Home Forums 10 – FARE il cambiamento Informazione libera ed indipendente come servizio pubblico

Visualizzazione 10 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #3953 Score: 0
      portavoce
      Amministratore del forum
      12 punti

      Informazione libera ed indipendente come servizio pubblico

       

      Stanza videoconferenza:

      https://meet.jit.si/piudemocraziaitalia_04

      • Questo topic è stato modificato 1 mese, 4 settimane fa da portavoce. Motivo: link videoconferenza
    • #4400 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      76 punti

      Il tema e’ molto importante.

      Era stato discusso in una lunga discussione in un MeetUp, ed era stato redatto un testo, redatto con il “metodo del conseno”.

      Lo si trova qui:

      http://files.meetup.com/1274856/ILI_short_OffDem-v4.pdf

    • #4760 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Moderatore
      9 punti

      Condivido i contenuti della relazione postata. Credo che abbia il limite di ipotizzare un controllo su chi gestisce tali strumenti e sui loro contenuti che quanto meno non siano fake news da censurare e prevedere di sanzionarle con strutture di controllo. Credo che possa essere più praticabile creare canali informativi che utilizzino le varie opportunità dei media e gestito da comitati con presenza di eletti nominati/estratti a sorte che garantiscano terzietà e competenza, sostenuti da risorse pubbliche. Una Rai non lottizzata che si affianca all’interno della attuale gestione ritenendo che qualora tentassimo di riformarla, troveremmo interessi consolidati che renderebbero con quasi certezza impossibile il tentativo. Ipotesi di sostenere iniziative anche private e senza fini di lucro o che accettano un protocollo che garantisca la qualità della informazione nei loro contenuti.

       

       

    • #4952 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      76 punti

      Questo testo, trovato in rete, puo’ essere interessante:
      = = =

      Nel 2003, parlando alla Camera dei Deputati, Luciano Violante, Capogruppo dei DS, pronunciò queste parole: «Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessione e durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte». Fassino gli sedeva accanto.

      Nonostante la connivenza, la complicità, direi il favoreggiamento di quella sinistra nei confronti della Fininvest, la pubblica opinione, quantomeno una parte di essa, si schierò contro i conflitti di interesse di Berlusconi. C’era chi si indignava, chi reputava che un tale accentramento di potere mediatico in poche mani fosse un pericolo per la democrazia. C’era chi lottava per la libertà di stampa e chi riteneva che risolvere i conflitti di interessi fosse la priorità del Paese. Molti di questo scrivevano su Repubblica e L’Espresso, si vantavano del loro coraggio e canzonavano non solo i giornali di B. ma anche quelli della famiglia Agnelli, in quanto voce dei padroni.

      Da allora l’Italia è cambiata.

      La Repubblica, La Stampa, Il Tirreno, Il Mattino di Padova, Il Secolo XIX, La Nuova Sardegna, Il Messaggero veneto, Il Piccolo di Trieste, La Gazzetta di Mantova, La Gazzetta di Reggio, La Gazzetta di Modena, L’Huffington Post, Business Insider Italia, Mashable Italia, Il Corriere delle Alpi, La Nuova Ferrara, La Nuova Venezia. E poi e L’Espresso, Limes, Micromega, Radio Capital, Radio Deejay e molte altre testate radio, webRadio, webTv e siti internet hanno un unico padrone: John Elkann.

      Pochi mesi fa EXOR, holding finanziaria olandese della famiglia Elkann, si è assicurata il controllo del gruppo editoriale GEDI che apparteneva a De Benedetti. EXOR è proprietaria anche di FCA (Fiat Chrysler Automobiles, sede legale ad Amsterdam e sede fiscale a Londra), Juventus FC, Ferrari, The Economist (famosissimo settimanale inglese). Gli Elkann non sono editori puri. I loro business più importanti non sono i media eppure i media gli occorrono.

      I giornali sono in crisi, crollano le vendite e molti giornalisti – anche loro, così come i lettori, vittime dei media moderni – vengono messi in cassa integrazione. Eppure i giornali hanno ancora un potere: quello di influenzare il dibattito pubblico. Telegiornali e talk-show costruiscono le loro scalette sulle prime pagine dei giornali. Che siano notizie vere o false poco importa. Nei programmi di approfondimento politico molte domande si basano sulla rassegna stampa del giorno. E così “piazzare” un tema alternativo nel dibattito pubblico è sempre impresa ardua. E’ quello che sta facendo il gruppo GEDI, uno dei principali sponsor del governo Draghi.

      Qual è la differenza tra il gruppo Elkann del 2020 ed il gruppo Berlusconi degli anni ’90? E’ vero, Berlusconi aveva le televisioni (in regime di concessione pubblica e questo è sicuramente un aggravante). Ma oggi ci sono gli smartphone. Provate a sommare i follower sui social network di tutti i prodotti editoriali che fanno capo agli Elkann. Sono oltre 13 milioni. Anche molti di voi, magari senza saperlo, avete messo un like ad una pagina che di fatto appartiene alla EXOR, un gruppo finanziario con sede ad Amsterdam che sa trasformare un gruppo editoriale in un gruppo di potere. Esattamente quel che fece Berlusconi. Il berlusconismo ha vinto perché si è moltiplicato. La vittoria del berlusconismo si è consumata nei silenzi di chi un tempo si indignava per la Fininvest ma che adesso abbassa la testa davanti agli Elkann. La vittoria del berlusconismo si è consumata nella progressiva narcosi della pubblica opinione ad opera di un unico grande “giornalone” che vede nella monumentale concentrazione mediatica la sua ragion d’essere. Il berlusconismo ha vinto con la sindrome di Arcore (cit. Giovanni Valentini, ex-direttore dell’Espresso) che ha colpito via via le vittime della mala-informazione convincendole ad innamorarsi dei sicari della libertà di stampa come succede ad alcuni prigionieri con i propri carcerieri.

      E così l’eccezione è diventata la regola. Salvo rari e meritevoli casi i principali gruppi editoriali italiani sono gruppi padronali che appartengono ad editori impuri i cui principali interessi economici e finanziari sono estranei all’editoria. Ed un tale accentramento deve essere proibito per legge.

      Oggi la pubblica opinione è distratta. Dall’infodemia, dal gossip politico e dalle infinite campagne sulla “fake-news” che cercano di far credere che il problema principale del sistema mediatico siano le balle. Le balle, ahimè, ci sono sempre state. Una tale concentrazione di potere no. Capisci che l’establishment mediatico, e quindi politico-finanziario, sta vincendo quando si sente pronunciare più “fake-news” che “conflitto di interessi”. Capisci che l’establishment mediatico, e quindi politico-finanziario, sta vincendo quando chi ha il coraggio di prendere posizione è la solita, sparuta, minoranza.

      = = =
      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3530097833768922&id=299413980170673

      • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 1 giorno fa da Leonello Zaquini.
    • #4974 Score: 0
      Nicola
      Amministratore del forum
      3 punti

      Oggi videconfernza  ore 13.30/14.25

      punto 4:
      “Informazione libera ed indipendente come servizio pubblico”

      la video conferenza al link
      https://meet.jit.si/piudemocraziaitalia_04

    • #4977 Score: 0
      pietro.muni
      Partecipante

      <p style=”text-align: center;”>Informazione come servizio pubblico</p>
      <p style=”text-align: center;”>(Mia sintetica opinione sul tema, in aggiunga al testo di base, che condivido)</p>
      La Repubblica riconosca quanto segue:

      1. L’informazione è di tutti e per tutti.
      2. Il servizio di informazione deve essere trasparente e aperto a tutti.
      3. I cittadini devono esserne contemporaneamente produttori, fruitori e finanziatori.
      4. Tutti i cittadini debbono avere diritto di accesso alla rete Internet, in condizioni di parità.
      5. Ogni Comunità deve erogare gratuitamente un servizio d’informazione su fatti di pubblico interesse.
      6. Ogni cittadino può richiedere, a pagamento, presso il proprio comune, qualunque altro tipo di informazione, anche a titolo di esclusivo interesse privato.

      Ogni Comunità locale dovrebbe essere dotata di un proprio Centro per l’informazione svolgente le seguenti funzioni:

      1. raccogliere e ordinare le informazioni che provengono dai cittadini;
      2. erogare un servizio di informazione di base gratuito e aperto a tutti;
      3. fornire un servizio supplementare di informazione a pagamento, su richiesta di chiunque e su qualsiasi tema, purché lecito;
      4. controllare l’attendibilità delle informazioni, da chiunque vengano diffuse;
      5. comminare sanzioni a chiunque propali informazioni false o infondate;
      6. assistere ed educare i cittadini nella gestione dell’informazione.
    • #4982 Score: 0
      Guido De Simone
      Partecipante
      1 punto

      Contributo all’ABSTRACT:

      Va ipotizzata una formula che permetta alla Società Civile di poter contare su di una “rete” di tv e radio indipendenti (finanche a livello di blogger molto seguiti), via etere e via web, che diano la massima visibilità alle iniziative che riguardano la popolazione dell’intera nazione.

    • #4983 Score: 0
      Nicola
      Amministratore del forum
      3 punti

      ABSTRACT – la mia proposta

      Con:
      1- in cosa consiste la proposta..
      2- i vantaggi.
      3- se e dove esiste già in qualche forma.

      tema 1 – “Informazione libera ed indipendente come servizio pubblico

      1- in cosa consiste la proposta:

      Occorre definire il modo in cui l’informazione deve essere erogata ai cittadini.

      Libera ed indipendente.

      Cosa significa ?

      Occorre che l’informazione sia “libera” da influenze politiche o di parte.

      Che ci sia informazione reale, non solo certe informazioni (quindi di parte, cioè solo di alcuni),

      tutte le notizie vanno date senza interpretazione.

      “Indipendente” che non dipenda da persone  esterne che possano influire sul tipo di informazione da divulgare, anche lo stesso direttore di giornale, dovrebbe NON bloccare alcuna informazione.

      Il direttore dovrebbe dare una linea e decidere cosa mettere in prima pagina, ma ogni notizia va data.

      Tutti i cittadini debbono avere diritto di accesso alla rete Internet, in condizioni di parità.

      Il servizio di informazione deve essere trasparente e aperto a tutti.

       

      2- VANTAGGI:

      i vantaggi sono che tutti i cittadini sono regolarmente informati dei fatti e possono decidere da soli cosa è utile o meno.

      Sapere è sempre utile, essere informati è utile. Perché il cittadino sapendo , può decidere di testa sua, NON sapendo, avendo informazioni parziali, non decide con piena  coscienza.

      Sarebbe giusto che i cittadini possano giudicare la qualità dell’informazione e sottoporre temi nelle reti di cui sovvenzionano l’esistenza.

       

      3- Dove esiste:

      in tutte le democrazie di maggiore visibilità, l’informazione è indipendente .

      L’Italia è ai posti più bassi nelle  classifiche mondiali sul tipo di informazione indipendente, al livello di Uganda e simili, almeno fino allo scorso anno.

      Per la Libertà di Informazione, secondo la  classifica di REPORTERS SANS FRONTIERS, ci pone al 52mo posto, siamo saliti di 25 posti nell’ultimo anno, ma c’è ancora tanta strada da fare.

       

      A partire dalla “descrizione breve/abstract” ,
      Organizzare il lavoro successivo di:
      – definizione dettagliata del punto. cercheremo di redarre un documento finale di 2 o 3 pagina o quante ne servono, da presentare ai cittadini e alle istituzioni.

      – azioni di rivendicazione del punto. Individuare modi e strumenti, per promuoverli e sostenerli.

      – contatti possibili per fare avanzare il punto.

      • Questa risposta è stata modificata 2 giorni, 8 ore fa da Nicola. Motivo: miglioramenti
      • Questa risposta è stata modificata 2 giorni, 8 ore fa da Nicola. Motivo: Aggiunta frase prendeo il siggeriemnto di Guido
      • Questa risposta è stata modificata 2 giorni, 8 ore fa da Nicola. Motivo: secondo miglioramento preso dal posto di Pietro
    • #4985 Score: 0
      Guido De Simone
      Partecipante
      1 punto

      Contributo per l’Abstract (su idea di Giuseppe Fedele, Leo Zaquini e Pietro Muni):

      Sarebbe giusto che i cittadini possano giudicare la qualità dell’informazione e sottoporre temi nelle reti di cui sovvenzionano l’esistenza.

       

    • #4988 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      76 punti

      Grazie per la riunione del 01-03-21,

      Ho trovato interessante e stimolante la risitnzione di Pietro:
      – informazione a pioggia.
      – informazione su domanda.

      Dal secondo punto deriverebbe la possibiita’ di configurare una rivendicazione specifica:

      – attivare un servizio pubblico, a partire dal livello comunale , ( e penso utile che sia esteso ad altri livelli) che : risponda a domande su richiesta ed “informi su domanda”.

      inoltre lo stesso ufficio, potrebbe / dovrebbe:
      – istruire all’uso di strumenti di informazione ed alla loro gestione.

      = = =
      Come dicevo nella runione, sempre nel MeetUp “Officina demcorazia si era discusso ed approvto un testo che, anche se pensato in generale per altri servizi pubbici, potrebbe essere applicato ai servizi pubblici per la gestione dell’informazione.

      Qui il socumento finale, nel quale si descrive il CQ ( Comitato di Qualità) a cui accennavo drante la runione:

      http://files.meetup.com/1274856/Officina_ServiziEfficienti%20v%2020130504.pdf

    • #4989 Score: 0
      Giuseppe_F
      Partecipante

      Io ho trovato interessanti due punti:</p>

      1) il canone e la pubblicità Rai citati da Nicola

      e

      2) sviluppare un network “alternativo” al mainstream attuale collegando TV e radio locali, sicuramente più vicine ai cittadini

      Mi piacerebbe approfondire e trovare soluzioni:

      riguardo il punto 1) eliminare il canone? oppure eliminare la pubblicità ch’è propria delle TV commerciali? Scorporare il canone dalle fatture dell’energia elettrica?

      riguardo invece il punto 2) come fare sistema? è difficile. come renderlo sostenibile? pubblicità?

      • Questa risposta è stata modificata 2 giorni, 5 ore fa da Giuseppe_F.
Visualizzazione 10 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.