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Leonello Zaquini
Moderatore
105 punti

Grazie del commento Roberto,

Non ho letto il libro che citi, ma mi fa piacere che confermi la estrema sintesi, del testo che ho proposto.

Se sei d’accordo e confermi la essenza della coerenza tra i testi aggiungerei nella bbliografia il testo che hai citato:

Umbero Vincenzi «La Costituzione di Roma antica» Editori Laterza.

= = =
Forse non serve tanto ma aggingo delle considerazioni.

Quanto alla durata dell’ “esperimento” romano certo non e’ stato “eterno” , e poi va detto che anche nel corso della storia repubblicana ci sono stati alti e bassi … degenerazioni e riprese … ovviamente.

Per altro quantomeno “formalmente” si e’ trattato di  500 anni: dal 509 al 31 a.c.
Non e’ pochissimo.

Molto di piu’ che non l’antica grecia.
Inoltre siccome l’impero non ha cancellato radicalmente le strutture repubblicane (pur eliminandole nei fatti, ma cnservandole nella forma), la “tadizione democratica romana” ha:
– “contaminato” ( ritengo beneficamente) le istituzioni repubblicane dei liberi comuni medioevali, tra i quali: Venezia, Verona, Milano … . Dove si usava la “democrazia diretta medioevale”.
– da quelli la “contaminazione” e’ probabilmente passata in Svizzera (1231, primo resoconto della Landsgemeinde: il “concio” o “agora'” di Verona, Venezia … ecc ecc).
– La tradizione repubblicana romana ha “contaminato” la rivoluzione francese dove e’ nata la “democrazia diretta moderna” (Costituzione montagnarda del ’93, Condorcet).
– la rivoluzione francese ha stimolato il miglioramento e la messa in pratica della democrazia diretta moderna in Svizzera.

Mi pare questo il probabile “curriculum storico” della idea della democrazia diretta moderna che  a me pare piu’ vicina per diverse ragioni all’esempio romano che a quello ateniese.