Home Forums 1 – Cosa è la democrazia 2 – QUANDO UNA DECISIONE E’ « BUONA » o « CATTIVA »? Rispondi a: 2 – QUANDO UNA DECISIONE E’ « BUONA » o « CATTIVA »?

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Pasqualino Allegro
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Il teorema della giuria

Esiste una sorprendente similarità fra le api impegnate a decidere quale sia il luogo più adatto per fondare un nuovo alveare e i neuroni del nostro cervello occupati a considerare le alternative di un problema. Gli sciami e i nostri cervelli sono organizzati in modo tale che, sebbene ogni unità – ape o neurone non fa differenza – abbia minime informazioni e minima intelligenza individuale, il gruppo nel suo insieme riesce a prendere decisioni corrette. In entrambi i casi, la scelta avviene con una vera e propria votazione democratica fra i membri del gruppo: il maggior numero di api che abbia visitato un sito, o il maggior numero di neuroni che abbia prodotto segnali elettrici, decreterà la decisione finale. Ciò significa, ricordiamolo, che anche le nostre opzioni personali sono frutto di un processo di scelta democratico, come accade ovunque in natura. Il fatto che, laddove ci siano dei gruppi, si sviluppino sistemi simili attesta l’esistenza di principi generali di organizzazione che rendono i gruppi più intelligenti del più intelligente dei singoli che li compongono.

Nel 1785 Marie-Jean-Antoine-Nicolas Caritat, marchese di Condorcet, autorevole economista, matematico e rivoluzionario francese, elaborò una teoria sulle probabilità che un dato gruppo di individui adotti una corretta decisione. Si tratta del cosiddetto teorema della giuria, secondo il quale con l’aumentare del numero di giurati si accrescono le probabilità che il gruppo nel suo insieme decida nella maniera più giusta. Secondo Condorcet, dunque, l’efficacia di una giuria è direttamente proporzionale al numero dei componenti, almeno se abili e competenti. In sintesi: in un gruppo alle prese con la risoluzione di un problema, le possibilità di arrivare alla soluzione migliore crescono con l’aumentare delle sue dimensioni.

Sembrerebbe solo una banale trasposizione matematica del proverbiale detto «due teste ragionano meglio di una», e invece fu l’inizio di una rivoluzione. Condorcet aveva elaborato la sua riflessione per dare un solido fondamento ai processi di decisione democratica legati alla politica; nei fatti, però, il suo teorema si dimostrò essere molto di più, costituendo la base teorica su cui si sono fondati tutti i successivi studi sull’intelligenza collettiva. Quella stessa intelligenza che nasce dall’interazione di gruppi, che abbiamo già visto all’opera in radici e insetti e che è alla base anche del funzionamento del nostro cervello.

Per intelligenza collettiva, dunque, intendiamo la capacità dei gruppi di conseguire risultati superiori a quelli ottenibili con decisioni individuali, specie nella risoluzione di problemi complessi; un principio le cui possibilità applicative sono molto promettenti.