Home Forums 10 – FARE il cambiamento Legge sul conflitto di interesse

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      Legge sul conflitto di interesse

       

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      https://meet.jit.si/piudemocraziaitalia_03

      • Questo topic è stato modificato 1 mese, 4 settimane fa da portavoce. Motivo: link videoconferenza
    • #4694 Score: 1
      Erminio Ressegotti
      Moderatore
      9 punti

      LEGGI SUL CONFLITTO DI INTERESSI

      Personalmente ritengo che il cuore e madre di tutto il comportamento dell’uomo, come tutti gli esseri viventi, è il fatto che ha nel proprio DNA Il principio di una sua replicazione esistenziale e di ricerca di una sopravvivenza nella migliore qualità possibile per se stesso.

      Nel loro percorso di vita l’interazione con il mondo reale lo pone davanti a scelte tese ad ottimizzarle per il migliore sviluppo della propria esistenza. Restando all’esperienza, ne nasce inevitabilmente un conflitto di interessi con il mondo circostante e dei suoi simili. La lettura della storia dell’uomo e dello svilupparsi delle tipologie di strutture sociali che hanno generato, lo dimostra senza equivoci.

      Andando allo specifico dell’uomo politico, la scelta di quel ruolo ha più di una recondita e personale motivazione in tal senso a mio avviso si pone inevitabilmente tale fondamentale ragionamento che lo porta ad approfondita analisi in un confronto fra interessi contrastanti giungendo ad una sintesi comportamentale scegliendo ciò che ritiene positivo per la sua vita futura. Questo comportamento a mio avviso avviene a prescindere da qualsiasi appartenenza politica in quanto le aggregazioni partitiche non sono altro che aggregazioni di parti della società accomunati da una visione di interessi che nascono dalle loro esperienze umane, culturali, sociali, ecc.

      Nulla da obiettare se questo approccio definisca il loro comportamento con riferimento alla vita privata personale e lecito fino a quando rispettano le leggi che regolano la vita sociale.

      Ben diversa è la specifica attività politica che viene svolta in virtù di un mandato per gestire non una proprietà/autorità personale che l’art. 1 della Costituzione definisce attribuisce ad una sovranità popolare.

      Oggi i parlamentari/amministratori/ecc. e gli eletti in tutte le votazioni, mediamente si ritengono/comportano, dichiarano di essere espressione del popolo che sostanzialmente li autorizza a decidere in piena autonomia per il periodo del mandato, chiavi in mano, e di fatto ritengono i cittadini capaci di intendere e volere solo il giorno delle elezioni, il giorno dopo vengono di fatto esclusi dalla possibilità di partecipare alla gestione della vita politica della società di cui loro ne sono i sovrani. Interessante che più di un leader politico odierno non si definisce espressione della componente della democrazia rappresentativa ma una conveniente e concettualmente depistante democrazia parlamentare. I nostri padri costituenti in vari articoli della Costituzione esprimono chiaramente che il popolo italiano ai vari livelli di attività politico amministrativa deve essere auspicabilmente coinvolto con tutti gli strumenti di partecipazione propositiva e di controllo con la modalità referendaria quando si annulla, approva, controlla, propone proposte di leggi popolari.

      La storia della democrazia sia di estrazione liberale che di altro tipo, mostra che ad oggi il consenso popolare a questa struttura, non casualmente si è basata su una idealistica e depistante immagine di un eletto quale rappresentante del popolo che doveva/avrebbe dovuto avere la capacità di svolgere il suo mandato con un fondamentale rapporto, efficiente ed organico con i cittadini che lo hanno eletto. Ai tempi dei padri costituenti questo iniziale approccio era presente ma i politici a loro succeduti, hanno azzerato il tutto ed evitato di implementare gli strumenti sopracitati.

      La analisi storica delle categorie di appartenenza dei politici eletti con le votazioni a suffragio universale, mostrano che la loro tipologia non ha mai rappresentato specularmente il popolo italiano me è sostanzialmente la preponderante estrazione da alcuni strati sociali che potremmo definire tristemente una elite.

      Ritengo comunque che il suffragio universale come voto a tutti i cittadini, sia comunque il modo sostanzialmente il migliore condivisibile. Dovremmo sfatare l’affermazione di un politico del passato che ritiene la attuale democrazia la meno peggio delle dittature possibili.

      Il nostro lavoro sarà quello di far diventare positivo un luogo di esperienze personali dentro una struttura sociale e solidale con la partecipazione matura di tutti i cittadini.

      In realtà per trovare la più realistica definizione del ruolo del politico eletto, sarebbe più corretto definirli amministratori delegati a rappresentare il popolo sovrano, che ha il diritto e dovere esclusivo di verificare un loro comportamento coerente del mandato, ed esemplificando pari quanto meno al proprietario di una società privata. Siamo quindi chiamati a proporre norme e leggi che attivino tutti possibili/necessari strumenti per permettere una presenza sempre più consapevole e matura dei cittadini, per raggiungere tale obiettivo

      In conseguenza di quanto considerato, ritengo evidenziare che per principio di massima cautela, tutte gli strumenti proposti per Fare il Cambiamento e che verranno formulate, debbano partire dall’assunto che sono fatte per dare quanto meno la stessa autorevolezza che viene attribuita per legge a chi è titolare di una proprietà privata limitando/impedendo tutti gli spazi di discrezionalità del politico riconducibili al suo interesse personale evitando di dare credito e fare affidamento su un garantito comportamento dell’eletto di una coerenza e moralità a prova di bomba.

      Quando incontri un politico che a parole garantisce la propria assoluta coerenza ma si oppone a normative che ritiene vessatorie o limitative, ciò è sufficiente per farci capire i suoi nascosti interessi e si può semplicemente dirgli che se è sicuro che non avrà mai modo di non rispettare quanto proposto da tali norme e dei suoi sottesi principi, dovrebbe indiscutibilmente accettarle senza problemi.

      Questo punto, l’obiettivo è la condivisione di un documento che sia una premessa ad una omogenea costruzione delle varie proposte di norme e leggi che si andranno a formulare.

      Gli strumenti legislativi sono molti e quasi tutti sono tra i punti della tabella.

      • Questa risposta è stata modificata 1 mese, 1 settimana fa da Nicola.
      • Questa risposta è stata modificata 1 mese fa da Erminio Ressegotti.
      • #4695 Score: 0
        Nicola
        Amministratore del forum
        3 punti

        Concordo con quanto scrivi Erminio, ma credo che occorra essere più specifici.

         

        Quando c’è il conflitto di interessi ?

        Ogni qual volta la legge votata dai parlamentari ,  crei dei vantaggi per loro e non per i cittadini o per lo stato Italia.

        Un esempio è l’aumento dello stipendio dei parlamentari, dei rimborsi, della modalità di insediamento  o di prolungamento del loro periodo di attività politica, non conforme alla legge elettorale.

        Una legge elettorale che avvantaggi certe formazioni politiche, ma qui si dovrebbe chiedere prima alla Corte Costituzionale .

         

        Quali sono i metodi per contrastare il conflitto di interesse ?

        Ce ne sono vari, uno di questi è dare in mano ai cittadini la possibilità di verificare, confermare, votare su tali leggi, in modo che se i cittadini ritengono di cambiare tale legge, in parte o in toto , lo possano fare.

         

        Quali sono i metodi che possono essere dati in mano ai cittadini per contrastare il “conflitto di interesse” ?

        Per esempio, ogni qual volta si voti un aumento degli stipendi o degli emolumenti o rimborsi dei parlamentari o dei loro collaboratori ed altri tipi di leggi da verificare, i cittadini devono poter votare con un referendum confermativo, senza che i cittadini lo debbano chiedere o indire, automaticamente viene fatto un referendum.

        In questo modo, i parlamentari avranno un po’ di remora a fare leggi che poi vengono cambiate dai cittadini subito dopo, con anche la conseguenza di perdere la fiducia dei cittadini alle successive tornate elettorali.

        Un altro modo potrebbe essere anche la “sfiducia costruttiva”, che permetterebbe ai cittadini, di revocare il mandato a quel parlamentare che perde la fiducia dei cittadini per le sue attività parlamentari poco utili e/o ambigue per il sistema Italia, che vadano a ledere la credibilità delle istituzioni stesse. Questo tipo di metodo, va però prima verificato se non entra in altri contesti legislativi.

         

        Questi sono sollo alcuni esempi di ciò di cui si intende con “conflitto di interesse”.

         

        • Questa risposta è stata modificata 1 mese, 2 settimane fa da Nicola.
    • #4721 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      76 punti

      Bozza per l’abstract del punto:

      LEGGI SUL CONFLITTO DI INTERESSI

      Proponiamo che le decisioni che riguardano la collettività rispettino la regola fondamentale del mirare al bene collettivo e non al tornaconto individuale o di gruppi.
      Questa regola fondamentale può e deve essere articolata sia in precise forme legislative, come anche come forma di educazione civile.
      Per il primo dei due casi (forme legislative), vanno introdotte leggi e regolamenti che impongano ai legislatori di sottoporre ad enti diversi ( corte costituzionale, o altri enti super partes) o ai cittadini stessi ( mediante referendum obbligatori, citati tra i punti che seguono)  soprattutto le leggi che concernono i legislatori ( leggi elettorali, remunerazioni dei legislatori … ecc).

      Nel secondo caso ( educazione civile), raccomandiamo che la nozione di “bene comune”, descritta da diversi filosofi ( Bentham, Stuart Mill … ed altri) come la decisione che produce il massimo benessere per il massimo numero di persone, venga insegnata sia nelle scuole come anche nei corsi di educazione civile ( di cui si parla in alcuni dei punti qui di seguito).

      Alcuni degli strumenti legislativi che impongono il perseguimento del bene collettivo sono presenti in Svizzera ( referendum obbligatorio e strumenti di democrazia diretta).
      Il sistema etico che corrisponde alla forma di educazione che raccomandiamo ha il nome di “utilitarismo etico” ed è oggetto di studio nelle scuole di diversi paesi, ma, ci pare, in forma ristretta sebbene nei paesi dove la democrazia diretta si è radicata da più tempo questa forma di educazione si è imposta probabilmente come conseguenza di riflessioni su  errori.

       

    • #4723 Score: 0
      Erminio Ressegotti
      Moderatore
      9 punti

      Abstract Conflitto di Interessi

      Si ritiene che qualsiasi uomo nella sua esistenza quotidiana opera con scelte dopo una analisi definibile di un conflitto di interessi personali. Il conseguenziale comportamento può spiegare tutte le possibili scelte, dittatori, imperatori, re, speculatori, sfruttatori, ladri, criminali, corruzione, santi, eroi, ecc, anche per sinceri democratici con riferimento a stessi ma che passa attraverso un comportamento da politico a servizio del popolo e della sua volontà. Entrando nello specifico del politico, stante la quasi irredimibile debolezza umana, per il principio di massima cautela e analizzando la storia del realizzarsi della democrazia, in particolare nella Svizzera, si sono attivati strumenti elettivi e legislativi che vogliono impedire il crearsi occasioni per poter deliberare specifici vantaggi personali nelle loro decisioni. Fra i più importanti strumenti vi è il referendum obbligatorio a voto popolare per argomenti quali retribuzioni/benefit modifiche costituzionali, modifiche leggi elettorali, fiscalità sia livello cantonale che nazionale, possibilità di abolizione leggi con controprogetto sia nella opzione di proporre principi o dettagliata. Non ci sono limiti alle tematiche, fatte salve alcune eccezioni. Quorum zero.

      Manca la possibilità di proporre leggi di iniziativa popolare sottoposta a referendum popolare quorum partecipativo zero o al massimo limitato ad un terzo dei votanti partecipanti alla ultima votazione nell’ambito di riferimento.

      Non da ultimo si ritiene questo approccio del conflitto di interessi debba essere tenuto presente in molte delle proposte presenti in vari punti della tabella, tese ad impedire il formarsi nel parlamento di una  casta politica od oligarchica, autoreferenziale.

      Non sembra ci siano presenti proposte che vietino la possibilità che i controllori della attività soggette a bilancio siano nominati dai politici da controllare. Non è chiara la presenza e terzietà di organi che controllano a richiesta la legittimità degli atti amministrativi ordinari.

      Accanto a questi strumenti vanno valutati le congruità delle pene per il politico che commette il reato, sia di proibizione temporanea di esercizio delle attività politica che pecuniaria e penale.

      Inserire leggi che tutelano chi all’interno della attività di politici e funzionari segnali possibili ipotesi che siano un efficace contrasto alla corruzione comunemente definita whistleblower. In Italia esiste ma per il principio del conflitto di interessi di chi lo ha deliberata è stata palesemente resa inefficace nei fatti.

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