Home Forums 1 – Cosa è la democrazia 4 – UN ESEMPIO CONCRETO

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    portavoce
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    Una strada di campagna accanto alla città, circondata da molte case monofamiliari e qualche condominio, non ha il marciapiedi.

    L’esecutivo comunale è costituito da tutti i principali partiti presenti in consiglio. Questo gruppo di persone discutono al proprio interno e decide di proporre la realizzazione del marciapiedi il cui costo supera il limite superato il quale la decisione deve essere discussa ed approvata dall’organo legislativo comunale (il Consiglio).
    La proposta arriva in Consiglio.

    I pareri risultano essere, « A » : « OK al marciapiedi. Il bilancio è in attivo, la spesa è sopportabilissima, il vantaggio a realizzare il marciapidi è evidente ».

    Ma anche. « B » : « NO al marciapiedi, la strada à già stretta. Un marciapiedi la restringerebbe ancora di più. I pedoni non sono tanto numerosi. Potrebbe anche accadere che un ciclista, per fare posto ad una vettura di passaggio cada per colpa del marciapiedi. Potrebbe farsi molto male ».

    Si vede nell’esempio lo sforzo di prevedere le conseguenze, positive o negative, della decisione e di valutarne l’importanza. E’ lo sforzo di prevedere dove sia il BENE COLLETTIVO o MASSIMO BENE AGGREGATO.

    Faccio notare che la discussione è più facile e produttiva se l’organo esecutivo (che propone la decisione) NON E’ PARTITICO !
    In questo modo la discussione e la decisione SI CONCENTRA SUI CONTENUTI e non rimane influenzata da « chi la propone ».
    Altrimenti anche i meno « partigiani » potrebbero avere un giudizio falsato dalla appartenenza partitica e dal pregiudizio (ce ne sono molto pochi di “partigiani” in Consiglio, e sono visti molto male : di loro si pensa che non studino le delibere, che non le leggano nemmeno … che siano dei « lèche cul » … e gente che non pensa e non ha mai idee proprie … ecc ecc).

    Come è finita ?

    La soluzione « C » è risultata : « Si fa il marciapiedi ma lo spazio per i pedoni sarà solo indicato da una differenza del fondo stradale, senza che si crei un gradino nella strada. In questo modo la strada resta della sua larghezza e non ci sono pericoli addizionali per i ciclisti ».

    Il compromesso, frutto dell’ascolto delle opinioni diverse e la ricerca collettiva di una soluzione ha più probabilità di approssimare il bene collettivo : massimo benessere per il massimo delle persone, minimo malessere per il minimo delle persone (possibilmente per nessuno).
    E’ solo un caso molto semplice, ma spero chiarificatore.

    = = =

    Leonello Zaquini

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