIALITA : le divergenze le dirimono in consiglio, non in pubblico.
    In pubblico non possono esprimere opinioni personali nè ” del partito ”.

    – chi trasgedisce la collegialità deve dimettersi.

    Auspichiamo che tra i punti del “programma di governo” (oggi e in futuro) si consolidi in particolare l’ultimo dei punti:
    le controversie si dirimono nel Consiglio: i membri del Governo quando sono in pubblico si esprimono a titolo dell’ORGANO DELLO STATO di cui fano parte.
    Il ministro che trasgredisce la regola, viene gentilmente dimesso.
    In questo modo il Governo conserva la sua funzione di “Organo dello Stato” e cessa di essere un “palcoscenico dei partiti” che ne fanno parte.
    Inoltre il Parlamento stesso recupera la sua funzione: che è quella di legiferare esprimendosi sui contenuti di ogni legge, non quella di
    “votare a favore o contro il governo”.

    Non stiamo inventando niente: stiamo solo descrivendo il sistema svizzero degli “ESECUTIVI RAPPRESENTATIVI A-PARTITICI E COLLEGIALI”,
    diffusi a tutti i livelli: federale, cantonale, comunale (sebbene con diversità locali e diversi metodi elettorali).

    Aggiungiamo la seguente constatazione.
    I governi a-partitici rappresentativi e collegiali hanno la proprietà di migliorare anche
    la cultura civile mediamente diffusa: il fatto che i partiti non possano usare il Governo per “mettersi in mostra”,
    riduce anche il partitismo nella forma della “tifoseria” purtroppo diffusa anche tra i cittadini.
    Le opinioni politiche si concetrano di più sui contenuti.

    Concludiamo con alcune considerazioni sulla trattativa in corso in queste ore.
    Senza tentare di espirmere un giudizio, punto per punto, sulle proposte della
    più recente bozza del “Programma di governo”, nel quale alcuni punti ci pare possano essere giudicati positivamente, altri negativamente,
    ci soffermiamo solo su quello che ci pare sia l’inconveniente più grave: nella lista dei 10 punti proposti come base dell’accordo
    ci pare ne manchino alcuni importanti.

    Ricordiamo che già nel 2007, vennero raccolte delle firme per tre leggi di iniziativa popolare. Le leggi erano sinteticamente indicate come:
    – “Ridateci le preferenze”.
    – “Parlamento pulito” … vale a dire: no a parlamentari condannati.
    – “Due mandati” … vale a dire: no al professionalismo politico.
    Il successo di quella raccolta fu eccezionale: in una sola giornata (sui 6 mesi disponibili) vennero raccolte quasi sette volte il numero di firme necessarie.

    E’ triste constatare che di 12 anni dopo quelle tre proposte di legge non siano ancora state nemmeno discusse in Parlamento.

    Ci pare quindi che il punto mancante nella proposta del “Programma di governo”, ora in discussione, potrebbe essere espresso in modo anche molto sintetico e nella forma
    molto generica seguente:

    – migliorare e rafforzare gli strumenti di democrazia diretta.
    Ovviamente a questo punto si collegherebbero facilmente (e doverosamente) altri punti concernenti: il miglioramento della democrazia rappresentativa,
    l’introduzione di strumenti di democrazia partecipativa e regole di vita democratica nei partiti.
    Il governo precedente, aveva proposto un nuovo strumento di democrazia diretta ( detto: “Referendum Propositivo”), portandolo fino alla approvazione
    alla Camera in prima lettura.

    Ci interroghiamo sul come mai il tema sia assente nella nuova proposta di programma.

    Caldamente invitiamo il partito che si era fatto promotore di quelle iniziative a non dimenticare quei temi: ci paiono fondamentali per la democrazia
    e speriamo che trovino consenso tra tutti i partiti che hanno a cuore la democrazia e tra tutti i democratici.

    Riteniamo che il “movimento per la democrazia”, che di fatto esiste ed é sempre più presente in Italia, si unisca e si consolidi
    per fare in modo che questi punti non siano dimenticati nè ora nè mai.

    Come Piudemocraziaitalia faremo il possibile perchè questo avvenga.

     

  • #1510 Score: 0

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    Credo manchi una proposta operativa rispetto al dire “invitati gentilmente a dimettersi” . Occorre trovare una struttura tipo consiglio/commissione di garanti da nominare collegialmente che non abbia voto senza una maggioranza.

  • #1518 Score: 0

    Leonello
    Moderatore
    18 punti

    Caro Erminio,

    Grazie per il commento.
    Penso che la struttura alla quale ti riferisci potrebbe essere il Consiglio stesso.
    In alternativa ci potrebbe essere una “Commissione controllo collegialita’” , magari anche incaricata di controllare che il “Programma di governo” venga attuato coerentemente agli accordi presi.
    Ma, ripeto, un Consiglio che operi in modo collegiale mi pare potrebbe incaricarsi anche di decidere collegialmente queste cose.
    Credo che il Consiglio comunale (l’esecutivo, in Italia detto “La giunta”) della mia cittadina funzioni proprio come ho detto nella prima ipotesi, (ma mi informero’ in dettaglio, soprattutto per il livello federale).

    In ogni caso, in questa fase, non appesantirei il testo entrando  in dettagli troppo tecnici: l’idea di base e’ quello che, per il momento, mi pare conti.

    Non pare anche a te?

    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 2 settimane fa da  Leonello.
    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 2 settimane fa da  Leonello.
  • #1521 Score: 0

    Erminio Ressegotti
    Partecipante
    4 punti

    La mia considerazione è motivata da più esperienze che mi fanno dire che per funzionare una regola, non si deve basare su ipotesi di ovvio buonsenso. Al momento di essere operativo tutto può finire in un “cul de sac”. Una proposta vale l’altra. Basta che sia fattibile. Ciao

     

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