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Leonello Zaquini
Moderatore
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Nella “chat” di piudemit-piudemit l’amico Orazio Di Bella, cita un libro sul tema del “Fare il cambiamento. Copio ed incollo la citazione:

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Vi lascio il libro che mi è piaciuto e fornito molti spunti
Malcolm Gladwell – The tipping point (Il punto critico).
Se lo volete in inglese, ho il pdf. In italiano non sono riuscito a trovarlo.

Faccio anche il riassunto come testo:
Secondo Gladwell (che solo sintetizza letteratura specialistica sul fenomeno), per “cambiare il mondo” servono almeno tre persone molto diverse. Forse pero tre categorie di quelle persone specifiche:
I Maven, cioè i pensatori “tecnici”, teorici e strategici
Da quelli in teoria comincia tutto.
Poi i/il Connector (Casaleggio Associati per esempio)
E i Venditori (Salesman) come Grillo.
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Mio commento:
Grazie, volentieri leggerei il libro (anche in inglese se non esiste in italiano).
Condivido, almeno di massima ( non avendo letto il libro) la “tipologia” di persone che, cooperando, riescono a realizzare dei cambiamenti.

Questo fatto lo verificherei nella storia ( cosa che propongo di fare nel riflettere su “come fare il cambiamento”, come indicato anche piu’ volte nei messaggi precedenti).

Mi pare che i tre gruppi di persone potrebbero / dovrebbero essere menzionte in modo piu’ chiaro. Provo a chiarirlo io (anche se ancora non ho letto il libro), prego di confermarmi di avere ben capito/ interpretato il pensiaro dell’autore.

1) i “Pensatori”: propongono delle idee di cambiamento,
2) i “Lobbisti”: mettono a disposizione strumenti di propaganda e di diffusione delle idee,
3) i “Comunicatori” : persone eventualmente gia’ “in vista” che, grazie anche alla loro immagine, contribuiscono a propagandare le idee.

Se questa interpretazione e’ corretta, ai 3 “tipi” ce ne aggiungerei un quarto che trovo assolutamente indispensabile e che mi pare non sia citato tra i primi tre:

4) gli “Attivisti”: cittadini normali che si impegnano individualmente e si coordinano in gruppi ed associazioni in modo da sostenere il cambiamento.

A partire da qui si potrebbe discutere di quali siano i “tipi” piu’ importanti e quali sono le dinamiche piu’ frequenti tra i tipi stessi.

Per per esempio prendo la rivoluzione francese, noto che i “Pensatori” hanno agito da soli in grande anticipo rispetto ai “fatti”: Rousseau , Voltaire, … ed altri hanno lavorato durante quasi tutto il secolo precedente. Inoltre e’ notevole il fatto che spesso erano in assoluto disaccordo ed anche “inimicizia” tra di loro.

Morale: i “Pensatori” lavorano da soli, in largo anticipo rispetto ai fatti. Infatti per scrivere un libro e’ meglio essere soli e se ci si mette a discutere del cintenuto si finisce sisteaticamente per : concentrarsi sulle differenze di pensiero e quinni: litigare.

Nel nostro caso abbiamo diversi “Testi” che parlano di democrazia. A cominciare dal “La deocrazia ed i partiti politici” di Moisei Ostrogorski.
Nostro compito deve essere: fare conoscere i testi utili. Nel mio piccolo ho anche io scritto un libretto: “La democrazia diretta vista da vicino” e sono stato invitato a presentarlo in una cinquantina di occasioni in tutta italia ed anche all’estero … . In quelle occasioni si discute e si discute soprattutto con “persone che non sono d’accordo” e pongono domande.

Chi riesce a cooperare, e sono meglio in grado di farlo sono: gli Attivisti.
Assaltare la Bastiglia e’ uno scopo evidentemente pratico ed e’ possibile realizzarlo cooperando con persone che hanno opinioni anche differenti: se chi ha assaltato la Bastiglia si fosse messo a discutere di  : “Monarchia costituzionale o Repubblica parlamentare ?” con gli altri, la Bastiglia sarebbe in piedi anche oggi, ed il Re anche.

Ecco come mai esiste la regola (che ho verificato anche in diverse occasioni in vita mia):
– “Discutere divide, fare unisce”.

Anche i “Comunicatori” possono essere utili ed importanti.
Nella “lista di cosa da fare” elencate qui sopra c’e’ un punto che si riferisce alla ricerca di persone “autorevoli” che possano sostenere il cambiamento.

Restando all’esempio della Rivoluzione francese, possiamo costatare che l’elezione degli  “Stati generali” aveva consentito di fare emergere da tutta la Francia un buon numero di persone di quel tipo e con quelle caratteristiche.

L’unico gruppo che mi pare possa attendere ad essere contattato ed organizzato e’ quello dei “Lobbisti”: anche quello puo’ di certo essere utile, ma non mi pare cosi’ indispensabile quanto meno nelle prime fasi di attività.