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      Leonello Zaquini
      Moderatore
      107 punti

      INTENTI

      Vogliamo più democrazia in Italia, come anche in Europa e nel mondo.
      Per avere più democrazia in Italia occorre:
      correggere le degenerazioni oligarchiche e partitiche della democrazia solo rappresentativa,
      rafforzare e migliorare gli strumenti già esistenti di democrazia diretta,
      introdurre gli strumenti di democrazia diretta mancanti.

       

      Purtroppo la democrazia solo rappresentativa, quando non affiancata da efficienti strumenti di democrazia diretta, degenera sistematicamente nel partitismo in virtù del quale i rappresentanti sono indotti a non più rappresentare i cittadini.

      Invece che mirare al bene collettivo i rappresentati politici sono indotti a perseguire gli interessi dei loro partiti e delle lobby che li sostengono.
      Questa degenerazione è nota e combattuta già nell’antichità (“Il mestiere del cittadino nella Roma repubblicana” C. Nicolet, “Storia di Venezia” F.C. Lane) è stata poi descritta e spiegata da diversi sociologi (tra questi: M. Ostrogorski e il suo “La democrazia ed i partiti politici”). Ostrogorski la indica come un fenomeno deterministico vale a dire: inevitabile. Indipendentemente dai buoni propositi iniziali dato che la volontà cambia e si trasforma durante l’esercizio delle funzioni e nella pratica del mestiere del: politico di professione.

      Il fenomeno della degenerazione oligarchica dei partiti e la degenerazione partitica della democrazia solo rappresentativa è molto evidente in Italia dove da una Repubblica parlamentare, prevista dalla Costituzione del ‘48, si realizza sempre di più un concentramento del potere legislativo dal Parlamento al Governo ( ex “potere esecutivo”) e si consolida nei fatti una sorta di Repubblica presidenziale. Si parla oggi apertamente di Premierato, la concentrazione del potere è infatti un grande vantaggio per le lobby economiche ed i potentati.

      Occorre tenere presente che l’evoluzione dell’economia e della finanza è tale da rafforzare l’esigenza degli investitori di utilizzare le decisioni politiche per fare affari. L‘ automazione riduce la manodopera e fa si che investire in attività produttive risulti sempre meno redditizio. Il fenomeno è noto ed ha nome: “finanziarizzazione”. che corrisponde alla “caduta tendenziale del saggio del profitto” prevista la Marx ( “Il Capitale” libro III)
      Questa esigenza produce una pressione sempre crescente del mondo economico e finanziario sul sistema politico. Un esempio italiano molto chiaro: Benetton, che faceva bene l’industriale, si è messo a fare il casellante autostradale … per farlo aveva bisogno del consenso dei partiti.
      Il
      fenomeno non è solo italiano: è presente in tutti i paesi del mondo. Va quindi contrastato a livello europeo e mondiale dato che è all’origine di: guerre, crisi economiche e danni forse anche irreparabili all’eco-sistema planetario. In alcuni paesi del mondo comunque il fenomeno è tenuto sotto controllo, è il caso della Svizzera dove i cittadini hanno diritto non solo ai referendum abrogativi ma anche a quelli obbligatori ( senza raccolta di firme) per diverse tipologie di leggi come quelle che concernono i legislatori ( Leggi elettorali … ecc), inoltre dispongono di strumenti per modificare la costituzione federale. In Svizzera gli organi legislativi conservano i loro poteri, gli esecutivi sono collegiali e restano “esecutivi”.

      La degenerazione politica, dovuta alla debolezza degli strumenti di controllo dal basso, è sotto gli occhi di molti italiani ed infatti la diffidenza e la sfiducia nel sistema politico esistente è molto diffusa e si diffonde sempre di più. Esistono molti gruppi di attivisti per la democrazia ma purtroppo per il momento ci sono difficoltà a coordinarsi ed operare assieme.
      Più Democrazia Italia si propone di unire e federare i gruppi che si battono per la democrazia nel nostro paese e nel mondo.

      = = =

      Con l’aiuto di molti di questi gruppi abbiamo raccolto una lista di “Punti per fare il cambiamento” ed abbiamo redatto dei “libretti per le votazioni” (redatti con la cooperazione dei comitati per il Si e per il No, strumenti indispensabili per l’informazione in occasione di votazioni popolari).
      In cooperazione con i diversi gruppi vogliamo: estendere la lista e realizzare i punti.

      Ecco il link ai punti per “Fare il cambiamento” raccolti fino ad oggi:
      https://www.piudemocraziaitalia.org/wp-content/uploads/2021/04/FareIlCambiamento-27punti-v8.pdf

      Qui il link al “Libretto per le votazioni” discusso anche in Parlamento:

      //www.piudemocraziaitalia.org/wp-content/uploads/2020/07/Libretto_Informativo_referendum_2020_taglio.pdf

      • Questo topic è stato modificato 3 settimane, 5 giorni fa da Leonello Zaquini.
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    • #6833 Score: 0
      Giuseppe_F
      Partecipante

      Grazie per averlo condiviso, caro Leo. Solo un consiglio: toglierei la parte dove vien citato Marx. La caduta tendenziale del saggio del profitto da lui profetizzata non s’è verificata. È una delle critiche più note al marxismo. Vi son stati periodi dove il saggio è salito! Lasciare sta frase equivale a “dare il fianco” ai detrattori della Democrazia Diretta i quali si aggrapperebbero a questo falso storico per sminuire l’intero volantino!

    • #6836 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      107 punti

      Caro Giuseppe.

      Il riferimento a Marx si puo’ togliere.

      Per altro e’ vero che l’ investimento ” produttivo” ha perso di importanza rispetto a quello speculativo.

      Anche Marx lo considerava ” tendenziale ” :

       

      Una tendenza prevede degli alti e bassi , la tendenza prevista ed avveratasi era ed e’ ” tendenzialmente ” al ribasso.

       

      Ma menzionare Marx ( economista di valore, ma chche non capiva niente di democrazia) puo’ essere inopportuno e divisivo. Su questo ti do ragione e modifico il testo .

       

       

       

       

       

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