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Leonello Zaquini
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CONTROLLO DEMOCRATICO SERVIZI PUBBLICI

E’ opportuno esigere che i beni a prevalente interesse collettivo siano gestiti da enti pubblici, non da privati. La gestione pubblica deve comunque essere affiancata da un controllo della sua qualità, basato sul coinvolgimento dei beneficiari del servizio e su strumenti democratici.

Purtroppo la gestione pubblica di questi beni e di questi enti infatti, se manca questo controllo, finisce con il non essere finalizzata al bene collettivo: la loro gestione può venire distorta da chi in concreto è incaricato della gestione e da chi ha il potere di nominare i gestori.

Il controllo è possibile affiancando specifici organi di controllo della qualità agli organi di gestione. I beneficiari del servizio pubblico devono venire sistematicamente chiamati ad esprimere un giudizio sulla qualità della gestione, devono poter esprimere reclami e commenti. I commenti devono essere gestiti dagli organi di controllo, i quali devono agire in modo trasparente, seguire criteri e metodi democratici tipici dei metodi di “controllo della qualità” e devono avere il potere di arrivare a destituire i dirigenti della gestione (se le indicazioni raccolte democraticamente non vengono rispettate).

Gli strumenti di controllo della qualità sono stati sviluppati nell’arco del ‘900. In alcuni paesi questi strumenti sono già usati per il controllo della qualità dei servizi pubblici.

Per esempio in Svizzera in diverse università i professori vengono “tenuti sotto controllo” da i “beneficiari del servizio”: gli studenti alla fine di ogni semestre sono chiamati ad esprimere dei commenti sul lavoro dell’insegnante.
In caso di critiche non isolate ma ricorrenti, il titolare della cattedra viene convocato dall’ufficio di “controllo della qualità” ed è invitato ad esporre il suo programma per il miglioramento della qualità del suo insegnamento.

Quando le carenze rimanessero e fossero ripetute nel tempo, l’insegnante viene licenziato, anche se il suo lavoro di ricerca e le sue pubblicazioni accademiche fossero valutate come positive.
Analoghi sistemi di controllo della qualità proponiamo che vengano applicati in modo sistematico a tutti gli enti pubblici.
Esempi negativi e di degenerazione della gestione pubblica sono invece offerti da alcuni stati che, durate il ‘900 soprattutto nell’est Europa ispirati al Marxismo, hanno fortemente sviluppato  la gestione pubblica di molte attività ed in particolare di tutti i servizi pubblici. Ma la gestione publica non era accompagnata da strumenti di controllo democratico. Il fallimento di quegli stati è la chiara  testimonianza del fatto che la gestione collettiva deve essere accompagnata da efficaci strumenti democratici di controllo.