Home Forums 4 – Democrazia rappresentativa – problemi e suo potenziamento. Pregi e limiti della democrazia rappresentativa

Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  segretario 2 settimane fa.

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  • #1242 Score: 1

    Leonello
    Partecipante
    10 punti

    Pregi e limiti della democrazia rappresentativa.

    La democrazia rappresentantiva consiste nel fatto che i cittadini eleggano loro rappresentanti e questi prendano le decisioni necessarie alla collettivita’.

    Prima di passare ad esaminare i limiti di questa forma di democrazia, ne va sottolineta l’ importanta e la insostituibilità.
    Per farlo basta constatare che per vivere normalemente , tra il livello comunale, regionale, nazionale, europeo e decisioni a livello mondiale (per eempio quelle prese dall’ ONU) oggi un cittadino europeo hha bisogno di poco meno di 3 “decisioni” di tipo legislativo al giorno.

    E’ evidente che una tale mole di lavoro può essere svolta solo da un certo numero “impegati a tempo pieno”.

    Ma da qui deriva già il primo limite della democrazia rappresentativa. Il limite è stato ben illustrato da Max Weber che nel 1919 nel suo “Politik als Beruf” (“Politica come mestiere”) scrisse che:
    “i politici di professione sono  impegati statali”, in quanto tali e come ogni lavoratore i “politici di professione” hanno specifici interessi di categoria.
    Questi interessi di categoria sono comuni a tutti i lavoratori della categoria e possono non coincidere con gli interessi della collettività.

    Oltre a questo limite ne esiste un altro anche più grave.

    I politici di professione il loro lavoro lo acquisiscono grazie ai partiti.
    I partiti, in quanto organizzazioni che fanno politica partecipando ad elezioni, sono anch’essi accomunati da interessi specifici, indentici per tutte le orgaizzazioni di quel tipo.
    Questi interessi sono legati alla esigenza di vincere le democratiche competizioni elettorali e, tramite quelle, fare vincere la “giusta causa” di cui ogni partito vuole, leggittimamente, essere portatore.

    Per ben riuscire alle elezioni ogni partito è indotto a cercare di essere sostenuto da chi abbia o controlli mezzi mediatici (ed eventualmetne anche mezzi finanziari).
    Per riuscire nelle elezioni ogni partito ha bisogno dell’aiuto di lobby.

    Le lobby hanno loro interessi, e dopo avere aiutato il partito, esigono che questi interessi vengano tenuti in conto e rispettati.

    Le lobby pertanto non tollerano le divergenze di vedute e la libertà di discussione all’interno del partito e quindi non tollerano la democrazia all’interno del partito
    che hanno aiutato ed in questo si trovano in concordanza con i “vertici di partito” per i quali la democrazia interna al partito risulta oggettivamente una complicazione nello svolgimento delle attività parlametnari, consiliari e legislative.

    Da questa “convergenza di interessi” tra vertici di partito e lobby nasce il fenomeno detto della “Degenerazione oligarchica dei partiti” consistente nella progressiva riduzione ( fino alla eliminazione) del dibattito interno al partito, tra il partito e la sua “base” o, a magior ragione, il resto dei cittadini.

    Il fenomeno è stato molto ben illustrato dal sociologo Moisei Ostrogorski nel suo libro “La democrazia ed i partiti politici” (1902).

    Da qui nasce il limitie della democrazia solo rappresentativa.

    Infatti la democrazia rappresentativa, in queste condizioni, cessa di essere “rappresentativa” dei cittadini, ed i “rappresentanti dei cittadini” tendono a trasformarsi in “funzionari del partito”  ed inquanto tali diventano, oggettivamente, “rappresentanti delle lobby” di riferimento del partito.

    Occorre essere coscienti di queste caratteristiche e tendenze che evidentemente hanno origini oggettive e non dipendono dalla volontà dei singoli e dei programmi delle singole organizzazioni, (il fenomeno è stato definito da Ostrogorski come “deterministico”)
    ma possono essere contrastate solo affiancanto alla democrazia rappresentativa altri strumenti, altri vincoli ed altri controlli.

    Principalmente occorre tenere presente che la democrazia diretta, siccome elimina il monopolio del potere legislativo, riduce la pressione delle lobby di interesse sui partiti.
    Per questo la dmeocrazia diretta contribuisce a mantenere sani sia i partiti che la democrazia rappresentativa.

    Ma per questo e per altri strumenti rimandiamo alle voci ed alle discussioni specifiche.

    = = =
    Qui concludo raccomandando la lettura di:

    Moisei Ostrogorski e del suo libro  “La democrazia ed i partiti politici”.
    Il ibro purtroppo è difficilmente recuperabile in Italiano ma è possibile leggerne una sintesi qui:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Moisei_Ostrogorski

    Inoltre molto efficace e molto chiaro à stato l’ intervento di Riccardo Fraccaro (Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta) al termine del “Global forum on modern diect democracy” nel settembre del 2018 :

    Discorso del Ministro Riccardo Fraccaro

  • #1243 Score: 0

    segretario
    Moderatore
    1 punto

    Ma i partiti sono già essi stessi “lobby”…quindi direi che fanno e sono in affari con altre lobby…di natura diversa…ma sempre e comunque il rapporto instaurato si fonda e si sviluppa in questo rapporto di affari.

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