Home Forums 4 – Democrazia rappresentativa – problemi e suo potenziamento. Il pilastro mancante della democrazia rappresentativa

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      caspiat
      Partecipante

      Salve a tutti!

      Ho appena ottenuto accesso alla pagina e al vostro gruppo. Conosco Zaquini da facebook (qualche volta abbiamo scambiato qualche battuta), e sul tema democrazia rappresentativa qui ho trovato quello che conosco da qualche anno.

      Concordo con le critiche (sui partiti, etc.), e antepongo a quello che scriverò la richiesta di perdonarmi per l’impressione di arroganza e supponenza che potrei dare.

      Se uno dice cose nuove e strane su un tema discusso da duecento anni, e afferma pure, che c’è una svista globale sul tema … è un presuntuoso!

      Ragione perfetta per non impegnarsi ad ascoltare.

       

      A tempo perduto pero ci provo.

       

      Abbiamo un handicap gigantesco: La democrazia diretta intuitivamente la comprendiamo. Capire se l’implementazione è imperfetta non è difficilissimo, perché già la prima versione generalmente è abbastanza funzionale.

      La democrazia rappresentativa è una specie di democrazia diretta di rappresentanti con alcuni correttivi e “stabilizzanti”.

      Avere una costituzione, un corpo di leggi, separazione di poteri è una buona idea. Pero sappiamo che l’attuazione poi introduce l’annacquamento, e l’intenzione viene tradita spesso a un grado elevatissimo.

      Immaginare che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel processo è una specie di eresia. Perché ci hanno indottrinato a votare turandoci il naso, di votare il meno peggio o di votare per impedire il peggio. Ci hanno cioè abituato al tanfo di una cosa altamente marcia.

      La democrazia rappresentativa ha bisogno di diverse cose fondamentali. Ma il requisito principale è, che ci  deve essere il popolo che esercita il potere, e dal quale emana il potere. “Tramite rappresentanti” entra in gioco dopo, e ovviamente è un secondo requisito incatenato al primo. Non esclude interventi di democrazia diretta (che anzi assicurano che il percorso venga dettato dall’elettorato e non dai partiti).

      Andando in giro per il mondo vorrei che mi si indicasse una democrazia rappresentativa vera. Possiamo saltare l’Italia, perché ci distrarrebbe solamente.

      Io affermo, che non troveremo niente. Non esiste nessuna democrazia rappresentativa. In nessun paese vengono soddisfatti i requisiti fondamentali.

      Per cui avanzo la tesi, che c’è qualcosa di sbagliato o nel processo, oppure è vero quello che tanti sospettano e affermano: che la democrazia rappresentativa è una creatura deforme che non funzionerà mai come dice al teoria.

      Credo che sia chiaro, che sono tra i pochi che affermano, che la democrazia rappresentativa si può far partire. Aggiungendo un ingrediente mancante.

      Ho visto che citate pensatori del passato a sostegno di alcune tesi, per cui menziono gli unici due casi che si trovano sulla mia linea di ragionamento:

      Uno risale a cento anni fa: Per un breve periodo della storia, in un paese si fecero elezioni come DEVONO essere fatte (ma senza che ne capissero le ragioni).

      La seconda è una lettera del 1974 a un giornale. Il lettore alla redazione rivela di non credere che le elezioni siano democratiche, e addita al dettaglio che gli sembra sbagliato.

       

      Qui concludo l’introduzione. Il discorso è lungo e impegnativo.

      Aggiungo solo una affermazione: L’unico percorso che conviene a tutto il mondo è la democrazia rappresentativa. Non nel senso che è il destino finale, ma che DEVE essere la porta d’entrata per la quale ci conviene cominciare.

      Io personalmente favorisco il modo come si gestisce la Svizzera, e ho dubbi profondi sul fare democrazia diretta come Grillo e Casaleggio vagheggiavano dieci anni fa.

      Ma anche la Svizzera deve correggere il suo metodo, anche se il federalismo e la democrazia diretta che applica bilanciano molto la mancanza di democrazia rappresentativa. Il “dovere” sorge da una realtà innegabile: Neanche la Svizzera riesce a imporsi alle banche e al neoliberismo.

      La ragione principale per dover passare prima per il portone della democrazia rappresentativa ha a che vedere con diritti e obblighi (con effetto retroattivo).

       

       

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