Home Forums 2 – Strumenti di democrazia diretta. Argomenti di chi e’ contrario alla DD Rispondi a: Argomenti di chi e’ contrario alla DD

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Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Proseguo nel trovare / indicare risposte alle obiezioni / perplessità:
= = =
PUNTO 2:
2 – Presume di dover « votare su tutto »

Con gli strumenti della democrazia-diretta-moderna:

– leggi di iniziativa popolare a voto consiliare,
– leggi di iniziativa popolare a voto popolare,
– referendum abrogativo,
– referendum obbligatorio,

I rappresentanti perdono il monopolio del potere legislativo, loro lo sanno e al momento del decidere sanno e tengono ben presente che “i cittadini potrebbero prendere l’iniziativa” ed abrogare quello
che loro hanno deciso, o decidere cose che loro non hanno deciso, ne’ hanno proposto di decidere.
La coscienza di questo fatto e’ ben presente anche alle lobby, le quali sanno che “comperarsi i partiti” non basta … il loro compito diventa ben piu’ difficile.

Questi risultati hanno ricadute positive SU TUTTE LE DECISIONI prese dagli organi della democrazia rappresentativa ma non esigono affatto che i cittadini  debbano “votare su tutto”.
Un esempio quantitativo, dall’esperienza personale nel mio comune di residenza: noi consiglieri decidiamo circa 50 delibere ogni anno. Nell’arco dei 20 anni quindi sono state prese circa 1’000 decisioni.
In questo periodo di tempo cittadini, a livello comunale, hanno “preso l’iniziativa” in 8 occasioni.

Ma posso assicurare che il fatto che i cittadini possano prendere l’iniziativa ha influenzato tutte le decisioni prese.
A livello cantonale e federale e secondo i comuni ed i cantoni i rapporti numerici possono essere diversi, ma in ogni caso il numero dei referenudm e delle iniziative e’ sempre decisamente molto inferiore che non quello quello delle decisioni prese dall’organo legislativo, ma le ricadute positive concernono il lavoro complessivo dell’organo legislativo e la natura stessa dei partiti.

Occorre non confondere la democrazia-diretta-moderna, con la democrazia-diretta-medioevale.

Forse e’ utile un riferimento storico.
Effettivamente, nell’antichità, in moltissimi piccoli comuni soprattutto del nord Italia ( ma anche in altri paesi europei) tutte le decisioni venivano prese per alzata di mano dai cittadini (maschi), riuniti in piazza.
Queste assemblee con potere legislativo, avevano nomi diversi: “Agora'” ” Parlamentum” “Concio” … .
La Democrazia-diretta-medioevale è arrivata in Svizzera nel 13° secolo probabilmente dal nord Italia.  A livello cantonale, è presente in solo 2 cantoni: Appenzel-interno e Glarus e le assemblee si chiamano : Landsgemeinde.
Questa è la “democrazia diretta medioevale” che non affianca, ma sostituisce e rimpiazza la democrazia rappresentativa la quale non esiste proprio.

Questa forma di democrazia diretta, ha dimostrato nella pratica e nella storia i suoi limiti ed i gravi difetti:
– in cittadini non possono prendere tutte le decisioni necessarie per il vivere collettivo (oggi, tra i vari livelli, sono diverse centinaia all’anno).
di consenguenza:
– la democrazia diretta medioevale rafforza l’importanza ed il potere dell’esecutivo.

Per questo, appena i piccoli comuni italiani sono diventati un po’ piu’ grandi dalla “democrazia-diretta-medioevale” sono passati, in modo sistematico, alle “Signorie”: il “capo dell’esecutivo”, che di fatto gia’ decideva su tutto o quasi,  si e’ autoproclamato Re: dalla democrazia diretta alla monarchia.
Persino la lingua italiana incorpora la critica alla democrazia-diretta-medioevale:  il vocabolo “concionare” ha un significato fortemente negativo, per dire “discorsi retorici e altisonanti” (Traccani).

La democrazia-diretta-moderna al contrario “affianca e non sostituisce la democrazia rappresentantiva … e la risana” ( Andreas Auer, direttore del <span id=”sommario_cut”>(Centro di Ricerca sulla Democrazia diretta- professore presso l’Università di Zurigo)</span>.

La democrazia-diretta-moderna ha una origine ed una storia ben diversa: nasce durante la rivoluzione francese ( proposta da Condorcet inclusa nella Costituzione del ’93, detta: “Montagnarda”. Mai entrata in vigore ). Viene adottata in Svizzera durante un lungo processo, soprattutto sviluppatosi tra gli anni  1831 – 1891.