Home Forums 3 – Strumenti di democrazia partecipativa. Assemblee dei cittadini Rispondi a: Assemblee dei cittadini

#3105 Score: 2
Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

<span style=”font-family: Verdana, sans-serif;”><b>Proposta di intervento sul tema:
– Relazioni e sinergie tra Democrazia partecipativa e Democrazia diretta.</b>

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Il contributo, che vorrei portare a proposito del tema, è basato soprattutto sulla mia esperienza di residente in Svizzera e membro di un consiglio comunale, dove ho avuto occasione di scoprire l’importanza delle assemblee cittadine (che qui sono assenti) per migliorare l’efficacia non solo della democrazia rappresentantiva, ma anche della democrazia diretta.
Dopo avere constatato queste relazioni, ho presentato una mozione per l’introduzione delle assemblee cittadine (AC) nel mio comune. La mozione è stata approvata ed è attualmente allo studio in una commissione specifica, per definirne le regole applicative.

Mi pare utile elencare, per prima cosa, alcuni aspetti e caratteristiche del sistema politico svizzero (presenti anche a livello Comunale).
Del sistema politico svizzero infatti in genere si sa che è caratterizzato dall’esistenza della :
1- democrazia diretta,
in virtu’ della quale i decisori ( anche al livello comunale) non hanno il monopolio delle decisioni e sanno di non averlo. Della Democrazia diretta però purtroppo, spesso, ne vengono trascurate alcune particolarità e dettagli costitutivi molto importanti.
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<span style=”font-family: Verdana, sans-serif;”>Meno noti ma altrettanto molto importanti e caratterizzanti del sistema politico svizzero sono :
2- gli esecutivi collegiali : tutti i partiti fanno parte collegialmente dell’esecutivo. Questo fa si’ che non esista la nozione stessa di « maggioranza – opposizione ».
3- Il sistema elettorale : gli elettori dispongono di preferenze anche disgiunte e poi anche di s-preferenze. Questo fa si’ che gli eletti siano e si sentano rappresantanti dei cittadini, più che « funzionari del partito ». Le aberrazioni del sistema rappresentantivo come « il voto di squarda » o « la disciplina di partito », altrove ricorrenti, sono eliminate alla radice, tanto che il consigliere che votasse sempre come la maggioranza del suo gruppo, finirebbe con il destare sospetti e fare brutta figura presso gli altri consiglieri.

Ritengo che questi punti contribuiscano anche a creare l’ ambiente molto favorevole al dialogo e ad il clima di reciproco ascolto tra gruppi politici anche diversissimi.
L’ambiente e gli atteggiamenti che vediamo nelle « dirette dal Parlamento », in Italia, sarebbero veramente ed assolutamente inimmaginabili nel mio consiglio comunale.
Il Parlamento italiano mi pare uno « stadio » con risse tra « le curve ».
Al confronto invece il nostro consiglio comunale somiglia un raduno di filosofi.

Questi vantaggi sono ottenuti nonostante l’assenza, per il momento, delle « Assemblee cittadine » o altri stumenti di « democrazia partecipativa », che infatti purtroppo sono ancora in genere poco presenti in tutta la Svizzera. E questo contribuisce al fatto che, nonostate gli aspetti positivi e l’ambiente decisiona serio e costruttivo, di errori se ne facciano anche da noi. Alcuni episodi mi hanno dato l’occasione di notare che le « Assemblee cittadine » sarebbero molto utili anche da noi ( per cui la mozione che ho citato).

Le assemblee cittadine (AC) infatti sono uno strumento di « riflessione collettiva » utile non solo ai rappresentanti per informarsi ed arricchirsi delle opinioni e dei commenti dei cittadini e quindi per prendere decisioni migliori.
Ma le AC servono anche ai cittadini per essere informati ed, eventualmente, « lanciare iniziative » ( raccogliere firme per referenudm o per delibere di iniziativa popolare) e correggere evnetuali errori dei consiglieri.

L’episodio, non l’unico ma il principale, che mi indusse a considerare l’opportunita’ di introdurre le assemblee cittadine fu una decisione che prendemmo in Consiglio, votata all’unanimita’ da tutti noi consiglieri. La decisione perseguiva un obiettivo concreto e largamente condiviso sia dai consiglieri che dai cittadini, ma era veramente sbagliata nel modo di risolvere il problema. La criticammo nelle commissiomi ed in Consiglio ed anche i cittadini la criticarono molto quando ne vennero a conscienza, ma nè ai consiglieri come nemmeno ai cittadini erano evidenti le possibli alternative.

In Consiglio si adottarono dei « leggeri correttivi » insufficienti a rissolvere i difetti. Una volta approvata, nessuno dei cittadini arrivo’ a lanciare un referendum per abrogarla per la stessa ragione per la quale noi Consiglieri l’avevamo votata :
– anche i cittadini , esattamente come noi consiglieri, non avevano avuto il modo e l’opportunita’ di rendersi conto di eventuali alternative possibili.

Invece una « assemblea cittadina » , nella quale :
– fossero state presentate tutte le soluzioni possibili.
– fossero state discusse, e commentate da cittadini interessati, alla presenza dei consiglieri (obbligati a partecipare come ad una normale riunione del Consiglio).
– Una discussione informativa, anche senza decisione finale, darebbe stata utilissima.

Sarebbe servita sia ai consiglieri che ai cittadini ad avere un « panorama «  delle soluzioni al problema.
Forse in quel caso, noi consiglieri averemmo bocciato la proposta dell’esecutivo, conoscendo le alternative possibili.
Oppure i cittadini, conoscendo anche loro le alternative possibili, avrebbero abrogato una delibera sbagliata.

L’episodio è minimo, ma può essere utile per chiarire, l’importanza e la sinergia tra democrazia partecipativa ( assemblee cittadine), democrazia rappresentativa (il consiglio) e democrazia diretta.
Lo chierirei, con maggiori dettagli, nell’intervento che vi propogo per la prossima riunione di Venerdi’.

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