Home Forums Discussione generale. Referendum Eutanasia e Cannabis bocciatatura da parte della Corte Costituzionale Rispondi a: Referendum Eutanasia e Cannabis bocciatatura da parte della Corte Costituzionale

#6060 Score: 1
Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Butto giu’ un breve testo che potrebbe essere girato a Democracy International.

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Dichiarazione di inammissibilità di alcuni referendum abrogativi in Italia.

In Italia esiste dal 1970 lo strumento di democrazia diretta detto “Referendum abrogativo”.
A differenza che in altri paesi dove l’abrogazione di una legge è possibile solo in un lasso di tempo realtivamente breve successivo alla sua approvazione (come in Svizzera), in Italia i cittadini possono  abrogare anche leggi esistenti da tempo e possono precisare le parti della legge che intendono abrogare.
Questo potrebbe essere un vantaggio, dato che lo strumento potrebbe consentire la definizione (anche se sintetica) di una nuova legge e potrebbe somigliare allo strumento della “Legge di iniziativa popolare a voto popolare” che invece è assente in Italia.

Purtroppo questo vantaggio, si ritorce in svantaggio, dato che i propositori del referendum abrogativo possono precisare le parti della legge esistente che vorrebbero abrogata ma possono farlo in una forma molto sintetica e che di certo ha sempre degli aspetti carenti e non è equivalente alla redazione di una nuova legge.
In Italia la proposta di referendun abrogativo, dopo avere raccolto le firme necessarie, deve essere approvata dalla Corte Costituzionale prima di passare al voto dei cittadini. La Corte Costituzionale ne valuta l’ammissibilità nei confronti della Costituzione.

Purtoppo in alcuni casi recenti la Corte Costituzionale ha dichiarato anammissibili tre richieste di referendum. Per il momento conosciamo le ragioni della inammissibilità di una sola delle tre proposte ( la Corte impiega de tempo a pubblicare le motivazioni delle sue decisioni). Di una sola delle tre se ne conoscono le ragioni ufficiali, quella concernente il “Referendum cannabis legale”.  La Corte ha dichiarato inammissibile il referendum perchè, ad avviso della Corte, sarebbe risultato in contrasto con un accordo internazionale ora esistente ( e che non può essere abrogato per via referendaria) che prevede delle regole di controllo della coltivazione delle sostanze stupefacenti.

Una nuova legge avrebbe di certo potuto definire un metodo che consentisse di soddisfare sia l’esigenza di depenalizzare il consumo di droghe leggere (come il Cannabis e come richiesto dai propositori del referenudm) come anche l’esigenza di conservare il controllo della coltivazione di droghe previsto dagli accordi internazionali.  Ma non era possibile definire nella richiesta di referendum abrogativo i dettagli di questa legge.
Purtroppo il referendum abrogativo (come strutturato attualmente in Italia) pur contendo questa possibilità di indicare le parti che si desidera abrogare nella legge e quindi consente una “indicazione” (anche se generica) su quella che si vorrebbe fosse la futura legge,  consente proprio per questo a interpretazioni restrittive: l’ “indicazione” che precisa le ragioni per le quali si desidera l’abrogazione non possono mai soddisfare le esigenze di una legge. Il tutto si presta ad interpretazioni.

Riteniamo che occorra introdurre delle modifiche nella definizione del “Referendum abrogativo” in modo che questo tipo di interpretazioni non possano snaturare il significato di un referendum abrogativo.