Home Forums 4 – Democrazia rappresentativa – problemi e suo potenziamento. Democrazia rappresentativa. Domanda fondamentale:

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    • #5779 Score: 0
      caspiat
      Partecipante
      -2 punto

      Ciao a tutti! (I venti partecipanti).

      Nei momenti in cui mia moglie non si rende conto che mi dedico a questi temi approfitto 🙂

      Ho una domanda molto strana, apparentemente folle, che vorrei porre e alla quale chiedo risposte serie, anche se vi sembrerà assurda.

      Qualcuno potrebbe dirmi QUANDO è stata fatta la democrazia rappresentativa, e DOVE?

      Insomma una data e luogo di nascita.

      Posso tranquillamente spiegare, perché faccio la domanda:

      Nel caso fosse impossibile dare la risposa concreta, dovremmo aprirci alla possibilità, che fino ad adesso non è neppure nata! Io oserei darvi prove, che questo è il caso.

    • #5780 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Amministratore del forum
      92 punti

      Caro Cespiat,

      credo che la democrazia rappresentativa sia nata li’ dove si fosse deciso di nominare un rappresentate / incaricato / capo tribu … designato all’incarico pubblico dalla collettivita.

      Per questo risponderei alla tua domanda dicendo che di certo la democrazia rappresenttiva era presente:
      – nell’antica grecia.

      – nell’antica Roma

      e probabilmente anche in altre società precedenti.
      In molte di quelle società, oltre ad enti e cariche definite in base alla democrazia rappresentativa, erano presenti anche strumenti di demorazia diretta.

      Lo stesso ( probabilmente seguendo la tradizione dell’antica Roma) accadeva nei liberi comuni e repubbliche medioevali ( Venezia … ecc ecc).

      E da li’ poi passarono e si strutturarono nella costituzione USA ( i costituenti USA fecero un vaggio di studio a Venezia per raccoglierne l’esperienza), e nella rivoluzione francese.

      • Questa risposta è stata modificata 1 mese, 3 settimane fa da Leonello Zaquini.
    • #5781 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Amministratore del forum
      92 punti

      Qualche commento di carattere storico lo si trova in questi articoli, presenti nel sito:

      https://www.piudemocraziaitalia.org/2021/03/26/venezia-compie-1600-anni/

      https://www.piudemocraziaitalia.org/2018/09/23/our-road-to-rome-4/

    • #5783 Score: 0
      caspiat
      Partecipante
      -2 punto

      Ciao Leo,

      confermo che caspiat è Orazio di Bella.

      Eviterò molti giri di parole, e spiegherò perché non sono d’accordo. Lo farò cominciando con qualche domanda, per rendere il concetto.

      1) La democrazia ateniese fa parte della categoria “democrazia diretta”. Sono sicuro che lo sai, e lo dico solo per fare distinzioni chiare.

      Ma la democrazia greca era “zoppa”. Perché il “demos” non erano tutti!

      Quindi un primo criterio lo abbiamo, e lo possiamo prendere come pilastro per rispondere alla domanda, quando si può cominciare a definire democrazia nel senso “moderno” del termine.

      Quando alle donne non veniva permesso votare, era corretto chiamarla democrazia (rappresentativa)?

      Se la risposta è si, va almeno specificato che era un “abbozzo” o una democrazia rappresentativa “in costruzione”.

      Stesso vale ancora prima, quando negli USA cominciarono con al democrazia rappresentativa, ma avevano ancora la schiavitù.

      Quindi se prendiamo il concetto di sovranità, e poi consideriamo schiavitù e voto delle donne, oggi dobbiamo affermare con convinzione, che Democrazia / Sovranità, non vanno assolutamente d’accordo con schiavitù e diritto di voto negato alle donne!

      Su questa linea di ragionamento affermo, che c’è una cosa altrettanto grave, ma molto più subdola e difficile da individuare, che è assente!

      Ha a che vedere con la sovranità (non intesa come la pensano Salvini e Meloni, ma come la definisce l’articolo uno della costituzione).

      Il potere deriva dalla sovranità. Ogni cittadino “essenzialmente” ne è portatore, ma per ora escludiamo i minori di 18 anni (con ragioni valide).

      La somma delle sovranità costituisce la sovranità nazionale, e le elezioni dovrebbero produrre “rappresentanti” AL SERVIZIO di tale sovranità, agendo nel suo interesse.

      Pochissimi esiterebbero prima di rispondere affermativamente alla domanda, se in realtà il popolo sovrano è fondamentalmente impotente, e se in realtà il potere viene controllato altrove.

      Di conseguenza, il popolo NON È SOVRANO, e le elezioni non hanno la funzione di autodeterminazione.

      Qualcosa non quadra, ma è difficile vedere cosa.

       

      Se torniamo al concetto di sovranità, e che deve essere garantita a tutti, c’è una parte di popolazione alla quale PER LEGGE viene tolta la sovranità. SEMPRE!

      Mi spiego meglio, senza svelare il dettaglio:

      La sovranità è insita dell’individuo, e se leggi Agamben (e non uello che dice qualche politico da quattro soldi), è una questione logica e filosofica, considerare la sovranità “intoccabile” nella sua essenza. Se tu condizioni la sovranità a qualcosa, e lo applichi a livello generale, in realtà la sovranità è una finzione, e dipendendo dalla corruzione e dalla sfacciataggine dei partiti e dei politici, ottieni o governi funzionali come la Norvegia, oppure schifezze fetide come l’Italia.

      Se rifletti bene, dovrai ammettere che le regole elettorali pongono una gigantesca “condizione” alla sovranità: Se non la soddisfi, la tua sovranità non esiste!

      Io non voglio affatto affermare, che la sovranità non può e deve essere “condizionata”. Ovunque la condizioniamo alla maturità intellettuale, e abbiamo stabilito che legalmente definiamo l’età di 18 anni come principio del periodo “responsabile” dell’essere umano.

      Possiamo quindi condizionare, ma dobbiamo capire bene le ragioni, e se le ragioni non sono congruenti, o se il condizionamento mina la democrazia, e aliena il potere dalla cittadinanza, è un condizionamento da rimuovere.

      Nelle elezioni di pochi giorni fa è stato evidente, che il “condizionamento” per rispettare la sovranità è brutale! Non riguarda poche persone, ma parecchie!

      Il dibattito importante è, definire se la sovranità degli astensionisti va evaporata d’ufficio, o se è obbligatorio gestirla in altro modo.

      Posso aiutarti con l’informazione, che i vicini tedeschi prima di Hitler avevano una regola molto diversa rispetto all’astensione, e la sua logica è corretta e impossibile da criticare.

      Per finire il commento, lascio una osservazione momentaneamente poco comprensibile:

      Nella Repubblica di Weimar le regole elettorali NON creavano un doppio legame imposto agli elettori, In tutte le altre FALSE democrazie, invece lo creano e lo impongono.

      Concludo:

      La democrazia rappresentativa è stata solo abbozzata seriamente a Weimar. Non è stata completata, perché non capivano le ragioni, ma almeno volevano farlo davvero. In tutto il resto della storia e dei paesi, la democrazia rappresentativa è pura etichetta. La realtà è invece l’inganno intenzionale!

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