Visualizzazione 6 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #1467 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      Metto qui la bozza di un testo richiestomi da un amico (Pietro Muni) a seguito di una lunga discussione in FB, sui temi seguenti: definizione ed identificazione della verita’ in campo sociale ed obiettivi del decidere collettivo e utilita’ della  democrazia.

      = = =
      1 – PREMESSA: IDENTIFICARE LA VERITA’ SERVE PER DECIDERE.

      Gli esseri viventi sono circondati da una realtà oggettiva ed indipendente dalla loro volontà.
      A questa realtà gli esseri viventi devono adeguarsi per sopravvivere o, quanto meno, per limitare le sofferenze.
      Per questo gli esseri viventi si sforzano di scoprire la verità della realtà a loro circostante, quanto meno approssimativamente e limitatamente al soddisfacimento della necessita’ di prendere decisioni.

      Seppure con la semplificazione della approssimazione della conoscenza della verità solo e limitatamente alla utilità pratica del dover decidere, questa conoscenza della verità della realtà circostante non è mai semplice ed esige una previsione del futuro. Previsione magari non deterministica ma quanto meno probabile.

      Queto compito e’ svolto non solo dagli esseri umani, ma proprio dagli esseri viventi in generale: sopravvivono solo se svolgono con sufficiente approssimazione queso compito.

      Per esempio, un albero deve riuscire a prevedere l’arrivo dell’autunno senza confondere un momento di freddo passeggero per fare cadere le foglie.
      Le api di un alveare, dopo avere sciamato, devo trovare un ricovero adatto allo sciame che consenta a loro di sopravvivere all’inverno. Tra i diversi ricoveri possibili (ricercati in un area di di versi chilometri di raggio) devono scegliere quello che presumibilmente permettera’ loro di sopravvivere durante l’inverno.

      Ecco che le decisioni esigono la previsione del futuro e questa e’ possibile (anche se solo approssimativamente) solo mediante la conoscenza (anche quella solo approssimativa, ma sufficiente) della verita’ della realta’ che ci circonda.

    • #1468 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      2- COME IDENTIFICARE LE VERITA’ SOCIALI.

      Come nel caso delle api, gli esseri umani devono spesso prendere decisioni che non concernono singoli individui, ma l’intera collettività. L’intera collettivita’ e’ essa stessa una realta’ oggettiva ed in larga misura indipendente dagli individui che ne fanno parte.

      Spesso le decisioni di una collettivita’ devono prevedere il futuro delle evoluzioni della collettivita’ stessa i cui comportamenti sono essi stessi una sorta di realta’ indipendente di cui occorre riuscire a prevedere la verità (sebbene sempre approssimativamente, ma compatibilmente con le necessita’ del decidere).

      Supponiamo per esempio che si debba decidere se costruire o meno una piscina pubblica nel  comune.
      Pur in un caso cosi’ semplice si tratta di dover prevedere un numero piuttosto elevato di cose.
      Sarebbe infatti disdicevole se, una volta costruita la piscina, ad utilizzarla non ci andasse nessuno o ci andassero solo pochi e poche volte.
      Oppure sarebbe disdicevole se le dimensioni della piscina non fossero adeguate al numero dei bagnanti.
      Come anche se la sruttura della piscina stessa (profondita’ … , divisione in settori: buoni nuotatori / non nuotatori … , tipo di riscaldamento … ecc ecc ) non fossero adeguate alle esigenze.

      Si tratta di un esempio banale ma che contiene gli elementi del decidere collettivo: una collettivita’ deve prevedere il futuro del comportamento e delle esigenze della collettivita’ stessa.

      Come identificare, quindi, la verita’ in campo sociale?

      Fondamentalmente si procede come nel campo pratico / scientifico:
      – si elaborano ipotesi , a partire da deduzioni logiche.
      – si verifica la verita’ delle ipotesi esaminando i risultati di esperimenti precedenti.

      Per esempio nel caso della decisione sulla piscina, gli esperimeni precedenti sono ricavabili dalla :
      – analisi dei dati forniti da chi una piscina l’ha fatta precedentemente in cittadine simili a quella dove si deve prendere la decisione.

      quindi:

      —  Vanno raccolti i dati di piscine gia’ costruite ed in uso  in citta / condizioni simili
      — Vanno raccolti dati della soddisfazione / insoddisfazione /cvritiche / suggerimenti degli utilizzatori delle piscine gia’ esistenti.

      Alla fine, e conclusivamente per tutte le decisioni implicate dalla costruzione , che la decisione di costruire una piscina ed il modo di costruirla (dimensioni, collocazione, struttura … ecc ecc) siano state “giuste” lo si puo’ stabilire solo in seguito alla sua costruzione ed il suo uso, mediante delle inchieste, sondaggi di opinione, e critiche / commenti di utilizzatori della piscina.

      Altri casi, meno semplici di quelli dell’esempio, seguono giocoforza un procedimento identico: la “verita’ sociale”, e quindi la correttezza della decisione colettiva, e’ appurabile solo in seguito alla realizzazione dell’ esperimento.

      Se invece di valutare la opportunita’ di costruire una piscina si dovesse valutare la qualita’ di una legge di uno stato, un procedimento potrebbe essere il seguente: verificare il grado di soddisfazione di quella legge dopo che gli effetti della legge si sono fatti sentire.

      • Questa risposta è stata modificata 10 mesi, 1 settimana fa da Leonello Zaquini.
    • #1470 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      3 – L’OBIETTIVO DELLE DECISIONI COLLETTIVE.

      E’ forse opportuno esplicitare un fatto: le decisioni hanno l’obiettivo di realizzare benessere / impedire malessere.

      Questo vale per decisioni individuali: gli alberi che fanno cadere le foglie in autunno, … per il padre di famiglia che suggerisce certi studi al figlio, … per chi si compera una casa … ecc ecc.

      Nel caso di una decisione collettiva, le conseguenze della decisione ricadono non su un solo individuo ma su una collettivita’ di individui.
      Il criterio del “ricercare il benessere / impedire il malessere” puo’ essere esteso alla somma del benessere a cui  sottrarre la somma del malessere (qualora esista) che la decisione produce sugli individui coinvolti dalle conseguenze della decisione.
      ( seguendo Bentham, e l'”utilitarismo etico”).

      La ricerca della verita’ in campo sociale, come in altri campi, serve allo scopo di permettere di prendere le decisioni che piu’ probabilmente soddisfano questo obiettivo.

    • #1471 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      4 . IL  MODO OPPORTUNO DEL DECIDERE IN CAMPO SOCIALE.

      Dato quanto detto al punto precedente (3) e dato che spesso una decisione potra’ produrre benefici ad alcuni ma anche inconvenienti ad altri, è ragionevole considerare che per decidere in modo da produrre piu’ probabilmente il massimo bene collettivo à opportuo coinvolgere nella decisione che e’ coinvolto nelle consenguenze della decisione.

      E qui gia’ stiamo parlando di democrazia, visto che e’ definita proprio come: “coinvolgere nelle decisioni chi e’ coinvolto dalle conseguenze”.

      Ma coinvolgere,  come?
      E’ evidente che gia’ il semplicissimo decidere se e come costruire una piscina implica:
      – una raccolta di dati delle piscine gia’ costruite.
      – uno studio dei dati.
      – le competenze tecniche …
      attivita’ che non possono essere richieste ai cittadini, fruitori della piscina.

      Se poi teniamo conto del fatto che certe decisioni che l’umanita’ prende oggi hanno ricadute planetarie, occorre studiare caso per caso il modo migliore per realizzare il coinvolgimento: vanno studiate le forme della democrazia a livello planetario, continetale, regionale, e locale.

      Il criterio di questo studio deve essere quello di fare in modo che, caso per caso, le decisioni siano le migliori possibili tenendo cnto delle condizioni contingenti e pratiche del decidere, che sono molto importanti.

      Spesso anche i tempi della decisione ne condizionano le forme ( come spesso gia’ detto, nal caso di una nave che affonda il perseguimento del bene collettivo, esige che la decisione la prenda il capitano anche se in modo poco democratico …).

      In altri casi e’ opportuno tenere presente che certe decisioni “fanno gola” a certi “potentati” magari poco significativi dal punto di vista del bene collettivo ma molto potenti ed influenti.

      Tutte queste considerazioni e fattori, devono entrare nel merito della forme del decidere collettivo che non possono essere “ottimizzate” in astratto, ma solo in concreto e caso per caso, tenendo conto delle specifiche condizioni.

    • #1523 Score: 0
      Roberto
      Moderatore
      1 punto

      Conoscere per deliberare è uno slogan datato ma sempre verde.

      Il vecchio problema è sempre a chi giova?

      La politica dei partiti è particolarmente predatoria perché il voto lo si ottiene dando qualcosa in cambio che deve essere nelle possibilità, e aggiungo agevole possibilità, di chi ottiene la maggioranza in base alle promesse del voto di scambio.

      Da qui la necessità del sistema maggioritario nel quale il bacino da accontentare è sempre vicino alla metà e gli altri saranno le prede.

      Lo so che sono pessimista ma è evidente che se fai politica a favore di una parte del popolo conoscere e accontentare le esigenze dell’altra metà del popolo è secondario.

      La democrazia dovrebbe soddisfare le esigenze della larga parte del popolo e coinvolgerlo nella decisione, tramite i suoi rappresentanti,  da qui tutta questa smania di maggioritario e di governo che decide più del parlamento indica chiaramente la malattia.

      Tornando al tema se la decisione è di parte la conoscenza sarà manipolata per avere ragione nel prendere decisioni a favore della parte di riferimento.

      Secondo me la politica attuale è tutta una truffa, sono solo affari. ®️

      • Questa risposta è stata modificata 9 mesi, 1 settimana fa da Roberto.
    • #2653 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      Si caro Roberto, l politica attuale e’ come dici … .
      Ma qui la riflessione non e’ su quello ma : a monte.

      e la domanda che mi viene rivolta e’ :

      ” Secondo te, è possibile individuare la verità (o almeno avvicinarsi ad essa) in campo sociale? E come?”
      Il testo precedente, gia aiuta ma aggiunf qui di seguito delle altre argomentazioni.

      = = =
      Per individuare o almeno avvicinarsi alla verita’ in campo sociale occorre:

      1) IL CONFRONTO DI IDEE.
      – la raccolta di informazioni di “casi precedenti”.
      – la correlazione tra fattori e risultati, nei casi precedenti.
      2) LA generazione della NUOVA IDEA / IDEE , SINTESI DEL CONFRONTO e dello studio dei casi.

      3) LE PROPOSTE FRUTTO DELLA SINTESI.

      4) LE DECISIONI.
      – la verifica della validita’ della decisione.

      continua … .

      • Questa risposta è stata modificata 5 mesi, 3 settimane fa da Leonello Zaquini.
    • #2655 Score: 0
      Leonello Zaquini
      Moderatore
      42 punti

      Volentieri rispondo alla domanda posta da Pietro: “Come individuare la verita’ in campo sociale”.

      Ne parliamo da un po’, e mi pare opportuno sottolinerare delle precisazioni alle nostre discussioni.

      PRIMA PRECISAZIONE: cosa e’ la verita’.

      Penso che la piu’ adeguata sia la risposta di Aristotele che, in polemica con i sofisti (che negavano l’esistenza dlla verita’, in tutti i contesti) per definire la verita’ disse:

      ” La verita’ e’ dire di quello che e’ che e’, e di quello che non e’ che non e’ “.

      Questo e’ valido in tutti i campi nei quali “quello di cui si parla” ha una realta’ esterna ed oggettiva, a cui il discorso si riferisce (anche se ovviamente solo parzialmente). Questo tipo di verita’ , non e’ l’UNICO, ed e’ quello detto: “Verita’ per corrispondenza” ( = corrispondenza con i fatti).
      Anticipo qui il fatto che esistono anche altri tipi di verita’ :
      -Verita’ per coerenza,
      – verita’ autoreferenziale.
      (Eventualmente ne parleremo in seguito).

      Anche in campo sociale, come in molte occasioni e contesti, ci si trova , normalmente, di fronte a realta’ oggettive ed indipendenti, esterne ed indipendenti dalle opinioni.
      Per cui, siamo di fronte al caso di:
      “ricerca della verita’ per corrispondenza” = corrispondenza del pensiero con i fatti.

      ESEMPIO.
      Se per esempio, ci si trova in un comune che ha un bilancio in rosso, ci sara’ chi propone le soluzioni seguenti:

      A- Aumentiamo le tasse, in questo modo avremo piu’ attivo in bilancio.
      Altri che propongono:

      B- diminuiamo le tasse, in questo modo verrano da altri comuni ad abitare nel nostro o ad insediare industrie ed avremo piu’ attivo di bilancio.

      (Il caso che presento e’ concreto. Nel paese dove vivo e dove questo problema si e’ posto i comuni hanno il potere di decidere la loro politica fiscale).

      Come in molti casi, in altri settori (scientifici e tecnici) entrambe le opinioni: A e B, hanno a loro sostegno:

      – argomenti “logici”: entrambe le soluizoni hanno una loro ragionevolezza.
      – esempi e casi empirici di conferma della validita’ sia di A che di B..

      Come risolvere il quesito nel caso specifico, del Comune specifico?

      SOLUZIONE
      Si procede come in tutti i casi di “verifica della verita’ per corrispondenza”: confrontando le opinioni con l’esperienza.
      IL problema è che , in campo sociale ( ma non solo in quello), l’esperienza:
      – richiede molto tempo,
      – e’ determinata da molti fattori.
      – puo’ apparire (a prima vista) “contraddittoria”

      Per questo in campo sociale (come in altri casi, simili) si ricorre alla:
      – informazione da dati raccolti sulle esperienze fatte altrove.

      per cui:

      1) si crea una COMMISSIONE DI STUDIO (strumento di “democrazia deliberativa”), della quale facciano parte persone che la pensano differentemente ( A e B).
      2) La commissione raccoglie dati dalle esperienze di TUTTI i comuni che (prima del nostro) si sono trovati in situazioni simili.

      3) La commissione raccoglie le informazioni dall “ufficio di statistica” nazionale ( che deve averle raccolte costantemente durante gli anni precedenti).

      4) i dati presumibilmente diranno che sia la soluzione A) che la soluzione B) hanno avuto effetto, ma occorrera’ associare ad ogni risultato anche altri fattori:
      – numero di abitanti nel comune.
      – tipo di attivita’ economica prevalente.
      – collocazione geografica ( pianura, … montagna, … .
      … ecc .
      La “caratterizzazione di un comune, dipende da diverse decine di “fattori”).
      Un fattore di cui tenere conto (gestito come “risultato” ) sara’ opportuno che sia anche: “Sofferenza dei cittadini” e “grado di soddisfazione per il risultato finale”

      5) Con calcoli statistici specifici ( calcolo della “correlazione”) si individua il legame statisticamente presente tra: “la soluzione A o B” ed alcuni dei “fattori” che ne determinano il successo e/ o l’ insuccesso.

      6) si classifica e caratterizza anche il nostro comune, quello al quale ci interessa adattare la soluzione, e si stabilisce con quale PERCENTALE DI PROBABLITA’ la soluzione A oppure B, risultera’ efficace.

      7) Con i punti precedenti ( 4 e 5) e’ possibile ed opportuno anche identificare: LA SOLUZIONE INTERMEDIA A + B , meglio adatta al comune dato, e che eventualmente riduce al massimo anche il fattore: “sofferenza dei cittadini”.

      = = =
      NOTA
      Il lavoro della Commissione e’ basato, a monte, sul:
      – lavoro dell’ufficio nazionale di statistica.
      ed anche sul:
      – lavoro di resoconto dei comuni che hanno precedentemente affrontato il problema “sperimentando” le soluzioni.
      Senza di quei lavori “l’esperienza” andrebbe persa.

      Il lavoro comune , sui dati oggettivi, ha la caratteristica di unire le opinioni di chi, in partenza, le aveva diverse.
      = = =

      7) Il lavoro della COMMISSIONE si conclude con la redazione di un : “Rapporto”.

      8) Il Rapporto viene presentato ai consiglieri comunali ed ai cittadini in una “Assemblea cittadina” (Strumento di democrazia partecipativa).

      9) L’esecutivo comunale ( “Giunta” in italiano) , in base al rapporto, ed alle opinioni espresse durante l’assemblea cittadina, presenta un “proposta di soluzione” adattata al caso del comune.(Democrazia rappresentativa)

      10) I consiglieri votano la proposta, dopo averla eventualmente emendata. (Democrazia rappresentativa)

      11) I cittadini possono abrogare la decisione presa al punto 10 ( Democrazia diretta). In caso di abrogazione, il processo riparte dal punto 8.
      La possibilita’ di voto dei cittadini (pur se privo della possibilita’ di emendamenti) assicura l’indipendenza dei rappresentanti, dato che eventuali ” pressioni sui rappresentanti” (o sui loro partiti) di eventuali “gruppi di pressione” interessati ad una souzione piu’ che all’altra NON possano avere influenza.

      Domande?
      Grazie per l’attenzione.

      • Questa risposta è stata modificata 5 mesi, 3 settimane fa da Leonello Zaquini.
Visualizzazione 6 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.