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Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Cari amici, come avevamo deciso propongo un testo, da condividere: prego commentare, suggerire, … in modo da arrivare a condividere. (Avrei preferito non farlo io, avendo gia’ fatto i precedenti, ma … ).
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MIGLIORARE LA DEMOCRAZIA E CONSOLIDARE I GOVERNI RAPPRESENTATIVI E COLLEGIALI.

I cittadini italiani stanno seguendo le trattative per la formazione di un nuovo governo. Costatiamo un interesse diffuso: ci si interroga sulle forme della democrazia e le possibilità di migliorarla.

Come piudemocraziaitalia, intendiamo dare il nostro contributo a questa riflessione.

Senza tentare di espirmere un giudizio, punto per punto, sulle proposte della bozza del “Programma di governo” nel quale alcuni punti ci pare possano essere giudicati positivamente, altri negativamente,  ci soffermiamo solo su quello che, ci pare, sia l’inconveniente più grave.

Nella lista dei 10 punti proposti come base dell’accordo un punto risulta gravemente e sorprendentemente assente. Il punto mancante potrebbe essere espresso in modo anche molto sintetico nella forma molto generica seguente:
– Rafforzare la democrazia rappresentativa e gli strumenti di democrazia diretta.

Il partito che era nato raccogliendo firme richiedendo:
– “Ridateci le preferenze” (V1 day)
e che da anni si esprime a favore della:
– democrazia diretta,
il partito che aveva, tra i ministri del precedente governo, anche:
– il “ministro della democrazia diretta”,

ci dispiace constatare che quel partito pare abbia dimenticato il suo “V1 Day” e  non abbia messo nessuno di questi punti nella lista tra le sue proposte,

E questo proprio nel momento di rivolgersi ad un partito che il tema delle “leggi di  iniziativa popolare” lo aveva sollevato (anche se nel quadro di una discutibile proposta di modifica della Costituzione, infatti rifiutata riteniamo opportunamente ).

Ci interroghiamo sulle ragioni della assenza di questo punto.
Riteniamo che il “movimento per la democrazia”, che di fatto esiste ed é sempre più presente in Italia, si unisca e si consolidi per pretendere che questo “punto” non sia dimenticato nè ora nè mai.

Fatta questa critica, che ci pare la più grave, troviamo opportuno fare notare che il fatto che le trattative tra i partiti siano su contenuti trasparenti sia comunque positivo.
Occorre che tutti ricordiamo che un Governo deve svolgere il ruolo del potere ESECUTIVO, mentre il Parlamento à l’organo LEGISLATIVO. Questa considerazione, di certo banale, ci indica qualcosa che viene però facilmente dimenticata: il “Programma di Governo”  deve vincolare i membri del Governo a presentare PROPOSTE al Parlamento, il quale deve essere libero di approvarle o di rifiutarle. Sempre ricordando che i rappresentanti sono “senza vincolo di mandato”.

Con questa precisazione, ci pare di poter dire che un “programma di Governo”, redatto in modo chiaro e trasparente tra i partiti, è un elemento nuovo e positivo. Questo accordo, chiaro e trasparente, impedisce che l’accordo si riduca ad un misero “inciucio” tra partiti.
Auspichiamo che questa prassi si consolidi e resti in vigore anche in futuro, qualsiasi saranno i partiti che si troveranno a condurre simili trattative.

La gestione del “programma di governo”, dopo che il Governo si è formato, può e deve migliorare. Può arricchirsi con la esperienza dei “Governi rappresentativi e collegiali”  maturata per esempio in Svizzera.  La “Collegialità”, necessaria quando i governi sono gestiti da partiti diversi (come riteniamo sia opportuno che sia), consente di fare emergere gli aspetti positivi presenti nei partiti in cooperazione e ridurre i loro difetti correggendoli vicendevolmente. La collegialità però funziona compiutamente solo se ben strutturata. Il limite di quest carente strutturazione, è apparso molto chiaro durante il governo precedente (M5S-Lega).

Ci soffermiamo quindi, brevemente, sugli aspetti essenziali e sulle regole della strutturazione di un “governo rappresetativo e collegiale”.

Immaginiamo (ed anzi auspichiamo) un governo RAPPRESENTATIVO,  fatto di rappresentanti indicati, almeno, dai partiti maggiori.
Per esempio : M5s – PD – Lega .
– i tre partiti maggiori indicano, per designare i ministri, nomi di persone che siano anche ” di mediazione ” .
– quindi, per esempio : non Renzi, non Salvini ed anche non Di Maio. Comunque mai un ” capo partito ” .
– prèsidente del Consiglio sia : persona super partes , non iscritto ad uno dei partiti ( per esempio: Conte).
– durante il mandato i ministri sono tenuti alla COLLEGIALITA : le divergenze le dirimono in consiglio, non in pubblico. In pubblico non possono esprimere opinioni personali nè ” del partito ” .
– chi trasgedisce la collegialità deve dimettersi.

Non stiamo inventando niente: stiamo solo descrivendo il sistema svizzero degli “ESECUTIVI RAPPRESENTATIVI A-PARTITICI E COLLEGIALI”, diffusi a tutti i livelli: federale, cantonale, comunale (sebbene con diversita’ locali e diversi metodi elettorali).

Aggiungiamo la seguente constatazione.
I governi a-partitici rappresentativi e collegiali hanno la proprietà di migliorare anche la cultura civile mediamente diffusa: il fatto che i partiti non possano usare il Governo per “mettersi in mostra”, riduce anche il partitismo nella forma della “tifoseria” purtroppo diffusa anche tra i cittadini. Le opinioni politiche si concetrano di più sui contenuti.