Home Forums 7 – Attività ed interventi di Più Democrazia Italia e cooperazioni con altri. Incontro ROSATELLUM – Proposte per Legge elettorale

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      Leonello Zaquini
      Moderatore
      107 punti

      Per prepararci all’ incontro, presento alcune delle proposte raccolte tra i gruppi ed i democratici sul tema della legge elettorale.

      IL tutto lo trovate anche nelle prime pagine del testo “Fare il cambiamento”, dove trovate poi anche altre porposte concernenti le forme della democrazia:

      https://www.piudemocraziaitalia.org/wp-content/uploads/2021/04/FareIlCambiamento-27punti-v8.pdf
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      STRUMENTI DI DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA
      Questi strumenti migliorerebbero il sistema elettorale, il funzionamento del Parlamento e degli organi
      legislativi.
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      PREFERENZE NELLA LEGGE ELETTORALE Classifica: 1°
      Si richiede che gli elettori tornino ad avere il potere di attribuire delle preferenze ai
      candidati presenti nelle liste elettorali.
      La re-introduzione delle preferenze implica anche l’utilizzo di strumenti di informazione che
      consentano la conoscenza del CV e delle caratteristiche dei candidati da parte degli
      elettori.
      Senza le preferenze, i «rappresentanti» eletti non sono e non si sentono rappresentanti
      dei cittadini, ma sono di fatto funzionari dei partiti e si comportano come tali. La
      democrazia rappresentativa degenera più decisamente nel partitismo.
      Le preferenze aumentano il potere decisionale dei cittadini e si riduce quello dei partiti.
      L’argomento secondo cui le preferenze favorirebbero il «voto di scambio» e la corruzione è
      incoerente ed illogico dato che i corruttori sono evidentemente favoriti se il potere
      decisionale è concentrato nelle mani di pochi boss di partito e non distribuito tra i cittadini.
      Il diritto alle preferenze è molto diffuso nei sistemi democratici. In Lussemburgo ed in
      Svizzera le preferenze possono essere attribuite anche a candidati di partiti diversi. Si
      tratta del sistema delle «Preferenze anche disgiunte» che concernono uno dei punti di
      cambiamento proposti.
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      SISTEMA ELETTORALE PROPORZIONALE Classifica: 11°
      Il sistema elettorale deve essere proporzionale: gli eletti devono essere eletti mediante
      preferenze (vedi punto specifico) ed in numero proporzionale alle preferenze raccolte.
      Questo consentirebbe una effettiva rappresentatività dell’organo legislativo. La
      proporzionalità dell’organo legislativo rende possibili decisioni più probabilmente vicine a
      quelle che sarebbero le decisioni prese dai cittadini stessi e corrispondenti agli interessi
      della maggioranza e quindi del bene collettivo.
      L’argomento secondo il quale gli esecutivi non avrebbero poi la “governabilità”, va
      superato considerando che questa “governabilità” non deve e non può essere il potere di
      decidere cose non volute dalla maggioranza dei cittadini e non corrispondenti con il bene
      collettivo.
      I rappresentanti quindi devono potersi esprimere liberamente e solo considerando il
      contenuto delle decisioni, e le conseguenze delle decisioni sulla società, non altro.
      La stabilità degli esecutivi va resa possibile stabilendo regole per la designazione degli
      esecutivi stessi (come nei punti: “Governi collegiali” e “Sfiducia costruttiva”) e senza che
      queste regole possano influenzare le decisioni degli organi legislativi dove i singoli
      rappresentanti devono potersi esprimere senza vincolo di mandato ma solo sui contenuti.
      Sistemi proporzionali sono presenti in molti paesi. In Svizzera gli organi legislativi o i
      cittadini stessi possono bocciare delle decisioni degli esecutivi, senza che esistano
      conseguenze sulla stabilità dell’esecutivo: la “fiducia” agli esecutivi è definita in modo
      distinto e separato dal voto sulle leggi o delibere.
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      PREFERENZE ANCHE DISGIUNTE Classifica: 17°
      Consistono nel poter attribuire le preferenze a candidati presenti in liste di partiti diversi.
      Questo tipo di voto non esclude di votare per un partito, ma oltre ai candidati di quel partito
      l’elettore ha anche la possibilità delle «preferenze disgiunte».
      In alcuni casi l’elettore può anche togliere la preferenza ad alcuni candidati del partito che
      ha votato (s-preferisce qualche candidato del partito e gli toglie la preferenza), in questo
      modo aumenta il numero di preferenze a sua disposizione e le può attribuire a candidati di
      altre liste.
      In alcuni altri casi è anche possibile attribuire ad un candidato non una sola ma due
      preferenze.
      Questi sistemi elettorali costringono i partiti ad una selezione molto attenta dei loro
      candidati. Un altro vantaggio è che i rappresentanti poi eletti si sentono effettivamente
      rappresentanti degli elettori, sono più autonomi e riflessivi.
      Il sistema, nelle diverse forme, è presente in Svizzera, nel Lussemburgo, in alcuni Land
      tedeschi ed in alcune elezioni in Francia. È presente ( in forme specifiche) anche in Italia,
      a livello regionale.
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      PRIMARIE APERTE e PREFERENZE LIBERE Classifica: 20°
      Proponiamo le «primarie aperte» consistenti nel fatto che i candidati presenti nelle liste
      elettorali dei partiti vengano definiti dagli elettori. Inoltre proponiamo le «preferenze libere»
      consistenti nel fatto che al momento dell’elezione gli elettori possano votare anche per
      persone non presenti nelle liste e tra i candidati : coloro che ricevessero molte preferenze
      risulterebbero comunque eletti, anche se non presenti nelle liste di qualche partito.
      Queste norme devono essere definite per legge.
      In questo modo gli eletti risulterebbero effettivi rappresentanti dei cittadini, ed il fenomeno
      del partitismo (consistente nel privilegiare gli interessi dei partiti e non quelli della
      collettività) verrebbe ridotto. Le primarie aperte, nella forma della definizione delle liste dei
      partiti, sono in vigore in 17 paesi nel mondo, essendo state introdotte nel 1890 negli USA.
      Sono usate anche in Italia a discrezione dei partiti, ma non in virtù di una legge che
      obblighi ad adottarle.

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