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Leonello Zaquini
Moderatore
107 punti

Per “Argomenti per il SI” abbiamo ricevuto due nuovi “contributi”.

Occorre fare notare che sono scritti in uno stile “personale” e quindi dovrebbero essere riadattati utilizzabdo le indicazioni messe a disposizione, a seguito della “Bozza”.

Mettiamo i due testi conunque a disposizione di chi vorra’ impeganrsi a redigere il testo “Argomenti per il SI”.

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<span dir=”ltr”><span class=”_3l3x _1n4g”>Io voterò si. Ma non per risparmiare le indennità. Se quello fosse stato l’obiettivo bastava rivedere la legge che le fissa, e mettere in quella anche gli eventuali trattamenti successivi (che per altro non capisco perché non possano avere lo stesso trattamento pensionistico che abbiamo tutti). Oppure ridurre quantità e stipendi dei dipendenti. Mentre invece ci si prepara ad assumerne un’altra infornata.
Intanto non ha senso votare no. Quello della riduzione della rappresentanza non è un argomento razionale in assenza di altre informazioni. In particolare non abbiamo una “teoria” sul numero ottimale. E comunque si dovrebbe definire ottimale rispetto a cosa.
Il mero argomento numerico (meno rappresentanti -> meno rappresentanza -> meno democrazia) porta di per se a ragionamenti assurdi.
Se più rappresentanti -> meno democrazia allora raddoppiamoli. O decuplichiamoli. Così avremo molta più democrazia.
Se invece mostrate con argomenti razionali che esiste un numero di rappresentanti ideali allora possiamo parlarne. Ma solo allora.
Nella pratica noi oggi abbiamo due problemi per gli organi legislativi.
a) si fanno decisamente troppe leggi
b) il nostro sistema istituzionale di fatto rende l’esecutivo la sorgente della maggior parte delle norme che vanno in discussione.
Esecutivo che per altro dopo aver fatto approvare la norma, che è la vetrina, non fa il suo lavoro approvando i decreti attuativi. Per cui molte norme restano di facciata (a volte per fortuna per altro).

Il problema b) è in assoluto il più grave. Ma nessuno lo affronta, anzi. Di recente qualche stronzo ha tirato fuori il “sindaco d’Italia”, probabilmente solo perché oramai “pieni poteri” sembrava brutto.
Se vogliamo trovare pericoli per la democrazia e la rappresentanza li dobbiamo cercare li, non nel numero dei parlamentari.

Le troppe leggi sono un problema sia per la quantità che per la loro quantità.
Parte della (mancanza di) qualità è dato, soprattutto alla camera, sia dal regolamento che dalla quantità dei parlamentari. Vengono presentate troppi emendamenti, spesso contraddittori e la cui approvazione dipende da convergenze strane di interessi.
Nella finanziaria poi ogni parlamentare cerca di portare qualcosa al suo territorio per farsi “bello”. Ricordate qualche anno or sono il mitico Ivo Tarolli che si vantava di aver fatto avere alla curia trentina (per qualche ricorrenza) 5 Milioni dalla finanziaria. Che poi il vescovo (eravamo in periodo di tagli alla spesa pubblica) rifiutò.
Ma a parte l’annedottica, la rappresentanza territoriale spesso di esaurisce in questo.
Chiunque conosca un po’ da vicino il funzionamento delle camere oggi sa che il Senato lavora meglio della Camera. Anche (non solo) per il minor numero dei suoi componenti.
Il numero previsto dopo il taglio è più che sufficiente a far svolgere all’organo il suo lavoro.
Che tra il resto io spero sia sempre meno sul piano normativo, contando sul fatto che molte competenze statali sarebbero meglio svolge a livello regionale. Sia per la legislazione che per il controllo.
Se proprio si vuole migliorare la rappresentanza e il suo funzionamento ci sono tre semplici cose da fare:
a) separazione vera tra esecutivo e legislativo. Soluzioni minima (che si può fare con legge ordinaria) incompatibilità tra incarichi nell’esecutivo (ministro, sottosegretario, e vice vari) e seggio nelle camere.
b) legge elettorale che garantisca la rappresentanza. Anche differenziata tra camera e senato (che a costituzione vigente dovrebbe essere su base regionale
c) proseguire decisi sull’autonomia differenziata (con obiettivo un vero federalismo)

La discussione tra si e no è il nuovo “oppio dei popoli” (almeno quelli di italica stirpe).
E in ogni caso, se vogliamo tanto bene ai nostri rappresentanti, questa è la sesta volta che provano ad autoridursi. Diamo loro questa soddisfazione <span class=”_5mfr” title=”émoticône wink”><span class=”_6qdm”>;-)</span></span>.</span></span>
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