L’associazione Più Democrazia Italia intende aiutare gli amministratori locali ed, eventualmente, i comitati di cittadini allo scopo di introdurre strumenti di democrazia diretta nei loro comuni.

Cosa è la democrazia diretta?

Gli strumenti di democrazia diretta (Referendum abrogativi, Leggi e/o delibere di iniziativa popolare a voto popolare o consiliare Referendum di ratifica obbligatori, ecc ) offrono ai cittadini la possibilità di proporre, abrogare o ratificare leggi o delibere.

Pertanto la democrazia diretta elimina il monopolio del potere legislativo / deliberativo. I rappresentanti allora sono più attenti alle esigenze dei cittadini, per questo la democrazia diretta non elimina ma affianca e risana il sistema rappresentativo che, da solo, ha la tendenza a degenerare nel partitismo e nella oligarchia.

La democrazia diretta può inoltre essere affiancata da strumenti di “democrazia partecipativa” i cui strumenti (assemblee cittadine, bilanci partecipativi … ecc), invece che a deliberare, offrono ai cittadini la possibilità di informare ed informarsi ed informare / consigliare i legislatori.

Importanza della democrazia diretta a livello comunale

Oltre a migliorare le decisioni a livello locale, la democrazia diretta nei comuni servirà a sensibilizzare ed educare i cittadini all’uso degli strumenti e a diffonderne la pratica e la conoscenza, grazie anche alla vicinanza dei temi e dei problemi.

A tale scopo è in realizzazione la

“Guida pratica per l’introduzione di strumenti di
Democrazia Diretta nei comuni italiani”.

A questo link è scaricabile la bozza della Guida v.4a in PDF .

La guida, raccoglie l’esperienza di comuni che hanno adottato tali strumenti e la ripropone offrendo suggerimenti pratici e concreti per soddisfare le esigenze ed i problemi seguenti:

  1. Per ottenere buone decisioni occorrerà fornire una buona informazione.
  2. Vanno incoraggiati comportamenti responsabili da parte dei cittadini quali :
    1. il rifiuto del “voto gregario” (voto non sui contenuti ma per simpatia / antipatia per i propositori / oppositori);
    2. il voto responsabile e convinto, sintetizzabile nell’espressione: “meglio non votare che sbagliarsi a votare”.
  3. L’indicazione della rilevanza per la collettività, indispensabile per attivare il “diritto di iniziativa”, é data dall’esito della raccolta di firme. Questa deve essere il più semplice e meno “burocratica” possibile, altrimenti si avvantaggiano gruppi di potere e partiti mentre si svantaggiano le iniziative effettive dei cittadini. In ogni caso questa misura della rilevanza sociale, non deve essere data dalla misura dei votanti. Per questo l’informazione sulle votazioni deve raggiungere tutti i cittadini ma il “quorum di partecipazione” contraddice il punto 2.2 precedente perché impedisce una “astensione cosciente ed intelligente”.
  4. Gli strumenti della democrazia diretta moderna affiancano e non sostituiscono la democrazia rappresentativa, e quindi favoriscono il dialogo tra cittadini e rappresentanti. Questo dialogo va incoraggiato.
  5. Una volta introdotti, gli strumenti di democrazia diretta verranno utilizzati non solo dai cittadini, ma anche da gruppi di interesse non necessariamente orientati alla realizzazione del bene collettivo.

A partire da queste considerazioni, e cautele la guida indica delle soluzioni pratiche sul come: coinvolgere nella decisione chi è coinvolto dalle conseguenze della decisione”.

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