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Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Riferisco qui, da una discussione in una delle chat.
= = =

Commento di Giuseppe (via chat):

… purtroppo, l’unica vera verità, è che son gli italiani stessi a non voler la Democrazia Diretta!!!
Tu dici sempre che in Svizzera c’è voluto più d’un secolo per conquistarla. Ok! Ma lì, la popolazione la voleva! Invece in italia, NO!! La popolazione non vuole questa responsabilità! Non vuole pensare, non vuole decidere, non vuole prendersi responsabilità! Vuole la schiavitù comoda! Una raccomandazione per un misero lavoro pubblico in cambio di voti! Perciò non vedo un futuro! Quanto han senso le riunioni che stiamo facendo per fare il cambiamento se la massa non lo vuole??
E se non lo vuole, è giusto che noi, sparuta minoranza, vogliam imporre alla maggioranza degli italiani la nostra visione politica? Secondo me, no!

Mio commento in risposta :

Penso occorra tenere conto del fatto che cambiamenti sociali hanno dei tempi che sono specifici e sono diversi da quelli delle nostre vite privare.

Vediamo alcuni esempi storici.

La democrazia rappresentativa ha iniziato ad essere propagandata durante il 1700 dal movimento culturale dell’illuminismo. Pur essendosi realizzata negli USA alla fine del secolo impiega ancora un secolo ed oltre per radicarsi in Europa.

Il caso della democrazia diretta moderna in Svizzera e’ simile : l’introduzione della democrazia diretta moderna (che affianca e non sostituisce la democrazia rappresentativa) necessito’ diversi decenni (1830 – 1891 …) per essere introdotta in Svizzera a livello federale ( alcuni cantoni anticiparono, altri ritardarono), questo nonostante che in Svizzera esisteva da tempo la democrazia diretta medioevale (1230, probabilmente importandola dall’Italia dove esisteva durante il medioevo) .
Una nota :
devo smentire il fatto che in Svizzera «La popolazione voleva la democrazia diretta», infatti in alcuni cantoni strumenti di democrazia diretta anche gia’ esistenti a livello federale erano rifiutati a livello locale: il cantone di Friburgo ha introdotto il referendum abrogativo nel 1921, quasi 50 anni dopo che era stato introdotto a livello federale ( 1874).

Quindi, se siamo convinti che la democrazia diretta e’ utile occorre che ci adeguiamo ai tempi tipici delle dinamiche sociali (che sono tempi di versi da quello di altre dinamiche), e ci impegniamo a fare evolvere la società e quindi la coscienza sociale con azioni adatte allo scopo.

Non si tratta di “imporre alla maggioranza” ( oltretutto non ne avremmo i mezzi), ma nostro compito e’ quello di: convincere la maggioranza.

Per farlo, mi paiono opportune le attività e tappe seguenti:

– unire le persone a favore, e proporre attività e cooperazione.
– individuare le ragioni ed i motivi di perplessità dei contrari o dei poco favorevoli.
– evitare di considerare “nemici” i contrari o gli scettici ed esaminare i loro argomenti.
– a partire dagli eventuali punti di vista comuni, sforzarsi di fare evolvere i punti di vista in modo che convergano.
– coinvolgere il maggio numero possibile di persone in attività comuni che consentano discussioni favorite dalla cooperazione.

In questo siamo facilitati dal fatto che in realta’ in Italia strumenti di democrazia diretta sono gia’ presenti e previsti sia dalla Costituzione come anche nella legislazione e nella prassi.
Il problema e’: migliorare gli strumenti esistenti ( opuscolo informativo, raccolta firme, leggi di iniziativa popolare a voto parlamentare non trattate dal parlamento … ) introdurre altri strumenti: referendum obbligatorio, leggi di iniziativa popolare a voto popolare ( che ancora non esiste in Svizzera a livello federale)


Grazie per l’attenzione e per vostri commenti e precisazioni.

Nota:
Qui si trovano indicazioni e grafici con indicazioni dei tempi (testo i francese):

https://hls-dhs-dss.ch/fr/articles/009926/2021-02-17/