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Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Riprendo la discussione sul tema: “COME FARE PROGREDIRE LA DEMOCRAZIA” e quindi ” COME FARE IL CAMBIAMENTO” a partire dalla “scaletta” precedente, delle cose da fare, che riporto qui:

1- raccogliere i punti di cambiamento, attivando contatti con persone e gruppi che li propongano,
2- classificarli,
3- descriverli almeno in modo sintetico, lavorando collegialmente,
4- raccogliere i punti descritti in modo sintetico in un unico documento,

5- discutere e decidere i metodi di realizzazione dei punti, anche presupponendo che potranno essere diversi a seconda dei contenuti dei punti,
6- diffondere i punti, approfondirne la descrizione e lo studio,
7- attivare i metodi di realizzazione.

Siamo al “Punto :  5- discutere e decidere i metodi di realizzazione dei punti”, ed  i temi sono quelli del potenziamento della democrazia, indicati nell’opuscolo ( redatto collettivamente) dal titolo “Fare il cambiamento”, che si trova al link:

https://www.piudemocraziaitalia.org/wp-content/uploads/2021/04/FareIlCambiamento-27punti-v8.pdf

(In particolare i temi concernenti la Democrazia Diretta ai quali in diversi attribuiamo particolare incisività).

Il compito va svolto tenendo conto del fatto che i partiti, tutti ed anche quelli che all’inizio sono sinceramente favorevoli alla democrazia e la propagandano, nel corso dello svolgimento della loro “attività di partito” sono indotti a cambiare atteggiamento ed a conservare l’obiettivo eventualmente solo come “bandiera di partito” o “slogan propagandistico” applicandola in modo, magari anche distorto, solo all’interno della organizzazione stessa.

( Riferimento a Ostrogorski:
https://www.larivista.ch/rivista/2020/marzo/25/)

Occorre quindi interrogarsi su come si puo’ realizzare il cambiamento se :
1) per realizzarlo occorrono modifiche legislative e/o costituzionali.
2)  i partiti detengono di fatto il monopolio del potere legislativo.
3) i partiti , i rappresentanti ed anche gli attivisti dei partiti sono indotti, dall’esercizio stesso della loro  attività, a voler ostacolare e non favorire la democrazia, dato che questa complica loro la vita e fa perdere loro un po’ di potere.

Data la situazione, sembrerebbe naturale dedurne che occorrerebbe “fare la rivoluzione”. Purtroppo  le rivoluzioni implicando azioni violente, e la storia insegna che le rivoluzioni non hanno mai creato situazioni favorevoli alla democrazia. I rivoluzionari anche se originariamente animati da spirito ed intenzioni sinceramente democratiche, sono come costretti dal “contesto rivoluzionario” stesso a strutturare dittature.
La democrazia progredisce solo pacificamente, anche se quindi lentamente.
Ma la storia stessa insegna anche che la democrazia puo’ progredire, anche a partire da contesti di democrazia solo rappresentativa.

Gli esempi storici sono numerosi anche se meno eclatanti che non le rivoluzioni. Gli esempi principali ai quali riferirsi possono essere i seguenti:
– l’introduzione della democrazia diretta in Svizzera e negli stati USA.
– l’introduzione di strumenti di democrazia diretta nei Land e nei comuni tedeschi ad opera dell’associazione “Mehr Demokratie Deutschland”.
– L’introduzione del  “Referendum abrogativo”, in Italia, dopo che per 20 anni era presente nella Costituzione ma non nella legislazione.

In genere esempi e modelli ai quali ispirarsi possono essere anche derivati dalla pratica di “rivoluzione pacifica e non violenta” di Gandhi, usata per liberare l’ India dal dominio coloniale.

Qui di seguito, maggiori dettagli ed indicazioni sul tema:
– come creare un movimento popolare che induca anche “chi non vuole” a Fare-il-Cambiamento, e fare progredire la democrazia.

Le indicazioni, di massima, sono:
A- Propagandare la democrazia, tra i cittadini:
A1 – nelle piazze e luoghi pubblici
A2 – negli incontri.
A3 – nei dibattiti.
A4 – usando i “social”, il piu’ “pubblici” ed in modo il piu “serio possibile”.
A5 – studiare forme di rivendicazione, pacifiche ma per quanto possibile incisive.

B- Creare e/o sostenere eventi e iniziative.
B1 – creare associazioni specifiche e/o locali per promuoverne.
B2 – sostenere quelle che esistono se e quando promuovono iniziative compatibili con la promozione della democrazia.

C- Coinvolgere persone che abbiano influenza.
C1 – creare un elenco di persone contattabili.
C2 – contattarle in modo specifico, ed anche eventualmente su temi specifici.
C3 – produrre documenti / libri / testi che possano avere autorevolezza ed influenza.

D – Sostenere e propagandare iniziative e “casi esemplari” che avvengano a livello locale.
D1 – seguire sistematicamente gli eventi nelle regioni e nei comuni.
D2 – sostenere gli eventi significativi.
D3 – propagandare e diffondere la conoscenza degli eventi e, quando possibile, dei successi.

E- Coinvolgere i media.
E1- creare un elenco di media “contattabili” e “potenzialmente favorevoli”
E2- associarsi ai media (quando possibile) ed organizzare la trasmissione di messaggi, incitando alla pubblicazione di notizie utili.

F- Coinvolgere politici e partiti.
F1- seguire le posizioni di rappresentanti che esprimano posizioni favorevoli,
F2- mantenere i contatti con loro e stimolarli quando possibile.
F3 – seguire le dinamiche interne dei partiti e delle associazioni politiche.
F4- creare un elenco di “Organizzazioni politiche e partitiche potenzialmente influenzabili”.
F5 – attivarsi all’interno di quelle associazioni / partiti per propagandare i temi in tutte le occasioni possibili.

Tutti questi punti, ed altri che potranno essere generati dalla discussione, devono essere oggetti di approfondimento, di organizzazione, di distribuzione delle responsabilità e di compiti specifici.