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pietro.muni
Spettatore

Caro Leo

Volentieri collaborerei con te, ma temo che parliamo lingue diverse e perseguiamo obiettivi diversi, anche se entrambi diciamo che perseguiamo la democrazia.

Il fatto è che abbiamo un’idea molto diversa di democrazia.

Per te democrazia è chiedere ai partiti di fare cose che essi non hanno interesse a fare. Per me è invece fare cose in autonomia. Io chiamo democrazia tutto ciò che dei cittadini riescono a fare senza passare per i partiti e per i centri di potere in generale.

Quando per la prima volta mi hai parlato delle cose che avevi in animo di fare (quelli che poi diventeranno i 27 punti), ho accettato con entusiasmo la tua idea di “pesare” le cose da fare con un metodo chiaro e semplice, così da poterle classificare secondo un criterio di priorità, perché pensavo che quelle cose avremmo dovuto farle noi. Poi invece ho capito che quei punti sono destinati ai partiti. Non dobbiamo attuarli noi, ma i partiti.

Vedi Leo, forse non ne hai una piena coscienza, ma, visto dall’esterno, il tuo comportamento sembra tutt’altro che democratico. Infatti:

1) Riconosci il partito come organo decisore e non il popolo.

2) Al popolo attribuisci solo una funzione di gruppo di pressione (lobby).

3) Non ti chiedi che cosa possono fare i cittadini in autonomia, ma cosa essi possono chiedere ai partiti di fare.

4) Non hai mai contestato il fatto che i cittadini siano esclusi dalla nostra Costituzione da ogni potere decisionale e costretti a farsi rappresentare. Evidentemente non trovi nulla di strano nel fatto che un sovrano non possa decidere senza passare da un organo di rappresentanza: il partito.

5) Per te l’informazione non serve ai cittadini per prendere buone decisioni (voto deliberativo, proprio del sovrano), ma per presentare ai partiti buone richieste.

6) Non sembri particolarmente interessato a elaborare modelli politici in grado di funzionare senza partiti.

7) Mostri invece uno spiccato interesse per i vari strumenti di DD (referendum, petizioni, ecc.), che richiedono procedure complesse (per es. raccolta firme), che non sono alla portata del singolo cittadino, ma solo dei partiti o di altre grandi organizzazioni e centri di potere.

8) Al centro del tuo pensiero c’è il partito, non il popolo.

9) Lo dimostra il fatto che tutte le volte che ho parlato di sovranità popolare effettiva, mi hai accusato di scambiare la democrazia per una religione.

10) Rifiuti di capire che non c’è democrazia senza popolo. Il “quorum zero”, di cui sei sostenitore, ne è una prova.

Tutto questo per dire che siamo troppo diversi per poter collaborare efficacemente a un progetto comune. Contrariamente a te, io mi pongo in antitesi nei confronti dei partiti e sono interessato ad ogni tipo di iniziativa che abbia come protagonisti unici (o principali) i cittadini, ma soprattutto sono interessato allo studio di un nuovo modello politico capace di funzionare anche senza partiti.

P.S. Forse sono stato troppo duro, ma preferisco essere franco piuttosto che alimentare false illusioni.